Genzano, annullata la Festa della Pace di Genzano Torna Bella: alle accuse di censura, la replica della maggioranza

Annullata a Genzano la Festa dell’Estate Libera Tutti. Genzano Torna Bella denuncia una censura, ma il sindaco Fabio Papalia respinge le accuse e precisa

È finita ancora prima di iniziare la “Festa dell’Estate Libera Tutti”, la manifestazione dedicata alla Pace e agli 80 anni della Repubblica Italiana che, dal 29 agosto al 4 settembre, prometteva di ravvivare la parte conclusiva dell’estate nella città di Genzano di Roma.

Una programmazione ambiziosa e audace, con ospiti di rilievo nazionale, dibattiti politici e culturali, musica, intrattenimento e uno spazio dedicato alla somministrazione di cibo. Era quanto la formazione civica Genzano Torna Bella, guidata dall’ex candidata sindaca Giulia Briziarelli e oggi presente all’opposizione in Consiglio comunale, si proponeva di portare nel cuore della città.

Il progetto era stato costruito con il contributo di commercianti, associazioni, scuole di musica, artisti, giornalisti, politici, attivisti e cittadini. Un’organizzazione imponente, almeno nelle intenzioni, per una manifestazione con pochi precedenti a Genzano per durata, dimensioni, collocazione nella piazza principale e prestigio degli ospiti annunciati.

Dieci giorni, dal 28 al 6 settembre, tra musica, cultura e cucina casereccia, in una Festa
Festa dedicata alla Pace e agli 80 anni della Repubblica, con tanto di lotteria di sottoscrizione e tanti premi. Se il programma dettagliato è tardato ad arrivare, nella notte, a meno di 6 giorni dalla giornata inaugurale, è stata diffusa la comunicazione ufficiale di annullamento da parte di Genzano Torna Bella.

Qualcosa si infatti inceppato nell’organizzazione della kermesse e il movimento civico progressista ha  comunicato sui propri canali social l’annullamento della festa, accompagnando la decisione con accuse rivolte alla maggioranza.

Accuse immediatamente respinte al mittente dal Sindaco Fabio Papalia, che a nome della sua amministrazione ha fornito una ricostruzione differente: nessuna censura politica, secondo Papalia, ma ritardi, disorganizzazione, scarsa conoscenza dei regolamenti e una richiesta di agevolazioni economiche giudicata non compatibile con le norme vigenti.

Le due versioni si contrappongono nettamente e trasformano l’annullamento della Festa dell’Estate Libera Tutti nel primo vero scontro politico dell’estate tra la nuova maggioranza di centrodestra e la formazione civica che, alle ultime elezioni comunali, aveva sostenuto la candidatura di Giulia Briziarelli, in contrapposizione al centrosinistra dell’ex sindaco Carlo Zoccolotti.

«La Festa popolare, ideata con la collaborazione di molti commercianti, associazioni, scuole di musica, artisti, giornalisti, politici, attivisti e liberi cittadini, è stata annullata», ha comunicato Genzano Torna Bella.

La formazione civica, nel suo comunicato, ha evidenziato che la decisione non sarebbe maturata per mancanza di idee, ospiti o capacità organizzative. Le responsabilità sono state invece attribuite direttamente all’Amministrazione comunale, accusata prima di aver negato il patrocinio e poi di aver applicato all’associazione le tariffe per l’occupazione del suolo pubblico previste per attività considerate commerciali.

«Non per incapacità organizzative, non per mancanza di ospiti, non per mancanza di idee – si legge nel comunicato –. Ma perché l’Amministrazione comunale di Genzano di Roma ha dapprima negato il patrocinio a una festa della Pace e della Repubblica e, dopo una serie di atteggiamenti silenziosi ed evasivi, ha applicato un tariffario di suolo pubblico alla nostra associazione di donne e di uomini come se fossimo una società d’impresa».

Secondo Genzano Torna Bella, anche le proposte avanzate per arrivare a una mediazione non avrebbero prodotto risultati. Da qui l’accusa più grave: quella di una censura realizzata non attraverso un divieto esplicito, ma rendendo economicamente e organizzativamente impossibile lo svolgimento della manifestazione.

«Ci sono molti modi di censurare, anche renderti la vita impossibile. A Genzano ne abbiamo subito uno e, per la prima volta nella storia della nostra città, una festa dal valore celebrativo e popolare non si potrà fare».

Gli organizzatori sottolineano il carattere simbolico dell’iniziativa, pensata per celebrare la Pace in una fase internazionale segnata da guerre e tensioni e per ricordare gli ottant’anni della Repubblica Italiana.

Nella lettura della forza civica di sinistra, il mancato patrocinio e i costi richiesti per l’occupazione della piazza dimostrerebbero la volontà di garantire partecipazione e visibilità a chi esprime una visione politica differente.

«Avevamo immaginato che fosse possibile organizzare una festa popolare, dove poter rappresentare una visione del mondo diversa dall’attuale Amministrazione ed essere comunque rispettati nella nostra diversità», sostiene Genzano Torna Bella.

Nel comunicato si parla inoltre di «attese, chiacchiere e sabotaggi», di variazioni dei preventivi e di bollettini ritenuti insostenibili per un’associazione che dichiara di svolgere attività politica attraverso passione, volontariato e condivisione.

La festa, nelle intenzioni degli organizzatori, avrebbe dovuto rappresentare anche un momento importante di animazione per il centro cittadino, coinvolgendo le attività commerciali e offrendo un programma serale fatto di confronti culturali, musica e socialità.

Una comunicazione politica al vetriolo, quella di Genzano Torna Bella, ben evidenziata nel duro il passaggio in cui si estende la propria critica al modo in cui le amministrazioni di centrodestra governerebbero la cosa pubblica, sostenendo che ciò che è accaduto a Genzano potrebbe verificarsi anche negli altri Comuni dei Castelli Romani. Un condizionale che di certo non è piaciuto a chi amministra Genzano da poche settimane, così come voluto dai cittadini nell’espressione della sovranità popolare…

La forza civica ha però annunciato di non voler rinunciare completamente alla propria presenza pubblica e all’Estate Libera Tutti. Dal 29 agosto al 4 settembre, ogni giorno dalle 18.30, i suoi esponenti saranno comunque in piazza per quello che viene definito «un presidio libero, democratico, culturale e celebrativo».

Tra gli ospiti indicati figurano il giornalista Antonio Padellaro, don Mattia Ferrari, il deputato Arturo Scotto e l’ex ministro della Salute Roberto Speranza, oltre ad altre personalità che dovrebbero alternarsi nel corso delle giornate.

«Ti aspettiamo per dimostrare che la partecipazione non si può spegnere. Viva la Pace e viva la Repubblica Democratica Italiana», conclude il comunicato di Genzano Torna Bella.

Di tutt’altro tenore la risposta del sindaco Fabio Papalia, intervenuto prontamente per respingere immediatamente le accuse di censura e fornire la versione dell’Amministrazione comunale.

«Nessuno censura: solo improvvisazione, disorganizzazione, non conoscenza dei regolamenti e mancato rispetto delle istituzioni», ha replicato il Primo cittadino a nome dell’intera maggioranza, indispettita da una ricostruzione dei fatti che alcuni hanno definito provocatoria e fuori luogo.

Secondo Papalia, l’Amministrazione non avrebbe mai negato le autorizzazioni necessarie per lo svolgimento della manifestazione e, nonostante i ritardi attribuiti agli organizzatori, gli uffici e gli amministratori si sarebbero adoperati per permettere la realizzazione dell’evento.

«Sin dal primo momento l’Amministrazione non ha negato nessun tipo di autorizzazione e di occupazione e, nonostante i ritardi da parte degli organizzatori, ci si è prodigati tutti al fine di poter consentire lo svolgimento della festa», ha dichiarato.

Il punto centrale della controversia riguarda la natura politica dell’iniziativa e il pagamento del canone per l’occupazione del suolo pubblico. Il sindaco sostiene che la richiesta riguardasse più di 600 metri quadrati di piazza per dieci giorni e che gli organizzatori pretendessero condizioni economiche ulteriormente agevolate.

Papalia evidenzia che le tariffe applicate prevedevano già una riduzione dell’80% per gli spazi destinati ai dibattiti e ai concerti e del 50% per l’area dedicata alla vendita e alla somministrazione del cibo.

«Una festa politica organizzata dal consigliere comunale di riferimento che intendeva occupare più di 600 metri quadrati per dieci giorni, con scontistiche su misura e decisamente fuori luogo», ha affermato il Sindaco di Genzano.

La mancata concessione del patrocinio, secondo la ricostruzione del Primo cittadino, non sarebbe stata determinata dal contenuto dedicato alla Pace o alla Repubblica, temi sui quali c’è una concordia politica trasversale, ma dall’articolo 3 del regolamento comunale, che non consente il patrocinio per iniziative di carattere politico.

«Il patrocinio non era possibile concederlo proprio in virtù dell’articolo 3 del regolamento comunale, che non consente il rilascio per iniziative politiche», ha spiegato Papalia.

Il Sindaco ha quindi rispedito al mittente le accuse, definendole false e fuorvianti, e invitato gli organizzatori a rispettare i regolamenti e i ruoli istituzionali.

«Si rispediscono al mittente queste false accuse e illazioni e si invita l’organizzazione al rispetto dei regolamenti vigenti e dei ruoli istituzionali», ha concluso Fabio Papalia.

In sostanza, mentre Genzano Torna Bella denuncia una forma di censura indiretta, realizzata attraverso costi ritenuti insostenibili, tempi dilatati e mancato sostegno istituzionale, dall’altra, l’Amministrazione Papalia sostiene di aver applicato esclusivamente le regole vigenti, garantendo già importanti riduzioni tariffarie e non negando le autorizzazioni allo svolgimento dell’evento.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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