Il drammatico abbassamento del livello delle acque rende ancora più evidente la fragilità di un ecosistema sottoposto da anni a una forte pressione antropica.
L’ennesima rilevazione delle acque del lago Albano di Castel Gandolfo, per mano di Giancarlo Della Monica, del movimento ambientalista Grottaferrata Sostenibile, da sempre attento alla salute del prezioso specchio d’acqua nostrano, restituisce un quadro preoccupante: l’idrometro segna quota -130 centimetri. E sulle rive cresce anche la pressione antropica.
GIANCARLO DELLA MONICA
Una vera desolazione. È questa la sensazione descritta da Giancarlo Della Monica del movimento ambientalista Grottaferrata Sostenibile, dopo l’ultima rilevazione effettuata al Lago Albano di Castel Gandolfo. L’idrometro installato dal movimento segna infatti -130 centimetri, appena due centimetri al di sopra del minimo storico raggiunto dal lago nel dicembre 2025.
Il dato è ancora più significativo se confrontato con quello dello scorso 29 luglio: in meno di un mese il livello è sceso di altri 13 centimetri. Secondo la rilevazione, il Lago Albano non sarebbe mai stato così basso. Ma a preoccupare non è soltanto il dato dell’idrometro. Il drammatico abbassamento del livello delle acque rende infatti ancora più evidente la fragilità di un ecosistema sottoposto da anni a una forte pressione antropica.
In questo periodo dell’anno, osserva Giancarlo, frequentare il lago significa anche assistere a una situazione paradossale. Alcuni tratti boschivi e le aree naturali lungo le rive vengono frequentati e sfruttati quasi fossero un’estensione degli stabilimenti balneari: barchette, pedalò e persone che trascorrono l’intera giornata sulle sponde, anche nei punti in cui resistono le ultime zone umide e lembi di vegetazione ripariale. Sono proprio queste aree, però, a rappresentare habitat fondamentali per la fauna del lago, non soltanto quella ittica. Un patrimonio naturale che, secondo gli ambientalisti, ha già subito un preoccupante calo della biodiversità. A questo si aggiunge il problema dei rifiuti e dell’abbandono di deiezioni, presenti in diversi punti delle rive, insieme ai rifiuti lasciati dai visitatori meno rispettosi dell’ambiente.
“E pensare che questo lago, così come quello di Nemi, è all’interno di un Parco regionale”, sottolinea Giancarlo, evidenziando quella che considera una contraddizione tra la tutela formalmente riconosciuta al territorio e la situazione che si osserva concretamente sulle sponde.
Per Grottaferrata Sostenibile sarebbe necessario intervenire con maggiore decisione sulla fruizione delle aree naturali dei laghi. La richiesta è quella di vietare la balneazione e il bivacco selvaggio nelle zone boscate, laddove previsto dalla normativa, e soprattutto di garantire controlli effettivi. Le aree naturali dovrebbero inoltre essere maggiormente protette, anche per contribuire a compensare l’impatto antropico delle zone già destinate agli stabilimenti balneari.
C’è poi un ulteriore elemento di preoccupazione: la sicurezza dei frequentatori. Da una parte, viene segnalata l’assenza di personale deputato alla sorveglianza della balneazione; dall’altra, il forte abbassamento del livello dell’acqua potrebbe accentuare la fragilità delle sponde, rendendo alcune zone particolarmente delicate e potenzialmente pericolose.
Particolarmente significativa è anche la documentazione fotografica realizzata dal movimento.
LE FOTO: 2022 (in alto) 2026 (in basso)
Nelle due immagini qui sopra viene messo a confronto il Lago Albano nella situazione attuale con quella del 28 ottobre 2022, giorno in cui fu installato l’idrometro di Grottaferrata Sostenibile. Il confronto rende immediatamente visibile la portata del fenomeno: in meno di quattro anni il livello rilevato è diminuito di 130 centimetri, una media superiore ai 40 centimetri all’anno.
Un ritmo che, secondo i dati riportati dal movimento ambientalista, risulta più che doppio rispetto alla media del calo registrato negli ultimi quarant’anni: nel complesso, in questo arco temporale, il livello del lago sarebbe diminuito di oltre 7,5 metri.
Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno che non può essere letto soltanto come una normale oscillazione stagionale.
Un patrimonio che chiede attenzione
Il Lago Albano rappresenta uno dei luoghi simbolo dei Castelli Romani. Proprio per questo, la situazione attuale pone interrogativi non soltanto sul futuro delle sue acque, ma anche sul modo in cui il territorio viene gestito e vissuto.
Per gli ambientalisti, il problema non riguarda soltanto il livello idrometrico, ma l’insieme delle pressioni che insistono sull’ecosistema: dalla riduzione dell’acqua alla perdita di biodiversità, dalla frequentazione incontrollata delle aree naturali all’abbandono dei rifiuti, fino ai problemi legati alla sicurezza.
La conclusione di Grottaferrata Sostenibile è netta: frequentare oggi i nostri laghi mostra una distanza sempre più evidente tra la necessità di proteggere questi luoghi e la realtà quotidiana che si osserva sulle loro rive. A fronte dei tanti annunci e delle promesse di tutela, sostengono gli ambientalisti, servirebbero ora interventi concreti, controlli e una gestione capace di mettere realmente al centro la salvaguardia del Lago Albano e dell’intero patrimonio naturale dei Castelli Romani.