Ariccia, Studentato o Facoltà di Scienze Mediche all’Ospedale dei Castelli? Sul suo futuro il Comitato punge le istituzioni

Il Comitato NOC interviene sullo studentato di Ariccia da 23 milioni e propone un campus sanitario pubblico con università, Regione e ASL Roma 6

Non un semplice edificio destinato ad accogliere studenti, ma un vero campus sanitario e universitario pubblico, capace di completare quella visione più ampia che accompagnò la nascita del Nuovo Ospedale dei Castelli. È questa la proposta avanzata dal Comitato NOC e per il Diritto alla Salute, intervenuto nel dibattito sul futuro dello studentato previsto nell’area del Parco della Salute di Ariccia.

«Studentato o Facoltà di Scienze Mediche? To be or not to be?», si domanda provocatoriamente il Comitato, che invita istituzioni e cittadini a guardare oltre gli annunci e a chiarire quale progetto si voglia realmente costruire intorno al NOC, con quali risorse e con quali garanzie per la collettività.

Secondo il Comitato, il Nuovo Ospedale dei Castelli non sarebbe stato concepito come una struttura sanitaria isolata. L’Accordo di Programma del 2007 prevedeva infatti, accanto all’ospedale, la realizzazione del Parco della Salute, destinato ad accogliere funzioni e servizi complementari.

Tra le prospettive richiamate nel tempo vi sarebbe stata anche quella di sviluppare un polo dedicato alle Scienze Mediche, capace di integrare assistenza sanitaria, formazione universitaria, ricerca e servizi. Una visione che avrebbe potuto trasformare il NOC in qualcosa di più vicino a un policlinico e generare ricadute positive sull’intero territorio dei Castelli Romani.

Un progetto rimasto incompleto

Il NOC è stato inaugurato nel dicembre del 2018, ma il progetto complessivo, secondo il Comitato, sarebbe rimasto per molti aspetti incompiuto. Alle criticità legate alla viabilità e ai trasporti si sarebbe aggiunta la mancata piena realizzazione delle strutture previste nel Parco della Salute.

Nel 2024 l’Amministrazione comunale di Ariccia ha rilanciato l’ipotesi dello studentato universitario, prospettando un intervento dal costo complessivo di circa 23 milioni di euro. Il modello inizialmente ipotizzato prevederebbe il coinvolgimento di un investitore privato, chiamato a contribuire alla realizzazione dell’opera in cambio della gestione della struttura per un determinato periodo.

Il Comitato non boccia a priori questa impostazione, ma solleva una domanda ritenuta decisiva: chi occuperà lo studentato una volta realizzato?

«Uno studentato universitario ha senso se esiste una struttura universitaria che lo utilizza», evidenzia il Comitato. Senza una convenzione effettiva con un ateneo e senza la garanzia di una presenza stabile di studenti, infatti, la struttura rischierebbe di trasformarsi in una nuova “scatola vuota”.

I 6,8 milioni del PNRR e le risorse ancora da trovare

Il progetto di Ariccia avrebbe ottenuto un finanziamento PNRR pari a 6,8 milioni di euro. Una somma significativa, ma ancora distante dal costo complessivo dell’intervento, indicato in circa 23 milioni.

Sulla base di queste cifre, resterebbero da reperire 16,2 milioni di euro, salvo eventuali modifiche intervenute nel quadro economico. Ed è proprio sulla copertura della parte restante che si concentrano le domande del Comitato.

L’ipotesi sarebbe quella di affidarsi a investitori privati. Tuttavia, osservano dal Comitato, un operatore economico sarebbe disposto a investire soltanto in presenza di condizioni capaci di garantire la sostenibilità dell’intervento. Da qui torna centrale la necessità di conoscere quale università potrebbe assicurare la presenza degli studenti e l’utilizzo continuativo della struttura.

Tra gli atenei potenzialmente interessati viene indicata l’Università di Roma Tor Vergata, considerata una realtà da coinvolgere per la vicinanza territoriale e per la sua vocazione nel campo delle discipline mediche. Al momento, però, il Comitato chiede che siano chiariti la natura e lo stato degli eventuali accordi.

La proposta: un tavolo tra Comune, Regione, ASL e università

La proposta avanzata è quella di convocare un tavolo istituzionale al quale partecipino Comune di Ariccia, Regione Lazio, ASL Roma 6 e un’università pubblica, con l’obiettivo di costruire un progetto complessivo.

Il Comune dovrebbe mettere a disposizione il progetto e le risorse già ottenute; la Regione intervenire sul fronte del finanziamento e della programmazione sanitaria; la ASL Roma 6 garantire l’integrazione con il NOC; l’università assicurare la componente didattica, formativa e scientifica.

In questa prospettiva lo studentato non rappresenterebbe il punto di arrivo, ma una delle componenti di un vero campus sanitario pubblico, destinato a ospitare studenti, medici, docenti, ricercatori e professionisti.

Una presenza universitaria stabile potrebbe inoltre rafforzare le opportunità di tirocinio, migliorare il collegamento tra formazione e attività ospedaliera e generare un indotto economico e occupazionale per Ariccia e per gli altri Comuni dei Castelli Romani.

Il nodo della gestione pubblica o privata

Il Comitato pone anche la questione del futuro modello gestionale. Il coinvolgimento di operatori privati non viene considerato negativamente in assoluto, ma si chiede che siano definiti con chiarezza i vantaggi riconosciuti alla collettività, soprattutto nel caso di una concessione di lunga durata.

«Se il Comune mette a disposizione un’area, esistono risorse pubbliche e si realizza un’opera legata al NOC, bisogna chiedersi quale sia il modello più conveniente per la collettività», sottolinea il Comitato.

Da qui la preferenza espressa per un investimento sostenuto dalle istituzioni, collegato a un’università statale e orientato alla formazione, alla sanità pubblica e allo sviluppo territoriale.

La domanda, secondo il Comitato, non dovrebbe dunque essere se realizzare o meno lo studentato, ma quale funzione attribuirgli: costruire soltanto una residenza universitaria oppure utilizzarla come primo tassello di un polo sanitario, formativo e scientifico più ambizioso.

«Costruire uno studentato può essere una buona cosa. Costruire un futuro universitario attorno a un ospedale pubblico sarebbe molto meglio», conclude il Comitato NOC e per il Diritto alla Salute, invitando le istituzioni a «smettere di inaugurare le intenzioni» e a portare finalmente a compimento la visione originaria del Parco della Salute.


Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato del Comitato NOC e per il Diritto alla Salute, dedicato al progetto dello studentato universitario nell’area del Nuovo Ospedale dei Castelli.

STUDENTATO O FACOLTÀ DI SCIENZE MEDICHE?
“To be or no to be?”

Tra comunicati, articoli sui giornali locali e propaganda politica, sul Nuovo Ospedale dei Castelli (NOC) c’è ormai una dubbio amletiano che aleggia come un fantasma: studentato, facoltà di Scienze Mediche o sogno di una notte di mezza estate?

Al di là degli annunci e delle foto di rito, efficaci per una campagna elettorale e per catturare sempre e solo il famoso consenso, per molti cittadini di Ariccia resta un dubbio molto concreto: che cosa vogliamo davvero costruire intorno al NOC e, soprattutto, con quali soldi, quali garanzie per la nostra collettività e quale progetto per il futuro?

Proviamo a mettere ordine.

1. Il NOC non nasce come semplice ospedale

L’Accordo di Programma del 2007 non prevedeva soltanto la costruzione dell’ospedale. Accanto alla struttura sanitaria era previsto il Parco della Salute, con funzioni e strutture complementari.

Tra queste, secondo quanto più volte richiamato anche dal “Comitato per il diritto alla salute” l’idea e la realizzazione di una Università delle Scienze Mediche era destinata a trasformare il NOC in qualcosa di più di un semplice ospedale: un vero polo sanitario e formativo, un policlinico.

Il progetto originario aveva una visione più ampia: ospedale, formazione, servizi e indotto.

2. Il NOC, però, per anni è rimasto nel limbo

Il problema è che, dal progetto alla realtà, la strada è stata lunga e piena di deviazioni e tentativi di non farlo decollare. A chi disturba una struttura pubblica necessaria e funzionante?

Il NOC è stato inaugurato nel dicembre 2018, ma già allora erano evidenti alcune criticità, dalla viabilità ai trasporti e, soprattutto, alla necessità di completare e potenziare la struttura.

Da allora, amministrazioni locali e regionali di ogni colore politico che si sono succedute, hanno dato il meglio del negativo e il risultato incompleto, almeno per quanto riguarda il pieno sviluppo del progetto originario, è sotto gli occhi di tutti.

Il NOC è nato. Ma il progetto complessivo è rimasto, per molti aspetti, purtroppo a metà strada.

3. E qui si colloca l’amministrazione Staccoli

Dopo anni di silenzio politico sul tema o disinteresse o disinteresse mirato a far fallire una importante realtà di sanità pubblica, nel 2024 l’amministrazione Staccoli, “fulminata come San Paolo sulla via di damasco”, sembra finalmente accorgersi che, oltre all’ospedale, esiste anche il famoso Parco della Salute.

E soprattutto, scoprono “lo studentato”!

Meglio tardi che mai.

La Giunta sviluppa quindi il progetto di uno studentato universitario, con un costo complessivo indicato allora in circa 23 milioni di euro.

Il modello previsto punta sul coinvolgimento di un investitore privato: il Comune realizza l’opera e il privato, a fronte dell’investimento, potrebbe gestire la struttura in concessione per un determinato periodo.

L’idea, di per sé, non è necessariamente sbagliata.

Ma c’è un piccolo particolare. Una volta costruito chi mette all’interno gli studenti? O il fine è sempre e solo costruire?

4. Perché uno studentato senza università sarebbe un’altra scatola vuota (i fondi PNRR ce ne hanno regalate diverse di scatole vuote), magari moderna e scintillante giusto il tempo di esibire lustrini, tagli inaugurativi con tanto di fascia, foto di rito per gli articoli scontati

Uno studentato universitario ha senso se esiste una struttura universitaria che lo utilizza.

L’amministrazione aveva parlato della possibilità di coinvolgere l’Università di Tor Vergata, con l’idea di collegare lo studentato al percorso formativo della facoltà di Medicina.

Ed è proprio qui che, secondo noi, il progetto dovrebbe essere chiarito una volta per tutte.

Perché uno studentato non può essere l’obiettivo finale.

Deve essere uno strumento all’interno di un progetto molto più ambizioso: portare una vera presenza universitaria pubblica accanto al NOC.

Infatti, senza una garanzia, un accordo effettivo con qualche ateneo universitario, il progetto dello studentato non risulterebbe appetibile per nessun investimento privato. Tant’è che il progetto, finora, non è mai stato messo a bando da parte del comune di Ariccia.

5. Ma poi arrivano i soldi del PNRR

Nel frattempo si apre una possibilità concreta: i finanziamenti PNRR destinati agli studentati.

Il progetto di Ariccia ottiene un finanziamento di 6,8 milioni di euro, cifra richiamata anche pubblicamente dall’amministrazione. E diciamolo, usata come argomento per farsi belli in campagna elettorale. Ma poi il conto si presenta e i numeri sono reali.

Se il progetto complessivo è di circa 23 milioni, resterebbero da coprire 16,2 milioni, salvo che il quadro economico definitivo non abbia subito modifiche.

Ed è proprio qui che la domanda diventa inevitabile:

chi mette il resto?

6. Il privato, certo. Ma perché dovrebbe farlo?

Secondo l’impostazione prospettata, la parte mancante dovrebbe arrivare, sempre, da investitori privati. La somma che riguarda un eventuale investimento privato è diminuita, ma il principale difetto che rischia di rendere questo importantissimo progetto solo carta straccia, continua a persistere. Un investitore privato, per definizione, investe se ritiene che l’operazione sia economicamente conveniente. E allora torniamo alla domanda iniziale:

quale università garantisce la presenza degli studenti?

Perché senza una convenzione, un accordo o comunque una prospettiva concreta di utilizzo universitario, quale sarebbe l’interesse di un privato a mettere sul tavolo milioni di euro?

Qui non servono ideologie di destra o di sinistra.

Serve semplicemente la matematica.

E, possibilmente, anche un po’ di programmazione.

7. La vera domanda, quindi, è un’altra

Perché limitarci a costruire uno studentato quando abbiamo la possibilità di provare a costruire qualcosa di molto più importante?

Perché non mettere attorno a un tavolo Comune di Ariccia, Regione Lazio, ASL Roma 6 e un’università pubblica?

L’obiettivo dovrebbe essere semplice:

• utilizzare i fondi già disponibili;
• trovare le risorse necessarie per completare l’intervento;
• garantire la gestione pubblica della struttura;
• ottenere un accordo stabile con un ateneo statale;
• costruire attorno al NOC un vero polo sanitario e universitario.

E, tra gli atenei possibili, Tor Vergata appare una candidatura naturale da approfondire, proprio per la sua vocazione nell’ambito delle scienze mediche e per la vicinanza territoriale.

8. Dal semplice studentato al campus sanitario pubblico

Questa sarebbe, a nostro avviso, la vera sfida politica.

Non costruire semplicemente un edificio dove far dormire degli studenti.

Ma creare le condizioni perché studenti, medici, ricercatori e professionisti sanitari possano formarsi e lavorare intorno al NOC.

Il Parco della Salute dovrebbe diventare davvero quello che il progetto originario immaginava: un luogo capace di integrare assistenza sanitaria, formazione, servizi e sviluppo del territorio.

E questo avrebbe ricadute ben più importanti di quelle di un semplice studentato.

Più formazione significa più possibilità di tirocinio.

Più formazione significa maggiore integrazione tra università e ospedale.

Più università significa studenti, docenti, ricercatori e professionisti.

E significa anche un indotto economico e occupazionale per Ariccia e per tutti i Castelli Romani.

9. Pubblico o privato? La scelta è politica

Ed eccoci al punto che probabilmente interessa meno nelle conferenze stampa e molto di più ai cittadini.

A chi vogliamo consegnare questo patrimonio?

Se il Comune mette a disposizione un’area, esistono risorse pubbliche e si realizza un’opera legata al NOC, bisogna chiedersi quale sia il modello più conveniente per la collettività.

Un investimento pubblico con un’università pubblica e una gestione orientata all’interesse generale avrebbe una logica di lungo periodo.

Un’operazione nella quale un privato realizza e poi gestisce la struttura per anni avrebbe invece una logica diversa.

Non diciamo che il privato sia il male assoluto.

Diciamo semplicemente che prima di consegnargli le chiavi bisogna capire esattamente cosa ottengono i cittadini in cambio.

Perché una concessione lunga non è una formalità amministrativa.

È una scelta politica.

10. La proposta è semplice: facciamo finalmente sistema

Se davvero si vuole realizzare lo studentato, allora si abbia il coraggio di guardare oltre lo studentato.

Comune di Ariccia, Regione Lazio, ASL Roma 6 e università pubblica dovrebbero sedersi allo stesso tavolo e costruire un accordo complessivo.

Il Comune porta il progetto e le risorse già ottenute.

La Regione deve fare la propria parte sul finanziamento e sulla programmazione sanitaria.

La ASL deve garantire l’integrazione con il NOC.

L’università deve garantire la componente didattica e formativa.

E tutti insieme dovrebbero costruire un progetto nel quale lo studentato sia una parte del campus, non il campus stesso.

Perché il rischio, altrimenti, è quello di celebrare come grande conquista ciò che dovrebbe essere soltanto il primo mattone.

E allora: “To be or noi to be?”

Il dilemma di Amleto, a questo punto, è quasi risolto.

La domanda non è:

“Studentato sì o studentato no?”

La domanda vera è:

“Vogliamo uno studentato e basta, oppure vogliamo finalmente trasformare il NOC in un vero polo sanitario e universitario pubblico?”

Noi preferiamo la seconda strada.

Perché costruire uno studentato può essere una buona cosa.

Costruire un futuro universitario attorno a un ospedale pubblico sarebbe molto meglio.

E soprattutto sarebbe un investimento che resterebbe ai cittadini, invece di diventare, tra qualche anno, l’ennesima operazione da raccontare con una fotografia all’inaugurazione e qualche comunicato stampa.

Dopo tanti anni di promesse, forse sarebbe arrivato il momento di smettere di inaugurare le intenzioni.E finalmente realizzare il progetto e portarlo a compimento così come era stato pensato.

Comitato NOC e per il Diritto alla Salute

La Presidente Renata Lasic

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

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