Cgil: “Dopo dieci anni Amatrice ha bisogno di un progetto per il futuro”

A dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016, la CGIL torna a chiedere alle istituzioni un cambio di passo che vada oltre la sola ricostruzione. Nel giorno della commemorazione delle 303 vittime, di cui 296 nella sola Amatrice, la Camera del Lavoro sottolinea la necessità di guardare al futuro del territorio e del cratere […]
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A dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016, la CGIL torna a chiedere alle istituzioni un cambio di passo che vada oltre la sola ricostruzione. Nel giorno della commemorazione delle 303 vittime, di cui 296 nella sola Amatrice, la Camera del Lavoro sottolinea la necessità di guardare al futuro del territorio e del cratere laziale. «Ieri 24 agosto abbiamo ricordato, noi con il silenzio, i dieci anni trascorsi dal sisma che ha colpito il territorio Amatriciano», sottolinea la CGIL, ricordando una giornata dedicata anzitutto alle vittime e al dolore dei familiari sopravvissuti alla tragedia, avvenuta alle 3.36 del 24 agosto 2016.

Una giornata di ricordo e rispetto, nella quale non sono mancate le polemiche sui ritardi della ricostruzione, insieme alle giustificazioni e alle promesse delle istituzioni. «Per fortuna sono risuonate sopra a tutto le parole del Cardinale Zuppi intrise di speranza e quelle chiare e come sempre puntuali del Presidente della Repubblica Mattarella», sottolinea il sindacato. Per la CGIL, però, la ricostruzione materiale non può rappresentare l’unico obiettivo. «La ricostruzione è fondamentale e necessaria, ma da sola non può bastare», ribadisce la Camera del Lavoro, chiedendo alle istituzioni territoriali e regionali di lavorare insieme alle comunità e alle parti sociali a un progetto condiviso per il futuro del cratere laziale.

Un progetto che, secondo il sindacato, dovrebbe essere elaborato già ora, mettendo a sistema le vocazioni del territorio e creando nuove filiere produttive, anche di natura industriale, capaci di «ridare speranza a chi oggi ha scelto di rimanere e futuro a chi magari deciderà di tornare». Tra le priorità indicate ci sono importanti investimenti infrastrutturali, ma anche scuola, sanità e innovazione. «L’ospedale da solo non basta», sostiene la CGIL, evidenziando le difficoltà nel reperire personale medico e infermieristico senza una nuova progettualità di sviluppo. «Serve altro, ad iniziare dalla scuola, senza la quale non ha senso una ricostruzione che tagli fuori i bambini».

L’obiettivo deve essere quello di costruire un’Amatrice moderna e digitale, ma soprattutto viva e capace di contrastare lo spopolamento. «Una Amatrice digitale e moderna ma spopolata, non ha futuro», è la posizione del sindacato. La CGIL ricorda di aver posto questi temi «da dieci anni» e di averli ribaditi anche in occasione dell’iniziativa organizzata il 29 maggio dalla Fillea CGIL, alla presenza del Commissario Straordinario, della Regione Lazio e del Sindaco di Amatrice. La conclusione del comunicato è netta: «Ancora una volta le risposte vere continuano a non arrivare».

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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