Il pino di Piazza Oberdan resta in piedi: “Ora serve un Piano del Verde”

Il pino di Piazza Oberdan resta in piedi: “Ora serve un Piano del Verde”   Il pino di Piazza Oberdan non sarà abbattuto. A comunicarlo è l’associazione civica “Salviamo Viale Maraini”, che torna sulla prova di trazione effettuata lo scorso 17 agosto dall’agronomo incaricato dal Comune e chiede ora all’amministrazione di accelerare sull’adozione di un […]
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Il pino di Piazza Oberdan resta in piedi: “Ora serve un Piano del Verde”

 

Il pino di Piazza Oberdan non sarà abbattuto. A comunicarlo è l’associazione civica “Salviamo Viale Maraini”, che torna sulla prova di trazione effettuata lo scorso 17 agosto dall’agronomo incaricato dal Comune e chiede ora all’amministrazione di accelerare sull’adozione di un Piano del Verde.

 

“La prova di trazione ha certificato la stabilità della pianta, sottoponendola a sollecitazioni paragonabili a quelle di un uragano e scongiurandone l’abbattimento immediato”.

 

L’associazione sottolinea che il pino, con i suoi circa 70 anni di vita, potrà continuare a vivere grazie a una serie di interventi prescritti: “La potatura di contenimento, il monitoraggio costante biennale e l’installazione di sistemi di ancoraggio strutturale consentiranno alla pianta di continuare a fare ombra e a contribuire alla salute dei reatini”.

 

Da qui la richiesta di una pianificazione complessiva del verde cittadino. “Questo episodio dimostra che gestire il verde urbano in un’ottica di sicurezza e di rapporto costi-benefici è un’azione complessa, che richiede strumenti adeguati, tempo e risorse. Per questo non può più essere procrastinata l’adozione di un Piano del Verde”.

 

L’associazione riferisce inoltre dell’incontro avuto con l’assessore all’Ambiente Giuliano Sanesi: “Abbiamo preso atto delle croniche difficoltà di organico e di bilancio degli uffici comunali. Ma proprio per questo il Piano del Verde non deve essere considerato un costo insostenibile, bensì uno strumento per intercettare finanziamenti nazionali ed europei destinati all’adattamento climatico e alla forestazione urbana”.

 

“Salviamo Viale Maraini” mette quindi a disposizione dell’amministrazione la propria collaborazione: “Abbiamo teso la mano al Comune, offrendo il nostro contributo per individuare i canali di finanziamento e impostare una bozza del Piano, anche guardando alle esperienze già realizzate con successo in altre città italiane”.

 

Tra gli esempi citati dall’associazione ci sono Padova, con il modello “Città Spugna”, e Rimini, con il progetto “Dalla cura della città alla città che cura”. “Sono esperienze che dimostrano come il verde possa essere progettato come una vera infrastruttura urbana, capace di contrastare il calore, ridurre gli effetti degli eventi meteorologici estremi e tutelare la salute pubblica”.

 

Infine l’appello ai cittadini. “Rieti parte dall’anno zero e il tempo è scaduto. L’estate torrida e i sempre più frequenti temporali violenti ci ricordano che il verde ben progettato è un’infrastruttura salvavita, non un lusso estetico”.

 

L’associazione invita quindi i cittadini a segnalare sulla propria pagina Instagram le zone maggiormente colpite dalle isole di calore e le strade soggette ad allagamenti: “Chiediamo ai comitati di quartiere e alle forze sociali di sostenerci in questa battaglia di civiltà, sicurezza e salute pubblica”.

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Fonte: www.rietilife.comRieti

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