Redazione Viterbo7.9.26 La sig.ra Massini, segretaria del circolo viterbese della Rifondazione Comunista- sinistra auropea-, ha certamente sbroccato quando, mediante la pubblicazione di una lettera aperta indirizzata al Presidente della Provincia Romoli ed alla sindaco di Viterbo Frontini (ma che c’entra con la Provincia 1), si è lamentata della presenza tra gli invitati in palazzo Gentili […]
Redazione
Viterbo7.9.26
La sig.ra Massini, segretaria del circolo viterbese della Rifondazione Comunista- sinistra auropea-, ha certamente sbroccato quando, mediante la pubblicazione di una lettera aperta indirizzata al Presidente della Provincia Romoli ed alla sindaco di Viterbo Frontini (ma che c’entra con la Provincia 1), si è lamentata della presenza tra gli invitati in palazzo Gentili la sera del 3 settembre dell’Ambasciatore di Israele.
La sig.ra Massimi, dimentica o, anche, ignora la figura dell’ambasciatore come personaggio quasi sacro che ha origini molto antiche.
Già ai tempi dei Greci e dei Romani l’araldo, altro modo per definire un ambasciatore che porta notizie da un popolo a un altro, era considerato una figura praticamente intoccabile, anche se i messaggi riportati erano ostili. Questo profondo rispetto nei confronti dell’ambasciatore derivava dalla volontà di mantenere dei rapporti, seppur minimi, di civiltà e convivenza anche tra potenze nemiche.
Pertanto, presente, o non presente, del Capo delegazione dello Stato di Israele in Italia all’agape della sera del 3 settembre celebrata presso il Palazzo della Provincia in occasione del Trasporto della Macchina di Santa Rosa, l’invito va considerato come ipotesi di un messaggio non ostile e di contrapposizione, ma di mantenimento dei rapporti tra stati, nella specie: Italia ed Israele, in un momento della difficile situazione nel vicino medioriente.
Sig.ra Massimi, lo Stato Italiano, mediante le reti diplomatiche mantiene rapporti utili per il raggiungimento della pace, appunto, quel valore assegnato quest’anno al Trasporto della Macchina di Santa Rosa, tutto al contrario di quanto da lei espresso nella “lettera aperta” che appunto è una “lettera vuota” dalla quale traspira solo odio.