La scelta di far prostituire le figlie per la dote appartiene a diverse culture del passato che solo un miracolo di San Nicola riuscì a bloccare Le donne del Sahara Algerino della tribù Ouled Nail lasciavano stagionalmente le loro dimore rurali di montagna, scendendo nelle città più grandi e nelle oasi per lavorare come ballerine […]
La scelta di far prostituire le figlie per la dote appartiene a diverse culture del passato che solo un miracolo di San Nicola riuscì a bloccare
Le donne del Sahara Algerino della tribù Ouled Nail lasciavano stagionalmente le loro dimore rurali di montagna, scendendo nelle città più grandi e nelle oasi per lavorare come ballerine di Nailiyat.
Non tutte le donne erano ballerine, ma la pratica veniva solitamente tramandata all’interno delle famiglie, dove le ragazze imparavano la danza e altre abilità dai parenti più anziani.
Le ragazze per procacciarsi la dote si davano alla prostituzione, per tradizione queste ragazze facevano le ballerine e godevano della libertà di guadagnare le proprie fortune,
scegliere amanti e impegnarsi in relazioni sessuali al di fuori del matrimonio era tradizione in una società che non provava vergogna per queste scelte.
Le ragazze ballerine di Nailiyat intrattenevano gli uomini nelle loro case con il pieno sostegno dei loro parenti più anziani, per l’ospitalità e la conversazione ricevevano doni che potevano
essere sia materiali che monetari.
Queste ragazze non accettavano un compenso fisso e non avevano l’obbligo di accettare avances di qualsiasi uomo che si avvicinasse a lei, la nascita di una ragazza era un particolare motivo di festa in famiglia.
