Lo sport come strumento per abbattere le differenze, creare relazioni e costruire comunità. È questo il messaggio lanciato dalla terza edizione del “Torneo a Colori”, andata in scena sabato 12 settembre negli impianti sportivi della New Real Rieti. Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli atleti Special Olympics del team Rietinclude e le persone rifugiate coinvolte […]
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Lo sport come strumento per abbattere le differenze, creare relazioni e costruire comunità. È questo il messaggio lanciato dalla terza edizione del “Torneo a Colori”, andata in scena sabato 12 settembre negli impianti sportivi della New Real Rieti.
Protagonisti dell’iniziativa sono stati gli atleti Special Olympics del team Rietinclude e le persone rifugiate coinvolte dalla Cooperativa Il Volo, con partecipanti di diverse nazionalità, tra cui Turchia, Gambia, Senegal, Mali e Somalia. Una giornata all’insegna dello sport, dell’incontro e della condivisione, con l’obiettivo di favorire l’inclusione e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Presenti anche diverse autorità e rappresentanti delle realtà coinvolte. Per il Comune di Rieti sono intervenute la vicesindaca e assessore allo Sport e Turismo Chiara Mestichelli e l’assessore ai Servizi sociali e Pari Opportunità Giovanna Palomba. Con loro Sergio Quattrini, secondo vice governatore del Lions Club Rieti Varrone, Morena De Marco, direttore provinciale Special Olympics Italia team Rieti, Gerald Mballe, coordinatore del programma Unified with Refugees di Special Olympics Italia, e Carlo D’Amico e Sara Capone dello staff nazionale di Special Olympics Italia. A fare gli onori di casa Riccardo Severoni, presidente della New Real Rieti e membro del Lions Club locale.
Durante l’intervallo spazio anche alla prima tappa del Challenge “Play Together, Win Together”, realizzata in collaborazione con il team di basket Fortitudo Rieti. Sono stati 74 i partecipanti impegnati in una lunga serie di tiri liberi, per un totale di 134 punti. Il risultato contribuisce simbolicamente al percorso verso Santiago, sede della prossima edizione dei Giochi Mondiali Special Olympics, distante 11.936 chilometri. Al challenge hanno partecipato anche numerosi atleti del Team Atletica Sport Terapia, guidati da Adriana Catini.
“Questo evento e tutto il nostro programma rappresentano un esempio di come lo sport possa restituire speranza, ricostruire la fiducia e creare un senso di appartenenza”, ha sottolineato Gerald Mballe. “Per molti rifugiati, questa iniziativa è molto più di un semplice gioco: è un percorso verso l’amicizia, la guarigione, la leadership e un futuro costruito sulla dignità e sulle opportunità”.
Il programma Special Olympics Unified with Refugees è sostenuto, tra gli altri, da ESPN, Special Olympics Italia, UNHCR, Lions Clubs International Foundation e da una rete di partner nazionali e locali. L’iniziativa è oggi presente in diversi Paesi, tra cui Italia, Bosnia-Erzegovina, Burundi, Cipro, Kenya, Malawi, Moldavia, Polonia, Romania, Slovacchia, Spagna, Tanzania, Uganda e Bangladesh.
Dal suo lancio nel 2016, Unified with Refugees ha coinvolto oltre 10mila rifugiati e persone con disabilità intellettive in tutto il mondo, creando occasioni di incontro attraverso squadre Unified nelle quali atleti Special Olympics e rifugiati giocano insieme.
La terza edizione del Torneo a Colori ha così confermato il valore dello sport come linguaggio universale, capace di favorire amicizia, dialogo e partecipazione. Un pomeriggio di sport che, al di là del risultato sul campo, ha avuto un vincitore comune: l’inclusione.
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