Un grande scrittore africano contemporaneo racconta la drammaticità dell’escissione Hanno tagliato qualcosa a mia madre, e purtroppo il suo sangue non ha smesso di uscire. Il suo sangue zampillava mentre tutte le sue compagne avevano smesso di sanguinare. Quindi la mamma doveva morire sul luogo dell’escissione. Le mutilazioni genitali femminili praticate in molte regioni dell’Africa, […]
Un grande scrittore africano contemporaneo racconta la drammaticità dell’escissione
Hanno tagliato qualcosa a mia madre, e purtroppo il suo sangue non ha smesso di uscire. Il suo sangue zampillava mentre tutte le sue compagne avevano smesso di sanguinare. Quindi la mamma doveva morire sul luogo dell’escissione.
Le mutilazioni genitali femminili praticate in molte regioni dell’Africa, del sud della penisola araba e del sud-est asiatico, sia in contesto islamico sia nell’ambito di religioni tradizionali. L’escissione, una mutilazione degli organi genitali femminili effettuata presso molte popolazioni dell’Africa e non solo. Contro questa pratica oggi si stanno battendo molte giovani madri africane, che si rifiutano di far subire alle loro figlie ciò che è toccato a loro in sorte.
Oltre duecento milioni di donne nel mondo hanno subìto una forma di mutilazione genitale. Secondo l’Unicef e l’Organizzazione mondiale della sanità, le vittime si concentrano in trenta Paesi, 27 dei quali sono nel continente africano, «Il taglio» sottintende l’ineguaglianza tra uomo e donna e l’ossessione per il controllo della sessualità femminile. E sono tanti i miti che girano intorno alla mutilazione, in Tanzania, pensano che un’infezione del tratto urinario sia una maledizione degli antenati, estirpabile solo attraverso la mutilazione, in Ghana c’è la convinzione che il clitoride della partoriente renderà cieco il neonato, mentre nelle foreste della Costa d’Avorio si crede che il clitoride racchiuda in sé un grande potere che va estirpato dal corpo femminile per essere donato agli spiriti.
Secondo uno studio condotto nell’ambito del progetto europeo Daphne Mgf e coordinato dall’Università degli Studi di Milano – Bicocca nel nostro Paese «il numero di donne straniere maggiorenni con mutilazioni genitali femminili si attesterebbe tra le 46mila e le 57mila unità». Un fenomeno preoccupante anche per le nuove nascite femminili in Italia, minacciate da questa barbara pratica, questa si da tagliare immediatamente.