(r.l.) Una serata di fine estate come tante, un aperitivo in un bar appena fuori dal centro storico, lontano dalla confusione della movida. Poi, all’improvviso, la situazione cambia. A raccontare l’episodio è Chicco Costini, che era nel locale con alcuni amici. Secondo il suo racconto, un uomo italiano, a torso nudo e in evidente stato […]
L’articolo Fa irruzione nel bar e crea il caos: “La situazione sarebbe potuta degenerare. Quando ci occuperemo del disagio e sicurezza?” proviene da RietiLife – L'informazione della tua città.
(r.l.) Una serata di fine estate come tante, un aperitivo in un bar appena fuori dal centro storico, lontano dalla confusione della movida. Poi, all’improvviso, la situazione cambia. A raccontare l’episodio è Chicco Costini, che era nel locale con alcuni amici. Secondo il suo racconto, un uomo italiano, a torso nudo e in evidente stato di alterazione, avrebbe iniziato a inveire contro i proprietari e gli altri clienti, pretendendo di continuare a bere e mostrando un atteggiamento aggressivo. L’uomo si sarebbe avvicinato anche al tavolo dove si trovava Costini con gli amici, prima di allontanarsi.
La situazione, però, sarebbe proseguita all’interno del locale. L’uomo avrebbe rotto un bicchiere, preso un posacenere e infilato la propria maglietta nel portaghiaccio del bar. A evitare che la situazione degenerasse ulteriormente sarebbe stato un giovane cameriere, poco più che ventenne, riuscito a parlare con l’uomo e ad accompagnarlo fuori dal locale. Poco dopo sarebbe arrivata anche la ragazza dell’uomo, che avrebbe faticato a portarlo via. Successivamente sono intervenute le Forze dell’Ordine. Costini riferisce che il soggetto sarebbe già conosciuto e con numerosi precedenti.
L’episodio, racconta, avrebbe avuto conseguenze anche sul resto della serata: alcuni clienti avrebbero lasciato il locale e la tranquillità degli altri presenti sarebbe stata compromessa. Da qui parte la riflessione di Costini sul tema della sicurezza, del disagio e della necessità di intervenire prima che una situazione degeneri.
«Continuo a bere il mio bicchiere di vino bianco con ghiaccio, mentre nella testa si accavallano diversi pensieri. L’istinto ti porta a reagire, poi prevale la consapevolezza che basta un attimo perché una situazione del genere possa trasformarsi in qualcosa di molto più serio. La bravura del cameriere, un ragazzo di poco più di vent’anni, evita che la situazione degeneri: riesce a parlargli, lo accompagna fuori e mantiene la calma, consapevole che non vale la pena mettere a rischio il proprio lavoro e la propria serenità per una persona in evidente stato di alterazione. Alla fine, però, la serata è rovinata. Alcuni clienti se ne vanno, i proprietari devono fare i conti con i danni e con la preoccupazione che episodi del genere possano ripetersi. E resta una domanda: quanto è possibile prevenire situazioni che coinvolgono persone già conosciute per comportamenti problematici? È giusto parlare di disagio, di prevenzione e della necessità di aiutare chi vive situazioni di difficoltà. Ma allo stesso tempo bisogna garantire sicurezza a chi lavora, a chi gestisce un’attività e a chi vuole semplicemente trascorrere una serata tranquilla. Mi chiedo se, in una città di poco più di 40mila abitanti, non sia possibile prevedere una presenza più costante delle forze dell’ordine nelle zone dove si concentrano i locali, soprattutto nelle ore più delicate. Non per criminalizzare chi ha problemi, ma per evitare che il disagio di una persona finisca per coinvolgere decine di altre persone. Alla fine resta la sensazione che, troppo spesso, siano le persone che rispettano le regole a doversi assumere il peso delle conseguenze. E questo non dovrebbe accadere. Serve un equilibrio: aiutare chi ha bisogno, ma allo stesso tempo proteggere chi lavora, investe e vive rispettando le regole».
Foto: RietiLife via Gemini ©
L’articolo Fa irruzione nel bar e crea il caos: “La situazione sarebbe potuta degenerare. Quando ci occuperemo del disagio e sicurezza?” proviene da RietiLife – L'informazione della tua città.
