Termovalorizzatore Santa Palomba, il PCI: “Fermare gli scavi e verificare la presenza di amianto”. Sabato 26 settembre corteo ad Albano

Il PCI di Roma interviene sulle segnalazioni dei Comitati nel cantiere dell’inceneritore di Santa Palomba e chiede lo stop agli scavi e verifiche di Arpa Lazio e Asl. Sabato 26 settembre corteo ad Albano

Il Partito Comunista Italiano – Federazione Metropolitana di Roma interviene sulle nuove contestazioni riguardanti il cantiere dell’Inceneritore di Santa Palomba e chiede la sospensione delle attività di scavo e movimentazione dei materiali, in attesa di verifiche da parte di Arpa Lazio e Asl. Al centro del comunicato diffuso mercoledì 23 settembre dal PCI ci sono le segnalazioni dell’Unione dei Comitati contro l’inceneritore relative alle attività svolte nell’area del cantiere il 18 e 19 settembre.

Secondo quanto riferito dai Comitati e ripreso dal PCI, le ruspe avrebbero operato anche nelle ore serali e le riprese effettuate dall’alto mostrerebbero operai con tute protettive integrali, materiale raccolto all’interno di big bag e alcuni cumuli rimasti nell’area nei giorni successivi. I Comitati sostengono che tra i materiali movimentati possa esserci anche amianto, riconducibile al precedente utilizzo di parte dell’area come discarica tra gli anni Sessanta e Settanta. Si tratta, allo stato attuale, di una denuncia che necessita di accertamenti da parte degli enti competenti.

Ed è proprio su questo punto che insiste il PCI, chiedendo che a verificare la natura dei materiali siano Arpa Lazio e Asl.

“Il punto non è solo cosa c’è sotto quei teli: è che a distanza di giorni nessuno lo ha ancora accertato”, si legge nella nota del partito, che richiama anche le precedenti segnalazioni dell’Unione dei Comitati relative a possibili superamenti delle soglie di contaminazione per idrocarburi pesanti, idrocarburi policiclici aromatici e cobalto. I Comitati hanno chiesto formalmente ad Arpa Lazio l’analisi dei materiali coperti, una caratterizzazione completa del sito e la sospensione degli scavi.

Sulla vicenda interviene Marco Morosini, segretario del PCI di Roma e provincia: “Da parte nostra non ci limitiamo alla solidarietà: siamo dentro questa vertenza come siamo dentro le altre, con la presenza e la condivisione delle lotte. E diciamo che la denuncia dei Comitati coglie nel segno, perché mette in fila diritto alla salute, tutela dell’ambiente e sicurezza sul lavoro: tre diritti che non sono tre temi diversi, ma lo stesso diritto guardato da tre lati”.

Nel comunicato il PCI allarga poi il confronto al piano politico nazionale e regionale, contestando le scelte compiute sul termovalorizzatore dal Governo, dalla Regione Lazio e dal sindaco di Roma e commissario Roberto Gualtieri. Critiche vengono rivolte anche al Partito Democratico, ad Alleanza Verdi e Sinistra e alle forze civiche di centrosinistra che, secondo il PCI, manterrebbero sul progetto di Santa Palomba una posizione contraddittoria rispetto alla loro opposizione agli inceneritori in altri territori.

Si tratta delle valutazioni politiche espresse dal Partito Comunista Italiano nel proprio comunicato. Sul piano operativo, la Federazione romana del PCI avanza quattro richieste: sospendere le attività di scavo e movimentazione fino agli accertamenti; far intervenire Arpa Lazio e Asl con analisi indipendenti sui materiali rimossi e sul sito; rendere pubblica la documentazione relativa alle operazioni del 18 e 19 settembre, compresa la tracciabilità dei rifiuti conferiti; ottenere una risposta pubblica da Acea, Ama e Roma Capitale.

“Il nesso fra queste vertenze soltanto in apparenza territoriali e la gestione generale del Paese è immediato”, conclude Morosini, rivendicando il ruolo del PCI nelle mobilitazioni territoriali e nazionali. La Federazione di Roma del Partito Comunista Italiano ha infine annunciato la propria partecipazione al nuovo corteo contro l’inceneritore in programma sabato 26 settembre ad Albano Laziale, con partenza alle ore 16 da piazza Mazzini.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

Da