Nucleare, l’Italia riapre una partita dopo quasi quarant’anni

Roma, 24 settembre 2026 – Il Parlamento ha dato il via libera definitivo alla delega sul nucleare sostenibile. Il Senato ha approvato il provvedimento il 23 settembre con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. (Senato⁠) È un passaggio politico importante, ma soprattutto l’apertura di una nuova fase. La legge non significa che domani […]

Roma, 24 settembre 2026 – Il Parlamento ha dato il via libera definitivo alla delega sul nucleare sostenibile. Il Senato ha approvato il provvedimento il 23 settembre con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astensioni. (Senato⁠)

È un passaggio politico importante, ma soprattutto l’apertura di una nuova fase. La legge non significa che domani sorgeranno nuove centrali: affida al Governo il compito di definire, entro dodici mesi, il quadro normativo per la produzione di energia nucleare, comprese autorizzazioni, sicurezza, tecnologie, gestione del combustibile e dei rifiuti radioattivi. (Senato⁠)

Dopo quasi quarant’anni, l’Italia torna dunque a considerare il nucleare come una possibile componente del proprio mix energetico.

Personalmente credo che sia una discussione che andava riaperta, ma proprio per questo adesso bisogna essere ancora più concreti. Il nucleare non può essere né una bandiera ideologica né una soluzione miracolosa. Può diventare uno degli strumenti con cui affrontare sicurezza energetica, decarbonizzazione e crescente domanda di elettricità. Sono, del resto, gli stessi obiettivi indicati dalla legge. (Senato⁠)

La vera partita inizia adesso

Serviranno regole chiare, tempi credibili, controlli rigorosi e risposte convincenti sulla sicurezza e sulla gestione dei rifiuti. E servirà un confronto serio con i territori.

Per famiglie e imprese la promessa è quella di un sistema energetico più sicuro, resiliente e competitivo. Ma questa promessa dovrà essere verificata sui fatti, non sugli annunci.

Il punto, alla fine, non è  capire se l’Italia sarà capace di costruire un sistema energetico nel quale tecnologie diverse possano concorrere insieme alla sicurezza degli approvvigionamenti e alla riduzione delle emissioni.

Il voto del Parlamento chiude una lunga parentesi politica. Ora comincia la parte più difficile: trasformare una scelta legislativa in una strategia energetica concreta, sostenibile e misurabile.

Ed è su questo che, nei prossimi anni, sarà giusto giudicare il ritorno del nucleare in Italia.

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Fonti principali:

Senato della Repubblica, iter e testo della delega sul nucleare sostenibile; resoconto della seduta del 23 settembre 2026. 

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