Inserita nell’ambito dei festeggiamenti della 102ª Sagra dell’Uva di Marino, la mostra ‘Il tempo dell’ascolto’ dell’artista trevigiano Walter Marin, ospitata nei locali del museo civico Mastroianni, verrà aperta ufficialmente il 26 settembre e fino al 16 ottobre.
L’esposizione, spiegano gli organizzatori, «è un’esperienza pensata per accompagnare cittadini e visitatori in un percorso capace di unire partecipazione, riflessione e bellezza, affidando a un artista di riconosciuto talento il compito di offrire una personale interpretazione dello spirito della Sagra: la sua pittura nasce da un rapporto profondo con la musica e ne condivide il ritmo, il respiro e l’energia ed ogni opera vive di una pulsazione interiore che trasforma il colore in movimento e il gesto in armonia».
I grandi dipinti ad olio, raffiguranti autentici fuoriclasse della musica Rock e Jazz contemporanea, uniti ai preziosi marmi del museo e accompagnati da un percorso sonoro, scelto e costruito dallo stesso artista, renderanno il Mastroianni – nelle intenzioni dei curatori – un “luogo dell’ascolto”, dove la pittura e la musica si incontreranno in «un’esperienza immersiva e sinestetica», ponendo in connessione sensi e percezione, coinvolgendo e restituendo allo spettatore il clima creativo nel quale quelle immagini hanno preso forma. L’uso dei colori, molto spesso freddi e oltremodo glaciali, e le pennellate vibranti e decise, rimandano all’atmosfera dei club newyorkesi e della West Coast degli anni ‘50 e ‘60, immortalati a quei tempi in famosissime fotografie in bianco e nero, riversate poi sulle copertine di importanti e storiche label – come la Blue Note o la Impulse – o sulle riviste di riferimento dell’epoca, come Down Beat o Metronome, indispensabili guide per tutti gli appassionati della musica afroamericana di quel periodo.
I cultori e gli amanti del jazz non faranno molta fatica nel riconoscere i propri beniamini nei ritratti di Marin. Da Charlie Mingus a John Coltrane, da Chet Baker al sofisticato Bill Evans, passando per il ‘colosso’ Sonny Rollins – scomparso a maggio di quest’anno all’età di 96 anni – le opere esposte compongono così il personale pantheon dell’autore veneto, realizzatore tra l’altro della locandina ufficiale della Sagra. Ma non solo jazz. Nella rassegna trovano posto, in sei quadri, anche alcuni mostri sacri del Rock e del Prog come Jimi Hendrix, Pink Floyd, Jethro Tull, King Crimson e Emerson, Lake & Palmer, raffigurati entro fedeli riproduzioni delle cover di quattro loro album, vere e proprie pietre miliari per i patiti del genere. E un inaspettato omaggio a Francesco Di Giacomo, voce storica del Banco del Mutuo Soccorso. Promossa dal Comune di Marino e curata da Francesco Zero e Sonia Benetton, l’evento mira a ricostruire l’incontro tra la vitalità popolare della Sagra dell’Uva con la vocazione popolare del Mastroianni. «Come il vino nasce da una lenta trasformazione della materia, così l’arte traduce l’esperienza in forma, colore ed emozione.
Entrambe raccontano il tempo, entrambe custodiscono la memoria, entrambe parlano alla comunità», afferma Zero. Per Benetton, in Marin «il gesto pittorico si libera, traducendosi nella pastosità e nelle cromie della materia, un equivalente visivo dell’assolo perché – come ricordava Miles Davis – “non bisogna temere gli errori, non ce ne sono”. L’artista Marin qui compie un atto di profonda restituzione etica, non celebra il mito ma l’uomo nel suo atto fondativo, sempre alla ricerca di qualcosa». In ultimo Alessandro Bedetti, direttore del civico Mastroianni afferma che «il Museo è lieto di partecipare a questa nuova edizione della Sagra dell’Uva attraverso un progetto che considera la Cultura come una delle forme attraverso cui una comunità può continuare a conoscersi e a raccontarsi».