Una serie di iniziative dal 26 settembre al 17 ottobre per ricordare gli 800 anni dalla morte del Santo. Ne parliamo con Aldo Oroccini, presidente dell’associazione San Francesco Insieme per la Pace, e con Maurizio Bocci, autore del libro che chiuderà il programma culturale
L’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, che ricorre il prossimo 4 ottobre, sarà celebrato ad Albano Laziale con un articolato programma di iniziative culturali, religiose e di intrattenimento. La rassegna, intitolata “Fratello Sole e Sorella Luna”, è promossa dall’associazione San Francesco Insieme per la Pace, in collaborazione con l’Amministrazione comunale e con il patrocinio del Comitato Nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco di Assisi, la Diocesi di Albano, il Museo Diocesano, l’ufficio ecumenismo e dialogo interreligioso Diocesi di Albano, la Città Metropolitana di Roma Capitale e Sistema Castelli Romani.
Un anniversario che vuole andare oltre la semplice celebrazione religiosa, per riproporre un messaggio – quello della pace, della fraternità, del dialogo e della cura del creato – che continua a parlare anche alla società di oggi.
Ne abbiamo parlato con Aldo Oroccini, presidente dell’associazione, e con Maurizio Bocci, che il 17 ottobre concluderà il programma culturale presentando il suo nuovo libro Il Medioevo nei Castelli Romani.
Aldo Oroccini, innanzitutto, che cos’è l’associazione San Francesco Insieme per la Pace?
«È un’associazione di promozione sociale di Albano Laziale che da anni porta avanti iniziative ispirate ai valori francescani della pace, della solidarietà, dell’accoglienza e del dialogo. La nostra attività coinvolge la comunità locale, le scuole e le realtà associative attraverso incontri culturali, iniziative di sensibilizzazione, progetti di solidarietà e momenti di confronto sui temi della convivenza e della fratellanza tra i popoli. Cerchiamo di rendere attuale il messaggio di San Francesco, trasformandolo da memoria storica e religiosa in uno stimolo concreto per costruire una società più solidale, pacifica e rispettosa delle persone e dell’ambiente».
Da questa impostazione nasce anche il programma per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. Quali sono gli appuntamenti previsti?
«Abbiamo voluto costruire un percorso che accompagnasse la nostra comunità nel corso del 2026, creando un arco narrativo e spirituale capace di mettere insieme cultura, arte, educazione e dialogo tra religioni.
Il primo appuntamento sarà sabato 26 settembre alle 17.30, con una lectio e un approfondimento del professor Aldo Onorati, che analizzerà il ritratto del Santo nella Divina Commedia.
Domenica 27 settembre alle 16.30 sarà invece la volta di “Fratello Sole e Sorella Luna”, un reading poetico curato da Sabrina Vanini, con la partecipazione delle poetesse e dei poeti dei Castelli Romani.
Sabato 3 ottobre alle 17.30 il dottor Roberto Libera proporrà una conferenza storica dedicata al complesso rapporto tra l’umile frate d’Assisi e i poteri temporali ed ecclesiastici del suo tempo.
Infine, sabato 17 ottobre alle 17.30, chiuderemo il programma culturale con la presentazione del libro di Maurizio Bocci Il Medioevo nei Castelli Romani con la conferenza dal titolo: San Francesco e i protagonisti del Medioevo nei Colli Albani».
Il 4 ottobre sarà naturalmente il giorno centrale delle celebrazioni. Che cosa avete previsto?
«La festa si svolgerà nel piazzale antistante il convento dei Cappuccini e coinvolgerà anche via San Francesco, che sarà illuminata e all’inizio della quale sarà presente una grande scritta “800”.
Il programma religioso prevede le Messe delle 9 e delle 11, accompagnate dalla tradizionale benedizione del pane, simbolo di condivisione e fraternità. Nel pomeriggio, alle 17, ci sarà la Messa solenne presieduta dal vescovo Vincenzo Vita.
Alle 18 si svolgerà invece l’incontro interreligioso “Custodi di fraternità”, un dialogo islamico-cristiano sulle orme di San Francesco d’Assisi. Ci sembra un appuntamento particolarmente significativo proprio per il valore che San Francesco attribuiva all’incontro e al dialogo».
Ma ci sarà spazio anche per una festa rivolta a tutta la cittadinanza?
«Certamente. Il programma ludico inizierà nel pomeriggio del 3 ottobre e si concluderà alle 22.30 del 4 ottobre. Sono previsti stand gastronomici, musica, giochi per bambini e anche uno spettacolo pirotecnico silenzioso.
Abbiamo cercato di costruire una manifestazione capace di coinvolgere persone diverse, perché crediamo che il messaggio di San Francesco possa essere trasmesso attraverso linguaggi differenti e non soltanto attraverso momenti strettamente religiosi».
Maurizio Bocci, lei sarà invece protagonista dell’appuntamento conclusivo del 17 ottobre. Che cosa racconterà nel suo libro?
«Il 17 ottobre presenterò in anteprima Il Medioevo nei Castelli Romani, un libro nel quale racconto le vicende accadute nel nostro territorio nel corso degli otto secoli in cui i Colli Albani furono uno dei luoghi importanti della vita politica e religiosa dell’Italia medievale.
Nel libro, accanto ai grandi protagonisti della politica e della Chiesa, emerge anche San Francesco d’Assisi. I suoi incontri con il cardinale Giovanni Colonna e con i pontefici Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX, i suoi rapporti con Jacopa Frangipane de’ Settesoli, feudataria di Marino, mostrano come anche la vicenda francescana si intrecci con quella dei nostri colli.
Nell’anno in cui ricorrono gli ottocento anni dalla sua morte, ricordare questi legami significa anche riscoprire il ruolo che i Castelli Romani ebbero nella vicenda umana e spirituale del Santo».
La rassegna “Fratello Sole e Sorella Luna” diventa così un’occasione per rileggere, a otto secoli di distanza, una figura che continua a essere presente nella cultura e nella spiritualità del territorio. Un percorso che parte dalla poesia e dalla letteratura, passa attraverso la storia e il dialogo interreligioso e arriva alla conoscenza delle tracce lasciate da San Francesco anche nei Castelli Romani.
