Il 25 settembre 1974, con la legge regionale n. 69, Ciampino conquistava ufficialmente la propria autonomia amministrativa, diventando l’8.064° Comune d’Italia. A 52 anni da quella storica giornata, la città ha ripercorso le tappe di una lunga battaglia autonomistica, attraverso le vicende, le persone e le scelte che portarono Ciampino ad affrancarsi da Marino e a diventare Comune autonomo.
A ospitare l’incontro è stata la Sala consiliare Pietro Nenni, dove il 25 settembre si sono riuniti rappresentanti delle istituzioni, cittadini e protagonisti della memoria cittadina, per una serata dedicata alla storia e all’identità della comunità.
L’iniziativa è stata promossa dall’Amministrazione comunale insieme alla Casa delle Culture e alla Pro Loco Ciampino. A moderare l’incontro è stata Eleonora Persico, presidente della Pro Loco Ciampino, che ha introdotto i diversi interventi e accompagnato il pubblico nel racconto delle tappe che portarono all’autonomia.
Con il suo intervento, Persico ha dato voce ai protagonisti di quella stagione e a coloro che ancora oggi ne custodiscono la memoria, sottolineando il valore di un anniversario che non rappresenta soltanto una ricorrenza istituzionale, ma anche un’occasione per riscoprire le radici profonde della comunità ciampinese.
Il primo intervento è stato affidato alla sindaca Emanuela Colella, che ha aperto ufficialmente il convegno richiamando il significato della legge regionale che sancì l’autonomia. «La legge regionale n. 69, promulgata in questa data del 1974, ha sancito l’autonomia di Ciampino come Comune autonomo», ha detto la sindaca Colella. «È stato il riconoscimento formale di una lunga battaglia, fatta di donne e uomini, tra cui Sebastiano Montali, che credevano nella nostra comunità e nel diritto di essere libera, libera dalle vicende marinesi».
La sindaca ha quindi ricordato i successivi passaggi amministrativi che accompagnarono la nascita del nuovo Comune. «Il 18 dicembre si insediò il commissario regionale Elio Priore, dando così avvio alla fase concreta di organizzazione della nuova realtà istituzionale», ha ricordato. «Il futuro di una città nasce dalle sue origini», ha aggiunto Colella, richiamando il valore della memoria storica come elemento fondamentale per comprendere il presente e guardare al futuro della città. A seguire ha preso la parola Sebastiano Montali, già sindaco di Ciampino, che ha ripercorso le principali tappe della battaglia autonomistica, riportando al centro il percorso attraverso il quale la città maturò progressivamente la consapevolezza di possedere una propria identità e di avere le condizioni per amministrarsi autonomamente. «Ciampino, pur essendo allora una borgata appartenente al Comune di Marino, aveva già sviluppato caratteristiche sociali ed economiche proprie, che la distinguevano dalla realtà marinese», ha detto Montali.
«Questa specificità ha contribuito, nel corso degli anni, a rafforzare l’aspirazione all’autonomia amministrativa». Dopo l’intervento di Montali, la serata è proseguita con l’esecuzione dell’inno di Ciampino, “Oltre le nuvole”, realizzato su incarico della Pro Loco Ciampino. Il titolo è di Eleonora Persico, le parole sono di Franco Pezzulli e l’arrangiamento musicale di Alfredo Sallustio. A interpretare il brano sono state Carla Valentini e Rossana Novelli, accompagnate da Alessandro Ascione al mandolino, Rosario Macrina alla fisarmonica, Giampiero Gili al basso e Doatella Olivieri alle percussioni. Una melodia che racconta Ciampino attraverso parole e musica e che, nel corso della serata, ha rappresentato un momento simbolico di appartenenza, capace di richiamare il legame della comunità con la propria città e con la sua storia.
È stata quindi la volta di Lorenzo Fanasca, in rappresentanza della Casa delle Culture, che ha portato i saluti di Sandro Sudano. «Voglio ringraziare la sindaca Colella, Michele Concilio, Sebastiano Montali ed Eleonora Persico per il contributo offerto nel mantenere viva la memoria di quella stagione e nel trasmetterla alle nuove generazioni», ha detto Fanasca. A ricostruire il contesto storico e sociale nel quale maturò la richiesta di autonomia è stato quindi Michele Concilio, cittadino delegato alla Valorizzazione del Territorio, che ha evidenziato le peculiarità di Ciampino rispetto a Marino.
«Ciampino era una borgata marinese che aveva una sua connotazione che la distingueva dalla realtà di Marino. Era una borgata che aveva un’aspirazione alla modernità, puntava sul terziario», ha detto Concilio. «Questa differente realtà professionale, sociale ed economica ha contribuito a far maturare l’esigenza di una rappresentanza diretta e di una maggiore capacità di incidere sulle decisioni amministrative», ha proseguito.
Concilio ha quindi ricordato il rapporto con le amministrazioni marinesi e il progressivo consolidarsi dell’aspirazione all’autonomia. «Dopo il sindaco Zaccaria Negroni, le amministrazioni di Marino non avrebbero riservato a Ciampino la medesima attenzione», ha aggiunto, spiegando come questo avrebbe contribuito ad alimentare nella comunità ciampinese il desiderio di affrancarsi dalla dipendenza amministrativa. «Un passaggio fondamentale fu la costituzione, nel 1966, del C.A.C.C., il Comitato Apolitico Cittadino Ciampinese, nato dalla spinta di Giorgio Viola», ha ricordato Concilio. «Il Comitato riunì persone motivate intorno a un obiettivo comune, quello dell’autonomia di Ciampino, con un’impostazione dichiaratamente apartitica».
«L’obiettivo era quello di mettere l’autonomia della città al di sopra delle appartenenze politiche», ha aggiunto, sottolineando il carattere trasversale della mobilitazione che accompagnò la battaglia autonomistica. Negli anni Settanta, la mobilitazione proseguì anche attraverso nuove forme di partecipazione cittadina. In questo contesto si inserì il G.A.C., il Gruppo di Animazione Cittadina, che contribuì ad alimentare a Ciampino una crescente spinta autonomistica sul piano sociale e politico, facendosi interprete delle istanze della comunità e rivendicando la necessità di servizi e strutture adeguati alle esigenze del territorio.
Il gruppo rappresentò così un ulteriore momento di partecipazione e di consolidamento di una consapevolezza cittadina che, negli anni, avrebbe accompagnato Ciampino verso il riconoscimento della propria autonomia. Nel corso del suo intervento, Concilio ha ricordato anche il volume “Storia e guida di Ciampino”, pubblicato nel 1985 da Anni Nuovi e realizzato da autori vari, tra i quali lo stesso Michele Concilio, oggi conservato nella biblioteca cittadina. «Il volume raccoglie e ricostruisce i principali passaggi politici e amministrativi che condussero all’autonomia», ha spiegato Concilio. «È una testimonianza di un percorso che non si è sviluppato in un solo momento, ma attraverso una lunga mobilitazione e l’impegno di una parte significativa della comunità». La legge regionale n. 69 del 25 settembre 1974 rappresentò così il punto di arrivo di una mobilitazione iniziata molto tempo prima: non il risultato di un singolo atto, ma l’esito di un lungo percorso civile e amministrativo che coinvolse cittadini, comitati e protagonisti della vita pubblica ciampinese.
Il convegno si è concluso con un richiamo al valore della memoria e alla necessità di continuare a raccontare quella stagione. Il 25 settembre, a 52 anni dalla conquista dell’autonomia, Ciampino ha così celebrato non soltanto una ricorrenza istituzionale, ma una pagina fondamentale della propria storia: il percorso che trasformò una borgata in un Comune autonomo e che, nel corso degli anni, contribuì a costruire e consolidare una precisa identità cittadina.