Siamo diventati bipedi per camminare L’evoluzione ci ha consentito di scendere dagli alberi per camminare, un’attività salutare oggi sopita su sedie, poltrone e divani. Sei milioni di anni fa, secondo i reperti studiati dagli antropologi, un ominide era in grado di avanzare su due gambe nella savana africana, due di milioni anni dopo ne cadeva dagli […]
Siamo diventati bipedi per camminare
L’evoluzione ci ha consentito di scendere dagli alberi per camminare, un’attività salutare oggi sopita su sedie, poltrone e divani. Sei milioni di anni fa, secondo i reperti studiati dagli antropologi, un ominide era in grado di avanzare su due gambe nella savana africana, due di milioni anni dopo ne cadeva dagli alberi un altro il cui scheletro fu scoperto ad Afar in Etiopia.
Era un esemplare di femmina adulta dell’età apparente di 25 anni, vissuta almeno 3,2 milioni di anni fa e studiata nel 1973 in un accampamento di paleontologi guidati dall’americano Donald Johanson, il registratore diffondeva nell’aria Lucy in The Sky with Diamonds dei Beatles, e l’ominide fu battezzata Lucy, dall’analisi del reperto si scoprì che aveva già acquisito una certa posizione eretta che presentava molti vantaggi: consentiva di liberare le mani, che prima servivano per camminare, e di utilizzarle per compiere azioni di altro genere.
Inoltre, sollevandosi sulle gambe, i coevi di Lucy, potevano guardare al di là della cortina di erba che cresceva nella savana in cui vivevano e controllare meglio lo spazio circostante; poi la posizione eretta cominciava a diventare indispensabile per reggere una testa sempre più pesante a causa dell’aumento della massa cerebrale.
Ci vorranno ancora milioni di anni per arrivare a circa 1,75 milioni di anni fa quando con un processo di selezione naturale, compare il genere homo con una decisa andatura bipede. Un cambiamento posturale che si ottiene con l’allargamento e accorciamento della gabbia toracica e della pelvi, un allungamento delle gambe (femore ,tibia e fibula) con accorciamento delle braccia ( omero, radio e ulna). La verticalizzazione del tronco ha richiesto un allineamento del forame occipitale alla colonna vertebrale che per sopportare il carico acquista una serie di curve , si incurva a livello cervicale, toracico e lombare, di queste le più marcate la cifosi toracica a concavità ventrale e la lordosi lombare a concavità dorsale (vedi figura).
