Ariccia, Palazzo Chigi ha ospitato il convegno sulla formazione psico-oncologica organizzato da ANDOS per Ottobre Rosa 2026

All’inizio del mese dedicato alla sensibilizzazione in tema di prevenzione del tumore al seno e alla promozione della salute femminile, a Palazzo Chigi, ad Ariccia, si è tenuto il convegno “ANDOS Albano Laziale – Ariccia ODV, luogo di formazione per la cura e il benessere in Oncologia, da 35 anni in cammino con il territorio”

In occasione di Ottobre Rosa, il mese dedicato alla sensibilizzazione in tema di prevenzione del tumore al seno e alla promozione della salute femminile, a Palazzo Chigi, ad Ariccia, si è tenuto nel pomeriggio di giovedì 1° ottobre il convegno “ANDOS Albano Laziale – Ariccia ODV, luogo di formazione per la cura e il benessere in Oncologia, da 35 anni in cammino con il territorio”, evento che si è svolto in concomitanza con la decima giornata nazionale della psico-oncologia.

Il convegno, organizzato da ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) con il patrocinio dei Comuni di Albano Laziale, Ariccia e Marino, è stata l’occasione per approfondire il tema del tumore al seno, sia nell’esperienza di chi ne è affetto, sia per chi vive la persona che ne soffre – dagli affetti personali, ai care-giver al personale sanitario – in una visione di ampio respiro necessaria per delineare un quadro d’intervento che altrimenti, come è stato sottolineato a più riprese, cura una malattia ma non riesce a garantire una vita di qualità.

La sezione di ANDOS di Albano Laziale è guidata dalla prof.ssa Maria Cristina Filosofi, ed è stata fondata l’8 ottobre del 1991, quando sette donne colpite da tumore al seno si riunirono per fondare D.I.S. (Donna Impegno Solidarietà) poi confluita nel 1996 in ANDOS e da ben trentacinque anni attiva sul territorio dei Castelli Romani con una solida rete di volontari che operano nel supporto e nella sensibilizzazione sul tema del carcinoma mammario.

All’appuntamento presenti le autorità cittadine del territorio su cui opera ANDOS: l’assessore con delega alle politiche sociali e al welfare di Albano Laziale Stefania Mastacchini, la Consigliera Comunale di Marino Paola Testi e il Sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli, che nel suo intervento ha voluto ricordare l’importanza di “umanizzare” il percorso clinico che devono affrontare le persone a cui vengono diagnosticati tumori e l’importanza che riveste la ANDOS per supportare chi deve affrontare questo travagliato percorso e che, nelle parole del dott. Luca Villani del Dipartimento di Funzioni Territoriali dell’ASL, rappresentano la “massima espressione di solidarietà” fra i cittadini e i presidi medici. 

Nutrita, com’era facile aspettarsi, la presenza di medici impegnati in prima linea nella battaglia contro il tumore al seno, a partire dalla dott.ssa Flori Degrassi, presidente nazionale di ANDOS che ha introdotto un tema di elevata rilevanza. Partendo da un robusto sondaggio condotto su un campione di oltre mille donne, la Dott.ssa Degrassi ha illustrato come le donne affette da tumore alla mammella siano costrette, in percentuali molto elevate, a vivere una vita qualitativamente peggiore rispetto allo standard medio; sia in termini di equilibrio fra vita e lavoro, tema già di per sé di accesa risonanza al giorno d’oggi, sia dal punto di vista del percorso di cura evidenziando come la terapia abbia effetti invasivi sulla vita lavorativa, sulla progettualità di vita e ultimo, ma non per importanza, nella sfera affettivo-sessuale. 

Nella prima relazione del convegno, tenuta dalla dott.ssa Gabriella Lorenzi, si è parlato della complessità e dell’importanza della formazione soprattutto nell’ottica del tumore vissuto come vero e proprio evento traumatico per la persona e i suoi affetti, e sugli strumenti (non solamente clinici) da utilizzare. In questo, la psico-oncologia non è supporto ma una vera e propria cura che utilizza soluzioni a tutto campo, ne è un esempio il laboratorio teatrale citato dalla Dott.ssa Lorenzi, che aiuta le persone a relazionarsi con il proprio travaglio, per migliorare la qualità della vita.

La psico-oncologia è una scienza che si occupa non solamente di curare dal punto di vista psicologico ed emotivo i malati oncologici, ma anche chi vive il trauma di riflesso come, per esempio, le persone care e i care-giver. L’obiettivo è “armonizzare tra loro i corpi” e “ridare forma all’esperienza”: queste le parole della seconda relatrice, la dott.ssa Fabiana Cascone, che nel suo intervento ha posto particolare attenzione sulla formazione specialistica, per evitare il burnout degli operatori sanitari coinvolti nella cura, è di fondamentale importanza la conoscenza dei ruoli e di come questi siano fondamentalmente interconnessi e da qui, come anticipato, la necessità di trovare un’armonia e un equilibrio nel difficile percorso di cura.

Pazienti, assistenti e medici: questa la triade indissolubile e paritetica al centro della psico-oncologia. E del rischio dei medici nello scivolare in un senso di superiorità (anzi, di vera e propria onnipotenza) è stato il centro del ragionamento della terza relatrice, la dott.ssa Paola Argentino, che ha posto l’attenzione sulla formazione degli operatori sanitari in un tema di decostruzione della distanza del medico dalla persona malata, ma che invece, attraverso l’empatia, deve trasformarsi di uno strumento di cura all’interno di un percorso di rivoluzione che tocca sia curante che curato. Nella conclusione del suo intervento, la dott.ssa Argentino ha citato l’importanza del mito con la figura di Cura (personaggio della mitologia greca e romana) nell’interpretazione secondo cui “non esistono malattie incurabili” e ciò dev’essere un memento per tutti coloro che sono coinvolti nella lotta alle malattie oncologiche. 

L’ultima relazione di giornata ha toccato un tema tabù: l’aspetto della salute sessuale durante la malattia oncologica. Ne hanno trattato le dott.sse Francesca Fulceri e Rosa Spennato, sottolineando che la salute dal punto di vista della sfera sessuale ha una dimensione triplice – biologica, psicologica e relazionale – e come spesso accade, il malato oncologico ha la tendenza a identificarsi solo ed esclusivamente con la propria malattia mentre invece, come hanno voluto specificare le due relatrici, è necessario un processo di ri-sensibilizzazione e di ritorno al corpo, come processo di cura psico-oncologica per migliorare un aspetto della vita, che molto spesso per le persone è estremamente difficile affrontare in una fase particolarmente delicata della propria esistenza.

La conclusione del convegno è stata affidata alla tavola rotonda dove medici ed esperti di diverse branche dell’oncologia e della psico-oncologia hanno, nelle differenti esposizioni, concordato su di un grande tema centrale: la molteplicità di specializzazioni in questi specifici settori della salute devono cooperare per un fine comune, ossia quello di agire spinti da una nuova sensibilità nei confronti delle persone per garantire un miglioramento ad ampio spettro della salute fisica, psicologica e relazionale. 

Il quadro nazionale relativo al tumore della mammella riporta un numero annuale di diagnosi di circa cinquantacinquemila tumori l’anno, e grazie ai progressi in campo medico, si è arrivati oggi a una percentuale pari all’ottantotto percento di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, ma fondamentale (come viene sempre ribadito) resta la prevenzione. Ottobre è il mese degli screening gratuiti, non serve aggiungere altro.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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