Rieti 27, il centrosinistra e quella voglia matta di perdere le elezioni – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI

Tra qualche mese, probabilmente nella primavera del 2027, i reatini saranno chiamati alle urne per rinnovare o confermare l’amministrazione comunale. Ebbene, l’unico dato di fatto al momento è che, per la prima volta, il centrodestra si presenterà alle urne diviso. Infatti la candidatura di Daniele Sinibaldi rimane per ora espressione circoscritta al suo partito, Fratelli […]
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Tra qualche mese, probabilmente nella primavera del 2027, i reatini saranno chiamati alle urne per rinnovare o confermare l’amministrazione comunale.

Ebbene, l’unico dato di fatto al momento è che, per la prima volta, il centrodestra si presenterà alle urne diviso.

Infatti la candidatura di Daniele Sinibaldi rimane per ora espressione circoscritta al suo partito, Fratelli d’Italia, e di qualche lista civica che ha già avuto di dichiararsi. Forza Italia e Lega ancora non si sono dichiarati ufficialmente sulla possibilità di un Sinibaldi-bis perché impegnate a risolvere equilibri interni.

La sua ricandidatura non sembra essere al momento condivisa e, i soliti bene informati, fanno sapere che molto dipenderà anche dall’esito del rinnovo dell’amministrazione provinciale: oggi a guidare Palazzo d’Oltre Velino è la Lega ma – non è un mistero – che ad ambire a occupare anche quella poltrona (soprattutto nell’anno del centenario dell’istituzione dell’ente) è proprio il partito di Giorgia Meloni pronto a calare l’ennesimo asso pigliatutto.

Resta da capire quale sarà la posizione di Futuro Nazionale che a Rieti ha messo da tempo radici. Il coordinatore provinciale, Felice Costini, ha fatto sapere più volte di apprezzare l’operato di Sinibaldi e sostenere la sua eventuale candidatura anche se, l’ultima parola, spetterà al generale Vannacci il quale per ora non ha intenzione di accostarsi alla coalizione espressione del governo anche a livello locale.

E allora cosa accadrà? Futuro Nazionale presenterà un proprio candidato sindaco o si limiterà a partecipare con una lista indipendente anche per verificare il livello di radicamento raggiunto dal partito sul territorio? Vedremo.

Ben diverso il clima che si respira nella coalizione che sostiene il candidato, di area centrodestra, Claudio Valentini. L’attuale presidente del Consiglio comunale è uno dei transfughi di Fratelli d’Italia e il primo (e unico) competitor ufficiale alla carica di primo cittadino.

Valentini è sostenuto per ora da cinque liste civiche composte da persone provenienti da storie politiche, professionali e civiche differenti, unite a suo dire “dall’onestà e dalla volontà di costruire una nuova proposta amministrativa per Rieti”.

E la presentazione della coalizione ha segnato il primo passo ufficiale della campagna elettorale e l’avvio di un percorso che “ora si apre alla città, all’incontro con i cittadini e all’ascolto del territorio, con l’obiettivo di costruire una proposta concreta per il futuro di Rieti”.

Una squadra composta – sempre a detta di Valentini – dai “migliori” anche se questa autoproclamazione ha fatto storcere il naso a molti, simpatizzanti compresi. In ogni caso saranno gli elettori a decidere se quelli scelti dal “candidato trasversale” saranno davvero i migliori.

Il progetto di Valentini ha però avuto il merito di attirare anche l’interesse di diversi comitati e associazioni civici sorti negli ultimi mesi contrarie alle politiche di gestione della città della giunta Sinibaldi e che potrebbero avere un peso specifico nelle urne.

E il centrosinistra? Per il momento non arrivano indicazioni sul nome del candidato ma solo i rumorosi malumori manifestati a giorni alterni dai partiti che formano il cosiddetto campo largo. Tutti chiedono una accelerazione e una scelta condivisa del pretendente alla fascia tricolore ma si è ancora in una fase di stallo.

O meglio, ancora si sta discutendo se la figura da scegliere debba essere di estrazione politica o civica. E così i nomi dei possibili pretendenti (tutti più o meno autorevoli) trapelati in questi mesi restano confinati in una sorta di limbo in attesa che qualcuno si prenda la responsabilità di decidere.

Responsabilità che però nessuno dei vari leader di partito della coalizione vuole prendere quasi a confermare quella voglia matta del centrosinistra di auto sconfiggersi; anche questa volta che le divisioni nel centrodestra, come mai accaduto negli ultimi anni, possono concedere una minima chances di vittoria.

Una occasione più unica che rara per tornare a governare la città ma che il cosiddetto campo largo non sembra ancora aver capito. O finge di non capire. Per vincere le prossime elezioni dovrebbe infatti candidare un volto credibile a prescindere dalla sua provenienza e capace non solo di ricompattare la coalizione ma anche di riportare al voto astenuti e delusi dal modo di fare politica degli ultimi anni. E questa fase di stallo, che va avanti da quasi un anno, non aiuta di certo.

Quindi, paradossalmente, anche senza impegnarsi in campagna elettorale Daniele Sinibaldi (se verrà ufficializzata la sua candidatura e Valentini permettendo) potrebbe rivincere le elezioni amministrative ma non perché ha fatto bene il suo lavoro in questi cinque anni. Perché manca totalmente l’alternativa progressista. O perché, quando l’alternativa c’è, si fa del tutto per indebolirla o peggio distruggerla. Come dire: cari progressisti continuate a farvi del male.

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Fonte: www.rietilife.com — Rieti

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