Un bilancio a due velocità, tra l’eccellenza dell’innovazione tecnologica europea e le sabbie mobili della burocrazia ministeriale italiana. È quanto emerso dall’assemblea aperta promossa dal direttivo della CERA (Comunità Energetica Rinnovabile di Antrodoco) insieme ad ENGREEN, tenutasi presso il Centro Giovanile “Roberto Donarelli” per fare il punto sullo stato di avanzamento e sui progetti futuri […]
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Un bilancio a due velocità, tra l’eccellenza dell’innovazione tecnologica europea e le sabbie mobili della burocrazia ministeriale italiana. È quanto emerso dall’assemblea aperta promossa dal direttivo della CERA (Comunità Energetica Rinnovabile di Antrodoco) insieme ad ENGREEN, tenutasi presso il Centro Giovanile “Roberto Donarelli” per fare il punto sullo stato di avanzamento e sui progetti futuri della comunità.
L’incontro ha visto gli interventi di Francesco Vitellaro, ingegnere di ENGREEN, di Alberto Guerrieri, Sindaco di Antrodoco e Presidente della CERA, e di Giuseppe Santimarrocchi, ingegnere e membro del direttivo.
Il progetto europeo “Energy Gard”: Antrodoco caso pilota insieme a 5 metropoli UE
Ad aprire i lavori è stato l’ingegner Francesco Vitellaro, che ha illustrato i dettagli e gli sviluppi di Energy Gard, il monumentale progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea con 5 milioni di euro. Avviato nel 2025 con termine previsto nel 2027, il programma vede coinvolti 15 partner europei (provenienti da Spagna, Portogallo, Francia, Lettonia e Polonia) e individua Antrodoco come uno dei cinque casi dimostrativi europei.
«La particolarità che distingue Antrodoco dagli altri quattro casi europei — legati a grandi reti nazionali, riscaldamento cittadino o idrogeno — è che qui il fulcro è il ruolo attivo della comunità», ha spiegato Vitellaro. «Attraverso i modelli matematici e l’intelligenza artificiale, stiamo creando un ‘gemello digitale’ della CER di Antrodoco. Questo ci permette di simulare in ambiente virtuale cosa accade se entrano nuovi soci, se si realizza un nuovo impianto o come ottimizzare i flussi e i ritorni economici per la popolazione».
L’ingegnere ha poi fornito la fotografia aggiornata della CERA di Antrodoco: 43 profili complessivi (di cui 30 residenti e 2 imprese), 2 impianti produttori comunali (installati sulla caserma dei Carabinieri e sulla pensilina) e 9 consumatori-produttori residenziali dotati di propri pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Infine, Vitellaro ha annunciato l’adozione della nuova piattaforma gestionale AlpinVision, uno strumento che digitalizza le pratiche d’iscrizione, la firma di statuto, regolamento e privacy via smartphone e la tracciabilità delle quote da ridistribuire tramite IBAN, eliminando i faldoni cartacei.
Burocrazia e tagli: l’attacco di Guerrieri al GSE e ai ritardi del PNRR
Se l’innovazione tecnologica corre, la gestione amministrativa statale viaggia a rilento, ostacolando soci ed enti. Durante il dibattito sono emerse con forza le testimonianze dei soci legate alla mancanza di interlocutori nel GSE e al blocco dei rimborsi del 40% a fondo perduto previsti dal PNRR per chi ha installato impianti.
Parole dure sono arrivate dal Sindaco e Presidente della CERA, Alberto Guerrieri: «È del tutto evidente che a livello governativo questa misura delle comunità energetiche non sia stata affatto supportata», ha denunciato Guerrieri. «Anni fa con il GSE riuscivo ad avere interlocutori diretti; oggi non abbiamo più neanchè come ente locale la possibilità di ottenere chiarimenti rapidi. La questione dei rimborsi PNRR tiene nel limbo tutti quelli che hanno investito sugli Impianti privati, non si riesce ancora infatti a sapere se e quando arriveranno le erogazioni. Tuttavia, la validità della nostra iniziativa rimane intatta e ce la dobbiamo tenere stretta: in futuro questo strumento sarà una delle forme principali con cui faremo economia sul territorio».
Guerrieri ha spronato i presenti a non cedere: «Siamo dentro un meccanismo competitivo e ci ostacolano, ma le cose cambieranno. Il GSE non potrà continuare così all’infinito, dovranno ammodernare le piattaforme. Noi andiamo avanti con convinzione».
Rete tra CER e il summit multinazionale ad Antrodoco a inizio novembre
Per fare fronte comune contro i ritardi centralizzati, la CERA di Antrodoco sta per aderire alla rete delle CER del Lazio. Insieme alle altre realtà regionali e nazionali, si sta coordinando un documento formale di protesta e proposta da inviare al GSE per esigere risposte collettive.
Il percorso di Antrodoco culminerà tra poche settimane in un evento di caratura internazionale: a metà novembre il comune ospiterà il summit multinazionale del progetto Energy Gard. I delegati dei 15 partner europei si ritroveranno proprio nella valle del Velino per toccare con mano l’impiantistica locale, analizzare i dati sul campo e confrontarsi sulle buone pratiche di condivisione energetica.
Pompe di calore e la trappola del gas: la vera rivoluzione mancata
Nella sessione conclusiva, l’ingegner Giuseppe Santimarrocchi ha guidato una disamina tecnica serrata sull’inefficienza e sui costi del sistema di riscaldamento attuale, mettendo a nudo la dipendenza energetica delle famiglie e l’urgenza di un cambio di paradigma.
«Tra il 75% e l’80% dell’energia usata nelle nostre abitazioni va a finire nel riscaldamento e nell’acqua calda sanitaria, e la facciamo tutti con il gas», ha spiegato Santimarrocchi. «Siamo legati a filo doppio alla fornitura di gas, esposti alle guerre e alle speculazioni sui combustibili fossili. Eppure, con la pompa di calore e l’elettricità da fonti rinnovabili possiamo produrre da 3 a 5 volte la quantità di calore rispetto a 1 kW di gas. L’integrazione tra la rete elettrica e la casa è la vera chiave di volta per la sovranità energetica».
Un’Italia che frena sulla storia: la rivoluzione industriale tradita dalla burocrazia
Ma è sul piano dello sviluppo storico e industriale che l’assemblea ha lasciato l’amaro in bocca. Se la prima Rivoluzione Industriale si è fondata sul carbone e la seconda sul petrolio e sul gas centralizzato, la Terza e Quarta Rivoluzione Industriale dovrebbero basarsi sulla transizione digitale, sulle reti intelligenti e sull’autoproduzione diffusa dalle rinnovabili.
Il quadro emerso da Antrodoco evidenzia invece un paradosso drammatico: da un lato la comunità locale, con l’aiuto dell’Unione Europea, dimostra nei fatti che l’alternativa al gas è pronta, efficiente e tecnologicamente avanzata; dall’altro lato, lo Stato italiano e il GSE frenano questa nuova rivoluzione industriale con ritardi burocratici sconsiderati, tagli agli incentivi e rimborsi PNRR bloccati.
Il rischio reale è che, mentre l’Europa corre verso l’indipendenza energetica e la digitalizzazione, l’Italia scelga di rimanere ostaggio del fossile e della burocrazia, affondando le spinte dal basso dei propri cittadini e condannando i piccoli territori a pagare il prezzo più alto di una transizione tradita prima ancora di nascere.
Per informazioni e contatti stampa:
Comunità Energetica Rinnovabile di Antrodoco (CERA)
Sede: Corso Roma n. 15, Antrodoco (RI)
Email: cer.antrodoco@gmail.
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