Frascati, dal convegno del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini: “4 milioni di ettari incolti possono tornare a produrre valore”

A Frascati il Policy Lab del Forum Leader 2026 sul recupero dei terreni incolti: 4 milioni di ettari inutilizzati in Italia e un possibile progetto pilota nei Castelli Romani

Trasformare un problema strutturale in una nuova occasione di sviluppo per i territori. È questo il filo conduttore del Policy Lab “Affrontare l’Abbandono – Prospettive, metodi ed esperienze per mettere in moto il patrimonio fondiario”, ospitato giovedì 1 e venerdì 2 ottobre alle Scuderie Aldobrandini di Frascati.

Un confronto di respiro nazionale, promosso dal GAL Castelli Romani e Monti Prenestini insieme ad altri GAL italiani e in sinergia con la Rete PAC, nell’ambito del Forum Leader 2026, con un dato di partenza che restituisce tutta la dimensione del fenomeno: in Italia sono circa 4 milioni gli ettari di terreni incolti.

Un patrimonio enorme che oggi rappresenta una criticità, ma che può diventare una risorsa sul piano produttivo, ambientale, economico e sociale.

Al centro del dibattito, infatti, c’è stata una consapevolezza condivisa: recuperare i terreni abbandonati non significa soltanto rimettere in produzione superfici inutilizzate, ma anche restituire valore ai paesaggi, sostenere le economie locali, rafforzare la tutela ambientale e creare nuove opportunità per le comunità.

Un tema che il GAL Castelli Romani e Monti Prenestini ha già inserito tra gli assi della propria Strategia di Sviluppo Locale 2023-2027 e che oggi trova un ulteriore riferimento nel disegno di legge nazionale “Coltiva Italia”, attualmente in fase di approvazione.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali della sindaca di Frascati Francesca Sbardella, seguiti dall’introduzione del presidente del GAL Salvatore Stingo.

Il primo panel, dedicato al quadro normativo e istituzionale, è stato moderato dalla direttrice del GAL, Patrizia Di Fazio, e ha visto tra gli interventi quello di Livio Villani, giurista dell’Ufficio Legislativo del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

Villani ha illustrato i contenuti del DDL “Coltiva Italia”, soffermandosi in particolare sul funzionamento delle banche della terra che i Comuni dovranno attivare e sulle risorse economiche previste.

Altro tema centrale è stato quello della mappatura delle aree incolte e dell’utilizzo delle nuove tecnologie.

Il direttore dell’Area Coordinamento di Agea, Salvatore Carfì, ha illustrato le potenzialità dei dati satellitari multi-temporali Sentinel, attivi dal 2024 su scala nazionale, presentando anche un focus specifico sul territorio del Comune di Frascati.

Proprio da questo confronto è emersa una delle proposte più concrete della due giorni: il territorio del GAL Castelli Romani e Monti Prenestini si candida a diventare ambito di sperimentazione per un progetto pilota, con il coinvolgimento diretto dei Comuni interessati.

Un possibile laboratorio territoriale, dunque, capace di mettere insieme dati satellitari, strumenti amministrativi e programmazione locale per individuare, censire e recuperare i terreni oggi inutilizzati.

Nel confronto è intervenuta anche la Regione Lazio, rappresentata da Tarcisio Tullio, responsabile dell’Ufficio sviluppo locale della Direzione Agricoltura, che ha ricordato come l’attuale programmazione regionale consenta ai GAL di promuovere progetti integrati capaci di intercettare innovazione e rispondere in maniera concreta alle esigenze delle aree rurali.

Tra gli strumenti organizzativi analizzati per affrontare il problema dell’abbandono fondiario hanno avuto un ruolo importante anche le Associazioni Fondiarie.

A presentare alcune esperienze già avviate con successo in Piemonte è stato Franco Mantino, ricercatore del CREA, mentre Claudio Di Giovannantonio, dirigente di Arsial, ha illustrato il bando regionale dedicato all’associazionismo forestale.

Tra i beneficiari della misura figura anche la Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, il cui progetto in partenza è stato presentato dal commissario dell’Ente Marco De Carolis.

Il Policy Lab ha assunto una forte dimensione nazionale grazie anche ai numerosi collegamenti online con GAL di altre regioni.

Tra gli interventi anche quello del presidente di Uncem, Marco Bussone, che ha posto l’accento sulla necessità di accompagnare soprattutto i Comuni più piccoli nell’applicazione delle linee guida previste dal DDL “Coltiva Italia”.

Un tema tutt’altro che secondario, perché la disponibilità di strumenti e risorse rischia di non tradursi in risultati concreti se gli enti locali non vengono messi nelle condizioni di affrontare procedure e adempimenti amministrativi.

La seconda giornata è stata invece dedicata maggiormente al lavoro tecnico-operativo.

Le proposte emerse dal confronto saranno formalizzate entro la fine di ottobre e presentate al Forum Nazionale dei GAL all’Aquila, con l’obiettivo di trasformare il lavoro svolto a Frascati in indicazioni operative e modelli replicabili.

Il bilancio del Policy Lab è stato quindi giudicato estremamente positivo.

Il tema della terra è stato affrontato non soltanto come questione agricola, ma come vero e proprio ecosistema ambientale, produttivo e sociale.

Per i GAL si apre così una prospettiva precisa: sperimentare strumenti nuovi, favorire la collaborazione tra enti e territori e provare a trasformare i terreni abbandonati in una leva di sviluppo.

Una sfida che riguarda da vicino anche i Castelli Romani e i Monti Prenestini, dove il recupero del patrimonio fondiario inutilizzato può significare tutela del paesaggio, rilancio delle attività produttive, difesa dell’identità locale e nuove opportunità per le comunità.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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