Ariccia, 81enne consegna gioielli per 6mila euro dopo la telefonata di un finto Carabiniere. Le indagini della Stazione di Ariccia portano a un arresto
Una telefonata, la falsa qualifica di appartenente all’Arma e la storia di una rapina avvenuta a Velletri, utilizzata come pretesto per convincere un’anziana a consegnare i propri gioielli. È da questo episodio, avvenuto la scorsa estate ad Ariccia, che è partita l’indagine dei Carabinieri culminata nell’esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 44enne italiano, originario di Napoli e già noto alle forze dell’ordine.
A darne notizia è la Compagnia dei Carabinieri di Velletri, della quale fa parte la Stazione di Ariccia che ha condotto l’attività investigativa. L’uomo è gravemente indiziato, nell’ambito dell’indagine, dei reati di estorsione e truffa in concorso ai danni di una persona anziana. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal Gip del Tribunale di Velletri, su richiesta della locale Procura della Repubblica.
La telefonata del “finto Carabiniere” e il riferimento a una rapina a Velletri
La vicenda risale alla metà di agosto 2026, quando una donna di 81 anni residente ad Ariccia si è presentata alla locale Stazione dei Carabinieri per denunciare quanto le era accaduto. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che si sarebbe presentato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Il sedicente militare le avrebbe raccontato che era necessario effettuare un controllo sui monili in oro custoditi nella sua abitazione, per confrontarli con alcuni gioielli che sarebbero stati sottratti durante una presunta rapina avvenuta poco prima a Velletri.
Una storia costruita, secondo l’ipotesi investigativa, proprio per conquistare la fiducia della donna e indurla a credere di stare collaborando con le forze dell’ordine. Convinta dalla telefonata e dalla falsa qualifica utilizzata dal suo interlocutore, l’81enne ha così consegnato a un complice che si è presentato presso la sua abitazione i gioielli che aveva in casa, per un valore complessivo stimato in circa 6mila euro.
Le telecamere aiutano i Carabinieri a ricostruire l’accaduto
Dopo la denuncia sono scattate immediatamente le indagini dei Carabinieri della Stazione di Ariccia. Un ruolo importante nell’attività investigativa è stato svolto dall’acquisizione e dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno consentito ai militari di raccogliere elementi utili alla ricostruzione dell’episodio.
I gravi indizi raccolti durante gli accertamenti e condivisi dalla Procura della Repubblica di Velletri hanno quindi portato all’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi eseguita dai Carabinieri.
L’operazione si inserisce nella più ampia attività portata avanti dall’Arma per contrastare le truffe ai danni degli anziani, un fenomeno nel quale i malviventi ricorrono spesso a telefonate e storie studiate per far leva sulla paura o sul senso di fiducia delle vittime.
L’appello dei Carabinieri: «Non consegnate mai soldi o gioielli»
Proprio alla luce dell’episodio di Ariccia, i Carabinieri tornano a ricordare alcune precauzioni fondamentali. Le forze dell’ordine non chiedono mai di consegnare a domicilio denaro, gioielli o altri oggetti di valore, né per pagare presunte cauzioni né per effettuare controlli o confronti su soldi e preziosi. In presenza di persone sconosciute o telefonate sospette è importante non aprire la porta e, soprattutto, non consegnare denaro o beni preziosi.
In caso di una telefonata anomala da parte di qualcuno che dichiara di appartenere alle forze dell’ordine, la raccomandazione è quella di interrompere la conversazione e contattare direttamente il Numero Unico di Emergenza 112, così da verificare quanto riferito e, se necessario, richiedere l’intervento di una pattuglia. Un accorgimento semplice ma decisivo soprattutto quando nel mirino dei truffatori finiscono persone anziane, spesso raggiunte attraverso tecniche sempre più elaborate e facendo leva sull’autorevolezza di figure come Carabinieri, avvocati o appartenenti ad altre istituzioni.
