Domenica scorsa, 4 ottobre, il Museo Diffuso di Lanuvio ha fatto tappa alla Stazione Termini di Roma, nell’Area Engagement della Regione Lazio per far conoscere a romani e turisti, tra arrivi e partenze la propria storia e i propri tesori, personaggi illustri e mitologici compresi
Se la montagna non va da Maometto, Maometto va alla montagna: il principio seguito è stato un po’ questo. Nel caso specifico, a spostarsi non è stato Maometto, ma chi custodisce e racconta la storia di due imperatori, Antonino Pio e Commodo, e della città che gli ha dato i natali. E così, domenica scorsa, 4 ottobre, il Museo Diffuso di Lanuvio ha fatto tappa alla Stazione Termini di Roma, nell’Area Engagement della Regione Lazio.
Si tratta dell’infopoint multimediale e interattivo inaugurato lo scorso giugno per promuovere il turismo e le eccellenze del territorio regionale. Lo spazio fa da vetrina agli eventi e alle tradizioni dei comuni del Lazio, con il brand ‘Visit Lazio’. Tra arrivi e partenze, ogni comune può mettere in mostra le proprie bellezze paesaggistiche, culturali, archeologiche. Lanuvio ha presentato le sue unicità con risorse scientifiche, fumetti, strumenti multimediali e racconti ‘live’.
Un giorno alla Stazione Termini
L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la DMO Visit Castelli Romani (‘Destination Management Organization’, ente che promuove la destinazione turistica). Nella postazione a Termini, il direttore del Museo Diffuso di Lanuvio, Luca Attenni, ha guidato viaggiatori e curiosi alla scoperta delle bellezze del territorio, offrendo un’anteprima delle tecnologie utilizzate dal museo: dai visori di realtà virtuale ai podcast di approfondimento.
“Come DMO Visit Castelli Romani, siamo orgogliosi della presenza del Comune di Lanuvio e del Museo Civico Lanuvino in questa importante vetrina messa a disposizione da Visit Lazio e Regione Lazio. Grazie Luca Attenni per la disponibilità e collaborazione”, le parole di Simona Ottaviani che presiede l’ente.
Tanti i romani e i turisti di tutte le età che si sono accostati allo spazio espositivo per conoscere l’antichissima città, le storie della sua divinità protettrice, Giunone Sospita, del serpente a lei sacro, della grotta in cui viveva, ma anche degli imperatori che vi nacquero.
L’iniziativa è una novità assoluta nella Capitale che abitualmente tutto fagocita e ‘cannibalizza’. Un modo per dare risalto all’unicità di un territorio che ha origini leggendarie e archeologiche anteriori alla nascita di Roma, con radici nel IX secolo a.C. sul colle San Lorenzo e legami mitici legati a Diomede, eroe greco o a fondatori troiani. “Abbiamo portato i visori, le nuove tecnologie, il cartone animato dedicato ad Antonino Pio, libri scientifici, opuscoli divulgativi”, racconta Attenni.
Lanuvio patria degli imperatori incuriosisce romani e turisti
É stata proposta una fruizione differente della stessa storia bimillenaria, multiforme e unica, secondo l’età e gli interessi del pubblico. Lanuvio ha appena festeggiato Antonino Pio, nato il 19 settembre dell’86 d.C., con la bella iniziativa ‘Buon compleanno Antonino’: un’occasione per accorciare le distanze tra il mondo antico e il presente, tra la fredda manualistica scolastica che propone una storia devitalizzata e il caos contemporaneo, trasformando un ‘augusto’ in un lanuvino appena più attempato.
L’altro imperatore nato in città è Commodo, venuto al mondo il 31 agosto del 161 d.C., era figlio dell’imperatore filosofo Marco Aurelio e di Faustina Minore, e dunque nipote di Antonino Pio per linea materna. Le fonti antiche ricordano le sue stravaganti esibizioni nell’anfiteatro di Lanuvio. Anche Marco Aurelio da bambino dimorò in città: è una tra le storie di legami familiari e imperiali che il Museo invita a riscoprire.
“È piaciuto molto il fatto che Lanuvio sia patria di imperatori, su questo siamo molto originali, la gente lo ha percepito e si è incuriosita”, prosegue Attenni.
Un lavoro sulla comunicazione che crea interesse
Il Museo Diffuso raccoglie così i frutti della semina di lungo periodo: un lavoro sulla comunicazione che utilizza nuove chiavi di lettura per raccontare il territorio e diversifica l’offerta anche grazie alla tecnologia. “Abbiamo messo in campo risorse per fasce di età. Abbiamo lavorato tanto sulla comunicazione e ora emerge”, spiega Attenni.
Il visore, il fumetto, la scultura appena inaugurata all’ingresso della città dedicata ai due imperatori, gli scavi di Lord Savile che riportarono alla luce il Gruppo scultoreo del console Licinio Murena, anche lui lanuvino, la cui storia continua ad arricchirsi di nuovi elementi grazie al rapporto avviato con il Leeds City Museum e il British Museum: strumenti e percorsi diversi per rendere appetibile ciò che sembrerebbe distante nel tempo, nello spazio e dalla nostra mentalità.
Soddisfazione è stata espressa da Alessandro De Santis, presidente del Consiglio comunale con delega alla Cultura. “L’iniziativa – osserva – ha consentito a Lanuvio di presentare le attività in corso e quelle in programma, insieme alle esperienze naturalistiche, enogastronomiche e culturali che il paese può offrire. Un ruolo centrale spetta al patrimonio archeologico e alle risorse del Museo Diffuso, tra gli elementi più significativi dell’identità cittadina”.
Per De Santis, la presenza a Termini si inserisce nel percorso che ha portato alla candidatura dei Castelli Romani a Capitale italiana della Cultura 2029. Un’occasione per rafforzare e ampliare il lavoro culturale e riconoscere la ricchezza di un territorio comune, superando i campanilismi.
Da qui a nuovi traguardi, per un giorno, Antonino Pio e Commodo sono tornati a Roma, senza corteo imperiale, ma con un visore e un invito: ‘Venite a trovarci a Lanuvio’.
