“Ci sono persone che arrivano prima di noi e, senza saperlo, ci preparano un posto nel mondo”.
Con questa consapevolezza è nato il progetto “Sedersi accanto – Storie, memoria e incontri tra
generazioni”, che ha portato i ragazzi di una classe della scuola primaria e di una della secondaria di primo grado, in rappresentanza di tutti gli alunni dell’IC Frascati 1, ad incontrare gli ospiti della Casa di riposo cittadina. Con loro, una rappresentanza di docenti, che ha accompagnato e guidato con grande impegno e passione i ragazzi nella preparazione dell’evento e la Dirigente Desirèe Micarelli, che ha voluto offrire un saluto affettuoso e un ringraziamento sincero a tutti i nonni presenti, ricordando come la loro presenza sia una colonna portante non solo per le famiglie, ma per l’intera comunità: radici vive senza le quali nessun giovane potrebbe davvero fiorire.
L’incontro si è aperto con le note di un pianoforte e di un flauto traverso che hanno accompagnato una riflessione dei docenti: “I nonni ci insegnano parole che non dimenticheremo, gesti che resteranno nelle nostre mani, profumi che un giorno sapremo riconoscere a occhi chiusi. Forse essere nonni è anche questo: essere una voce che racconta, una mano che accompagna, una radice che tiene saldo ciò che cresce. Oggi celebriamo chi nonno lo è, chi lo sarà, chi sogna di diventarlo, e anche chi, senza portare questo nome, nella vita di qualcuno ha saputo essere casa. E, con la stessa tenerezza, anche chi continua a guardarci da una nuvola”.
Poi la sala si è fatta silenziosa: i ragazzi, seduti uno accanto all’altro con gli anziani, hanno preso il microfono per leggere le storie raccolte dai propri nonni. Tra le strofe di Piccola stella di Ultimo e le note leggere di Nonno Superman, la musica ha lasciato spazio agli sguardi, alle carezze e ai doni fatti a mano dai ragazzi: una tisana, un disegno, tante parole e gesti pieni d’amore. La commozione ha travolto tutti. Negli occhi dei più giovani sono spuntate lacrime spontanee: il pensiero è volato inevitabilmente ai nonni che non ci sono più. Un filo invisibile ha unito il pianto dei ragazzi agli sguardi grati degli anziani, che hanno poi ripreso la parola per regalare ai più giovani ricordi e piccoli insegnamenti di vita. Vedere gli alunni della primaria e della secondaria vivere insieme questo momento, uniti nello stesso abbraccio e nella stessa delicatezza verso chi è più fragile, è stata la lezione più grande.
“Perché il tempo, quando viene condiviso, smette di essere soltanto tempo e diventa eredità. Una strada già percorsa che continua, silenziosamente, a indicarci il cammino”. In quella sala, senza banchi né libri, si è fatta la vera scuola di vita: quella che insegna a guardare negli occhi il passato per imparare a camminare verso il futuro.
