C’è qualcosa che non va ! Possibile che il costo di una polizza RCA auto obbligatoria abbia tra Napoli ed Aosta una diffrenza di 255 Euro ?

Viterbo Tuscia centro storico medievale

Sostituisci Redazione con la collaborazione di Paola Menghetti Viterbo,16.10.26 Due automobilisti italiani, due province e una differenza media di 255 euro sulla sola assicurazione obbligatoria. È il divario che separa Napoli da Aosta secondo le ultime rilevazioni dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, pubblicate il 24 settembre 2026. Nel secondo trimestre dell’anno, il premio […]

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Redazione con la collaborazione di Paola Menghetti

Viterbo,16.10.26

Due automobilisti italiani, due province e una differenza media di 255 euro sulla sola assicurazione obbligatoria. È il divario che separa Napoli da Aosta secondo le ultime rilevazioni dell’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, pubblicate il 24 settembre 2026.

Nel secondo trimestre dell’anno, il premio medio nazionale della RC Auto si è attestato a 422 euro, con un incremento nominale dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2025 e una diminuzione dello 0,4% rispetto ai primi tre mesi del 2026. Al netto dell’inflazione, tuttavia, la variazione annua risulta negativa dell’1,3%. Sono numeri che raccontano un mercato meno uniforme di quanto lasci intendere la media nazionale: mentre il prezzo complessivo mostra segnali di stabilizzazione, il luogo in cui si assicura un veicolo continua a incidere sensibilmente sulla spesa.

Il confronto tra Napoli e Aosta riguarda i premi medi rilevati nelle rispettive province, non preventivi formulati per automobilisti con identiche caratteristiche. Resta però significativo per comprendere quanto possano essere diversi i costi sostenuti dalle famiglie. Negli ultimi anni la distanza si è progressivamente ridotta: secondo l’IVASS, il differenziale è diminuito del 3,5% su base annua e del 46,8% rispetto al secondo trimestre del 2014. Il divario, dunque, si restringe ma non scompare.

Per chi utilizza l’automobile ogni giorno, questa differenza non è soltanto una curiosità statistica: rappresenta una voce di spesa obbligatoria che si aggiunge al carburante, alla manutenzione e agli altri costi della mobilità quotidiana. E dimostra perché un dato nazionale, preso da solo, non basti a descrivere la situazione economica degli automobilisti nelle diverse aree del Paese.

Il quadro diventa ancora più articolato osservando le variazioni dei premi nelle singole province. A Enna, in Sicilia, l’aumento annuo raggiunge il 4,5%; a Pescara, in Abruzzo, il 3,8%; a Roma, nel Lazio, il 3,5%. Tutti valori superiori all’incremento medio nazionale dell’1,6%, come emerge dai dati dell’IVASS riportati dall’ANSA.

Ma non ovunque le assicurazioni sono diventate più care: nello stesso periodo, Cagliari registra una riduzione del 2%, Imperia dell’1% e Benevento dello 0,8%. In altre parole, mentre alcuni automobilisti vivono in territori dove i premi medi continuano a crescere a un ritmo sostenuto, altri si trovano in province nelle quali il mercato mostra una tendenza opposta. Attenzione, però, a non confondere due indicatori differenti: la provincia con l’aumento percentuale più elevato non coincide necessariamente con quella in cui la polizza costa di più. Inoltre, una media territoriale non equivale al premio applicato a ogni singolo assicurato, perché il prezzo dipende anche dalle caratteristiche del conducente, dal veicolo e dalle condizioni del contratto.

La differenza non riguarda soltanto l’importo da pagare al rinnovo. È importante capire anche che cosa viene effettivamente assicurato: la responsabilità civile obbligatoria tutela dai danni causati a terzi nei limiti previsti dalla polizza, mentre garanzie come furto, incendio e Kasko rispondono a rischi diversi e possono comportare franchigie o scoperti. Per una famiglia, confrontare due preventivi senza considerare queste condizioni può quindi restituire un’immagine incompleta della protezione acquistata. La questione centrale non è soltanto quanto costi assicurare un’auto, ma quale peso abbia quella spesa nel bilancio complessivo legato al suo utilizzo.

I dati provinciali mostrano che non esiste un’unica esperienza nazionale del caro-assicurazioni e che anche la valutazione delle spese automobilistiche richiede un’attenzione maggiore rispetto al semplice dato più significativo delle ultime statistiche assicurative non è quindi soltanto la media nazionale di 422 euro, ma la distanza tra le diverse realtà territoriali. Una distanza che invita a guardare oltre il prezzo di una polizza e a valutare con maggiore attenzione l’insieme delle spese che accompagnano la mobilità quotidiana.

Fonte: www.viterbopost.it — Viterbo

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