Protezione Civile Genzano, estate di fuoco: 86 interventi in 16 Comuni

Il coordinatore Dario Iacoangeli: «Siamo riusciti a coprire il 100% delle chiamate e il 100% dei turni». Le prime uscite per incendi già ad aprile

Si è chiusa il 15 ottobre la campagna antincendio boschivo 2026, cominciata nel Lazio il 15 giugno. In questi quattro mesi i volontari del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Genzano di Roma sono usciti 86 volte per incendi, in 55 giornate diverse. Hanno lavorato in 16 comuni tra i Castelli Romani, l’area sud di Roma e la provincia di Latina. Gli interventi sono durati in tutto 237 ore: sommando il tempo di ciascuno dei 26 volontari impegnati si arriva a circa 1.160 ore di servizio. I mezzi hanno percorso 5.660 chilometri.

Agosto è stato il mese più pesante, con 37 interventi; a settembre sono stati ancora 20. La gran parte delle uscite, 72 su 86, è partita su attivazione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) della Regione Lazio, a supporto dei Vigili del Fuoco.

Gli incendi, però, non hanno aspettato la campagna. La prima uscita è del 20 aprile, per un casolare a Cecchina, nel comune di Albano Laziale. Prima del 15 giugno il registro del Gruppo conta già 7 uscite per incendi, e dal 4 aprile al 12 ottobre sono 93 in tutto. L’ultima è stata la sera del 12 ottobre, per sterpaglie e sfalci in fiamme in via di Pozzi Bonelli, nella zona di Montecagnoletto.
Sul territorio di Genzano gli incendi sono stati pochissimi. «Tutti hanno interessato meno di un ettaro di terreno. Non sono state colpite aree boschive, ma solo terreni incolti, bordi delle strade e sterpaglie – ha spiegato il coordinatore Dario Iacoangeli -. Dal punto di vista del territorio di Genzano, il bilancio è molto positivo».

L’intervento più complesso è stato il primo dei due incendi del Tuscolo, l’11 agosto, con circa nove ore di lavoro. «Ci ha visto fronteggiare proprio la parte di incendio all’interno del bosco», ha raccontato il coordinatore. «Successivamente, tutta una fascia di prato a pascolo, a mano: senza l’ausilio dell’acqua, dei mezzi che portavano l’acqua e dei mezzi aerei».
«Genzano ha risposto in maniera professionale a tutti gli scenari. Di questo sono molto orgoglioso», ha aggiunto. «Un’altra cosa mi riempie d’orgoglio: siamo riusciti a coprire il 100% delle chiamate e il 100% dei turni, grazie soprattutto alla presenza e all’impegno dei volontari».

La difficoltà più grande, per Iacoangeli, resta la preparazione tecnica, «anche la nostra: partiamo prima da un’autocritica». Per rispondere a questa esigenza il Gruppo sta scrivendo un progetto di formazione di alta specializzazione per gli incendi boschivi, insieme alla Regione Lazio e al Coordinamento FE.PI.VOL., e lo presenterà quando sarà approvato.

Infine, un appello. «Più volte le squadre sono uscite per una colonna di fumo e hanno trovato un rogo di potatura; quando hanno chiesto di spegnerlo, a volte i volontari sono stati trattati male. Non siamo nemici dei contadini, non siamo nemici delle persone che hanno necessità di bruciare gli sfalci – ha sottolineato Iacoangeli -. Esistono momenti, tecniche e metodologie per fare queste cose. Se non vengono rispettati, purtroppo dobbiamo invitare la persona a spegnere. Quello che chiedo è collaborazione».

In caso di fumo o fiamme si chiama sempre il 112: il Gruppo Comunale non può essere attivato direttamente dai cittadini.
Il coordinatore ha voluto ringraziare i volontari del Gruppo, la Sala operativa regionale e i funzionari della Regione Lazio che hanno contribuito alla riuscita della campagna.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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