Disegno secessionista sull’autonia differenziata

CS 16 ottobre 26 – Contro il disegno secessionista dell’Autonomia differenziata e per l’unità della Repubblica Le risoluzioni sul documento di programmazione di finanza pubblica (DPFP) evidenziano, al punto 20 (prima firmataria Cecilia Guerra), una prospettiva cui i Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata plaudono convintamente. Il punto 20 recita infatti:  “[…] a […]

CS 16 ottobre 26 – Contro il disegno secessionista dell’Autonomia differenziata e per l’unità della Repubblica

Le risoluzioni sul documento di programmazione di finanza pubblica (DPFP) evidenziano, al punto 20 (prima firmataria Cecilia Guerra), una prospettiva cui i Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata plaudono convintamente. Il punto 20 recita infatti:  “[…] a rinunciare all’attuazione dell’autonomia differenziata, al fine di preservare l’unità e la coesione nazionale ed evitare l’ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali, nonché a garantire il rafforzamento degli investimenti nel Mezzogiorno, assicurando che la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza non determini una riduzione delle risorse pubbliche destinate al contrasto dei divari territoriali e allo sviluppo economico e sociale delle regioni meridionali, e a rifinanziare i principali fondi e misure di incentivazione destinati al Mezzogiorno, a partire dal Fondo perequativo infrastrutturale, assicurandone la piena operatività e l’effettiva aggiuntività rispetto alla spesa ordinaria, con particolare attenzione alle infrastrutture, alla sanità, ai servizi essenziali, all’occupazione e al contrasto dello spopolamento delle aree interne e dei comuni montani”.

Ringraziamo gli on. Maria Cecilia Guerra, Daniela Torto, Marco Grimaldi, Davide Faraone e  Riccardo Magi, perché riteniamo che questa netta presa di posizione contro l’Autonomia differenziata rappresenti un punto di svolta rispetto alla delicatissima fase in cui la lotta contro di essa si trova. Solo qualche giorno fa, infatti, il Consiglio dei Ministri – su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli – ha approvato, in via definitiva, gli Schemi di intesa tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, nelle materie “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa” e nella materia “tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica”. Il passaggio parlamentare, che segna la conclusione dell’iter, potrebbe decretare la definitiva approvazione della devoluzione ai Presidenti di quelle Regioni di potestà legislativa esclusiva di quelle quattro materie. L’autonomia differenziata diverrebbe ufficialmente una realtà.

La rinuncia all’attuazione dell’Autonomia differenziata, espressa in una Risoluzione sul DPFP, è particolarmente significativa, perché firmata unitariamente da esponenti di rilievo delle opposizioni parlamentari e perché in modo inequivocabile rappresenta l’impegno a porre fine a questo processo di disgregazione delle istituzioni repubblicane e di ulteriore aggravamento delle disuguaglianze sociali e dei divari territoriali.  Essa implicitamente dice che, qualora le forze oggi all’opposizione dovessero divenire maggioranza ed esprimere il nuovo governo, rinunceranno ad attuare l’Autonomia differenziata. E porrebbero definitivamente fine all’ideazione di un processo eversivo, destinato a penalizzare i più deboli. Per questo è necessario fermare oggi i processi di devoluzione delle competenze legislative, utilizzando tutti i mezzi politici e parlamentari affinché si fermi l’iter di approvazione delle Intese. E, naturalmente, come extrema ratio il ricorso alla Consulta. E, a proposito di ricorsi alla Corte, rileviamo con grande soddisfazione l’annuncio del ricorso in Corte Costituzionale da parte del presidente della regione Toscana Eugenio Giani sul federalismo fiscale, iniziativa condivisa con altre regioni del centro sinistra: Puglia, Campania ed Emilia-Romagna.

Per i Comitati e il Tavolo NOAD questa Risoluzione è un impegno assunto dalle forze delle opposizioni in vista delle prossime elezioni politiche, il cui programma deve prevedere la rinuncia ‘all’attuazione dell’autonomia differenziata, al fine di preservare l’unità e la coesione nazionale ed evitare l’ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali’.

È quanto diremo anche dal palco, a conclusione della manifestazione della Via Maestra, sabato prossimo, 17 ottobre; da lì chiederemo che – oltre alla CGIL – anche tutte le forze associative continuino e rafforzino il loro impegno contro il disegno secessionista dell’Autonomia differenziata e per l’unità della Repubblica. Donne e uomini di questo Paese esigono e meritano diritti per tutti/e, non privilegi per pochi.

Da