La protesta dei Tir contro il caro carburanti sta avendi ripercussioni anche sui rifornimento nel Lazio e ai Castelli Romani
Una situazione che desta preoccupazione tra i consumatori, soprattutto per quanto riguarda i prodotti alimentari freschi e quelli che necessitano di rifornimenti quotidiani. Non si tratta, almeno per il momento, di una carenza generalizzata, ma di un fenomeno che potrebbe aggravarsi qualora la protesta dovesse proseguire e le consegne continuassero a subire rallentamenti.
Quella che inizialmente è nata come una mobilitazione circoscritta ad alcune regioni meridionali sta assumendo una dimensione sempre più ampia, con ripercussioni sull’intera filiera della distribuzione alimentare.
La protesta degli autotrasportatori, esasperati dall’aumento dei costi del gasolio e dalle crescenti difficoltà economiche del settore, ha interessato i principali collegamenti stradali, gli scali portuali e alcuni snodi logistici fondamentali per la movimentazione delle merci.
Le conseguenze cominciano a essere visibili anche nel Lazio. Una rilevazione effettuata dall’associazione Consumerismo tra il 17 e il 18 ottobre ha documentato criticità nella disponibilità di prodotti freschi in diverse regioni italiane, compreso il Lazio.
Prodotti freschi a rischio, l’allarme delle associazioni di categoria
A preoccupare maggiormente è la situazione dei prodotti deperibili. Frutta, verdura, latte, latticini, carne e pesce sono tra le merci maggiormente esposte alle conseguenze dei ritardi nei trasporti, trattandosi di alimenti che richiedono una distribuzione rapida e costante.
Il rischio riguarda non soltanto i consumatori, ma anche produttori agricoli, aziende alimentari e operatori commerciali, che potrebbero subire perdite economiche significative.
In alcune aree del Mezzogiorno tonnellate di prodotti freschi rischiano di deteriorarsi prima di raggiungere i punti vendita, mentre le associazioni di categoria lanciano l’allarme sulle conseguenze economiche della paralisi dei trasporti.
Oggi l’incontro con Salvini: si cerca una soluzione per fermare la protesta
Una giornata decisiva potrebbe essere quella di oggi, martedì 20 ottobre, quando alla Prefettura di Milano è previsto un incontro tra i rappresentanti del Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini.
Gli autotrasportatori chiedono interventi concreti per fronteggiare il caro carburanti e le difficoltà economiche che stanno mettendo a rischio la sostenibilità delle proprie attività.
L’esito del confronto potrebbe risultare determinante per la prosecuzione o la sospensione della mobilitazione.
