Case in vendita per famiglie, 7 su 10 sono ancora accessibili. Ma in sei mesi l’offerta è calata del 10% il 71% degli alloggi con almeno tre locali è accessibile a chi ha un reddito medio In sei mesi lo stock di abitazioni in grado di soddisfare le richieste delle famiglie è diminuito del 10% […]
Case in vendita per famiglie, 7 su 10 sono ancora accessibili. Ma in sei mesi l’offerta è calata del 10%
- il 71% degli alloggi con almeno tre locali è accessibile a chi ha un reddito medio
- In sei mesi lo stock di abitazioni in grado di soddisfare le richieste delle famiglie è diminuito del 10%
Milano – La famiglia media italiana può permettersi sette case su dieci tra quelle con almeno tre locali. Lo rileva l’indice di accessibilità economica dell’Ufficio Studi di idealista, portale immobiliare N.1 in Italia, aggiornato al terzo trimestre 2026: il 71% di questi alloggi è sostenibile con un reddito netto di 37.511 euro annui (stima idealista/data su fonti ISTAT).
In 9 capoluoghi italiani meno della metà delle case adatte a una famiglia è accessibile. L’indice considera accessibile un’abitazione con almeno tre locali quando la rata del mutuo, che finanzia l’80% del prezzo in 30 anni, non supera un terzo del reddito netto medio locale. Il caso più estremo è Bolzano, dove questa condizione si verifica solo per il 13% delle case. Seguono Napoli (40%), Verbania (43%), Firenze (45%), Como e Rimini (46%), Roma e Milano (48%) e Lucca (49%).
Sotto la soglia del 71%, la media italiana, si collocano complessivamente 34 capoluoghi. Oltre ai nove già citati, figurano soprattutto centri del Nord e del Centro come Trento (51%) e Venezia (52%), Prato (55%), Treviso e Verona (60%), Monza (61%), Padova e Trieste (62%), Brescia (63%), Bologna (67%) e Modena (69%), insieme ad alcune città del Sud come Trani (61%), Pescara (65%) e Salerno (69%). Tutti gli altri 76 capoluoghi registrano invece un’accessibilità superiore alla media nazionale.
Cala l’offerta di abitazioni sul mercato che soddisfano le esigenze di spazio delle famiglie
Le case capienti, ovvero alloggi con almeno 3 locali sono sempre meno: secondo lo studio, in sei mesi sono diminuite del 10%. Il calo è diffuso in quasi tutta Italia e riguarda 97 capoluoghi su 110. Le flessioni più marcate sono a Lodi (-34,1%), Prato (-26,4%) e Cremona (-25,3%). Tra le grandi città pesano i cali di Torino (-21%), Napoli (-18,3%), Roma (-17,3%) e Milano (-13,8) In controtendenza Trieste, dove le case capienti aumentano del 17,1%.
In generale, le città con lo stock più disallineato rispetto alle esigenze degli utenti, sono Milano con il 53% di stock capiente (ovvero alloggi con almeno tre locali), Torino con il 66% e Pavia (69%), contro una media nazionale dell’85%.
Seguono le tabelle con i dati nazionali e cittadini
Il quadro nazionale: reddito familiare, soglia di spesa mensile e % di case capienti accessibili
I grandi mercati: reddito familiare, soglia di spesa mensile e % di case capienti accessibili
Reddito familiare, soglia di spesa mensile e % di case capienti accessibili nei capoluoghi italiani
Nota metodologica
L’indice misura, per ogni mercato, la quota di alloggi che una famiglia con reddito medio può permettersi. Si parte dal reddito familiare netto, una stima elaborata da idealista/data per ogni comune italiano interpolando diverse fonti ISTAT (ultimo dato disponibile: 2023), e dalla relativa soglia di spesa mensile sostenibile, pari a un terzo del reddito netto per il pagamento della rata del mutuo. La soglia viene tradotta nel prezzo massimo dell’immobile, ipotizzando un mutuo pari all’80% del prezzo, di durata trentennale, al tasso fisso BCE di riferimento del trimestre (3,49%), e riportata poi al prezzo di annuncio con il margine medio di negoziazione idealista. Per rappresentare il mercato di chi cerca casa per una famiglia, l’analisi considera lo stock capiente, cioè gli alloggi con almeno tre locali.
; lo stock accessibile ne è la porzione sostenibile per il reddito medio locale. L’analisi copre l’intero territorio nazionale, le 107 province e tutti i comuni, esclusi aste, nuda proprietà, affitti brevi, coliving, outlier e duplicati. Le variazioni confrontano il terzo trimestre con il primo trimestre del 2026.
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