Nemi, i pipistrelli “chiudono” l’antico Emissario del Lago: al suo interno vivono 8 specie di chirotteri

Dal 31 ottobre al 4 aprile vietato l’accesso allo storico tunnel sotterraneo. Il Parco dei Castelli Romani interviene per proteggere i pipistrelli durante il letargo: tra le specie presenti anche il raro Rinolofo minore

È una piccola provocazione, naturalmente bonaria, quella che abbiamo scelto come titolo, per raccontare una notizia che arriva da Nemi e che ha per protagonisti alcuni degli abitanti più discreti e preziosi del nostro territorio. Perché, a ben vedere, sono proprio i pipistrelli a determinare la chiusura stagionale dell’antico Emissario del Lago di Nemi, uno dei luoghi sotterranei più affascinanti dei Castelli Romani. E se per qualche mese saranno loro ad avere la precedenza su escursionisti, visitatori e curiosi, c’è una ragione ben precisa: proteggere 8 diverse specie di chirotteri durante il delicato periodo del letargo invernale.

Nessuna invasione, dunque, né tantomeno un’emergenza. Al contrario, si tratta di una misura di tutela ambientale disposta dal Parco Regionale dei Castelli Romani, che con l’ordinanza n. 9 del 9 ottobre 2026 ha stabilito il divieto di accesso all’Emissario da sabato 31 ottobre 2026 a domenica 4 aprile 2027 compresa.

Una decisione che racconta anche un aspetto meno conosciuto di questo straordinario luogo: oltre a rappresentare un’importante testimonianza dell’ingegneria idraulica antica, l’Emissario costituisce uno dei rifugi più preziosi dell’intera area protetta per la conservazione dei pipistrelli.

Nell’Emissario di Nemi vivono otto specie di pipistrelli

Il dato più sorprendente riguarda proprio la straordinaria biodiversità custodita all’interno dell’antico Emissario. Secondo gli studi scientifici richiamati dall’Ente Parco, la galleria sotterranea rappresenta il sito di maggiore interesse dell’area protetta per i chirotteri, il gruppo di mammiferi al quale appartengono i pipistrelli.

Al suo interno è stata infatti documentata la presenza di ben otto specie differenti, pari a circa il 35% di quelle censite nell’intera Provincia di Roma. Un patrimonio naturalistico di notevole valore, che rende questo ambiente particolarmente importante per la conservazione della fauna selvatica.

Tra le specie presenti figurano anche il Rinolofo maggiore, indicato come vulnerabile, e il Rinolofo minore, classificato come in pericolo di estinzione secondo le informazioni diffuse dal Parco.

Si tratta di animali che trovano negli ambienti sotterranei condizioni favorevoli per trascorrere l’inverno, quando le temperature si abbassano e la disponibilità di insetti, dei quali si nutrono, diminuisce sensibilmente.

Perché entrare nell’Emissario durante l’inverno può essere pericoloso per i pipistrelli

La chiusura non è legata soltanto alla necessità di regolamentare le visite, ma soprattutto a un problema di conservazione ambientale. Durante il letargo, infatti, i pipistrelli riducono drasticamente la propria attività metabolica, rallentando le funzioni vitali e consumando lentamente le riserve energetiche accumulate nei mesi precedenti.

È una strategia indispensabile per sopravvivere alla stagione fredda, ma che li rende particolarmente vulnerabili ai disturbi esterni. La presenza di escursionisti, il rumore, le luci delle torce e gli avvicinamenti agli animali possono provocarne il risveglio, costringendoli a consumare energie preziose.

Risvegli ripetuti durante l’inverno possono compromettere la loro capacità di arrivare alla primavera, soprattutto quando all’esterno non è ancora disponibile una quantità sufficiente di cibo.

È per questo che il Parco ha deciso di impedire temporaneamente gli accessi, garantendo agli animali un periodo di tranquillità.

Un luogo ricco di storia che custodisce anche un tesoro naturale

L’Emissario del lago di Nemi è conosciuto soprattutto per il suo valore storico e archeologico. La grande galleria, realizzata nell’antichità per regolare il livello delle acque del bacino lacustre, costituisce una delle testimonianze più affascinanti dell’ingegneria idraulica del territorio.

Ma accanto al suo interesse storico, questo luogo custodisce anche una ricchezza naturalistica meno conosciuta. Il buio, le condizioni microclimatiche relativamente stabili e la protezione offerta dall’ambiente sotterraneo lo rendono infatti un rifugio particolarmente adatto a diverse specie di pipistrelli.

Una doppia identità, dunque: monumento dell’ingegneria antica e habitat fondamentale per la biodiversità dei Castelli Romani.

Negli ultimi anni, come evidenziato dall’Ente Parco, si è registrato un aumento delle frequentazioni escursionistiche non regolamentate all’interno di questi ambienti sotterranei. Una situazione che ha reso ancora più importante intervenire per limitare il disturbo umano durante lo svernamento.

Divieto fino al 4 aprile 2027: multe fino a 1.032 euro

L’ordinanza stabilisce che l’Emissario del lago di Nemi resterà interdetto all’accesso dal 31 ottobre 2026 al 4 aprile 2027, entrambe le date comprese. Per chi non rispetterà il provvedimento sono previste sanzioni amministrative da 25 a 1.032 euro.

La stessa misura riguarda anche la Grotta del Bosco del Piantato, nel territorio di Monte Compatri, dove è stata censita un’importante colonia svernante di Rinolofo maggiore composta da 123 esemplari.

L’invito rivolto dal Parco dei Castelli Romani ad associazioni, escursionisti e visitatori è quello di collaborare, rispettando il divieto e contribuendo alla salvaguardia di animali che svolgono un ruolo prezioso negli equilibri naturali.

Perché proteggere l’Emissario di Nemi significa anche tutelare le forme di vita che, lontano dagli occhi dei visitatori, trovano rifugio nelle sue antiche gallerie.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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