Veronica Laurenti ha diciassette anni, vive a Sora e frequenta l’ultimo anno del Liceo delle Scienze Umane a Frosinone. Appassionata di scrittura e di storia, ama raccontare storie di coraggio, amore e speranza. Nel suo romanzo epistolare Le nostre ultime lettere d’amore, ambientato tra il 1938 e il 1944, racconta i sentimenti e le esperienze dei giovani durante un periodo molto difficile della nostra Storia, dando voce alle loro emozioni e mostrando il valore della memoria, della speranza e della crescita personale.
L’abbiamo incontrata durante un convegno sugli 80 anni dell’Assemblea Costituente nella sua città. Si è avvicinata con estrema gentilezza e con un sorriso dolce, quello tipico delle persone luminose ma riservate. Impossibile non dedicarle tutta l’attenzione possibile, con tutta la fiducia che possiamo avere nei giovani migliori. Le abbiamo chiesto ciò che molti, spontaneamente, le avrebbero chiesto. E lei ha risposto con pari spontaneità:
Veronica, cosa ti ha spinto a scrivere questo romanzo?
Mi ha spinto la passione per la storia, che considero importantissima, e il desiderio di mettere per iscritto le mie conoscenze sotto forma di romanzo. È stata un’esperienza utilissima, una vera lezione di vita che mi ha fatto crescere e capire tante cose.
Ti sei occupata anche delle ricerche storiografiche?
Sì, mi sono occupata personalmente di tutte le ricerche, svolgendone numerose e approfondite per fare in modo che il contesto fosse il più veritiero e fedele possibile.
Quanto è importante per te la Storia? E quanto, l’Amore?
La storia ha un’importanza immensa: il mio romanzo, in fondo, parla di un periodo storico molto difficile per tutti, buio e apparentemente senza via d’uscita. In questo scenario, l’amore diventa fondamentale perché permette ai protagonisti di rimanere fiduciosi e di non perdere mai la speranza.
In una ipotetica scala di valori, quali sono i primi che ritieni fondamentali?
Il valore dell’umiltà, della speranza e della solidarietà. Sono pilastri imprescindibili per me e, non a caso, sono anche i temi chiave che ricorrono continuamente all’interno del mio libro.
Se avessi 90 anni, e potessi parlare alla TE di oggi, cosa ti diresti?
A novant’anni sentirò sicuramente un po’ di nostalgia. Se potessi parlare alla me di oggi, mi ricorderei come una ragazza che credeva nelle proprie capacità, aperta al dialogo e sempre pronta ad aiutare il prossimo.
Ma allora, di cosa narra questo suo romanzo dal titolo avvincente e romantico?
Roma, 1938. Sotto il peso del regime fascista e delle rigide convenzioni dell’alta società, Adelaide De Santis vive prigioniera di una vita che non ha scelto. La sua famiglia pretende da lei obbedienza e un matrimonio conveniente, finché l’incontro con Lorenzo Bianchi, un giovane medico di umili origini, cambia ogni cosa. Tra sguardi rubati e lettere segrete nasce un amore intenso, destinato a sfidare ogni regola.
Ma nel 1940 la guerra li separa: Lorenzo viene mandato al fronte, mentre Adelaide è costretta a sposare un uomo violento e vicino al regime. Intrappolata in un matrimonio infelice, alle prese con l’endometriosi e con una solitudine sempre più profonda, trova conforto soltanto nelle parole dell’uomo che ama.
Quando la sua vita viene sconvolta da nuove tragedie e Adelaide finisce in un istituto, Lorenzo prende una decisione disperata: diserta per raggiungerla. È il giugno del 1944, e Roma porta ancora le ferite della guerra. Ad attenderlo troverà una realtà dolorosa, ma anche una bambina, Nadia.
Attraverso le lettere, i silenzi e i segreti che attraversano i decenni fino al 1997, Ultime lettere di un amore impossibile racconta una storia di amore, coraggio e resistenza, in cui il passato non smette mai di parlare e alcuni sentimenti riescono a sopravvivere persino al tempo.
Per saperne di più, sostenere Veronica e avere il romanzo tra le mani prenotandone la stampa, è a disposizione la pagina dedicata al libro: QUI.
