La vicenda della famiglia di Ciampino che denuncia di attendere da quattro anni un aiuto per il proprio figlio con disabilità, affetto da disturbo dello spettro autistico e tetraparesi, è approdata sul piano politico. Dopo il servizio televisivo trasmesso dalla trasmissione di Rete 4 “Fuori dal Coro”, arriva infatti una dura presa di posizione nei confronti dell’Amministrazione comunale, con la richiesta di dimissioni dell’assessora ai Servizi Sociali Alessandra Mantuano o, in alternativa, della revoca delle sue deleghe da parte della sindaca.
A sollevare il caso è la consigliera comunale Anna Rita Contestabile, che il 21 ottobre 2026 ha protocollato un documento indirizzato al Presidente del Consiglio comunale, alla Sindaca e al Segretario comunale, chiedendo chiarimenti urgenti sulla vicenda e una valutazione delle responsabilità politiche.
Nel documento, la consigliera evidenzia come «la tutela delle persone con disabilità e il sostegno ai rispettivi nuclei familiari costituiscono ambiti fondamentali dell’azione amministrativa e richiedono attenzione costante, capacità di intervento e assunzione di responsabilità da parte degli organi politici competenti».
Contestabile sottolinea inoltre che «il protrarsi di una situazione di difficoltà per un periodo così lungo, secondo quanto denunciato dalla famiglia, impone all’Amministrazione comunale di fornire chiarimenti puntuali e di verificare se siano state adottate tutte le iniziative necessarie».
A finire sotto accusa è soprattutto la gestione istituzionale della vicenda dopo la messa in onda del servizio televisivo.
«Nei giorni successivi alla diffusione del servizio televisivo l’Assessora ai Servizi Sociali, Alessandra Mantuano, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche volte a chiarire la vicenda, né ha espresso pubblicamente parole di vicinanza o scuse alla famiglia interessata», si legge nella nota.
Contestabile richiama inoltre l’intervento della sindaca, avvenuto attraverso un video diffuso alcuni giorni dopo, nel quale la prima cittadina ha manifestato la volontà di vedere pubblicato integralmente il filmato della trasmissione.
La consigliera osserva che «tale intervento non ha fornito una ricostruzione puntuale delle ragioni della prolungata attesa denunciata dalla famiglia, né ha chiarito quali iniziative concrete siano state assunte dall’Amministrazione per affrontare la situazione».
E aggiunge: «La richiesta di visionare o pubblicare integralmente un servizio televisivo può contribuire alla ricostruzione dei fatti, ma non può sostituire le risposte istituzionali dovute alla famiglia e alla cittadinanza, né esaurire il dovere di rendere conto dell’azione amministrativa».
“Le responsabilità politiche non possono ricadere sui dipendenti”
Uno dei passaggi più significativi della nota riguarda la distinzione tra responsabilità amministrative e politiche.
«La responsabilità politica relativa agli indirizzi, alle priorità e al funzionamento complessivo dei servizi non può essere confusa né può ricadere sull’attività dei singoli dipendenti comunali», sottolinea Contestabile.
La consigliera evidenzia quindi che «l’assenza di tempestivi chiarimenti pubblici da parte dell’Assessore, unitamente alla mancata esplicitazione di soluzioni concrete nell’intervento successivo della Sindaca, alimenta una legittima esigenza di trasparenza e di valutazione politica dell’operato dell’Assessore ai Servizi Sociali».
Per Contestabile, la vicenda non può essere ridotta a una polemica televisiva o a una controversia sulla pubblicazione integrale del servizio di “Fuori dal Coro”.
Nel documento si legge infatti che «il silenzio istituzionale e la mancanza di chiarimenti tempestivi su una questione di tale rilevanza sociale rendono necessario un confronto politico in Consiglio comunale».
La consigliera aggiunge che «il perdurante immobilismo politico denunciato rispetto alla vicenda, unitamente all’assenza di una tempestiva assunzione pubblica di responsabilità, non sia più accettabile e richieda una valutazione delle responsabilità dell’Assessore competente».
La richiesta: dimissioni dell’assessora o revoca delle deleghe
Il documento contiene tre richieste rivolte alla sindaca e alla Giunta comunale.
La prima è quella di «assumere con la massima urgenza tutte le iniziative necessarie affinché venga fatta piena chiarezza sulla vicenda, siano verificate le circostanze rappresentate dalla famiglia e siano individuate risposte concrete e tempestive alle esigenze assistenziali segnalate».
La seconda riguarda direttamente l’assessora ai Servizi Sociali Alessandra Mantuano, che la consigliera chiede di sollecitare «a valutare responsabilmente la presentazione delle proprie dimissioni, alla luce della gestione politica della vicenda e della mancata tempestiva assunzione pubblica di responsabilità».
Infine, nel caso in cui l’assessora non dovesse rassegnare spontaneamente le dimissioni, Contestabile chiede «di impegnare politicamente la Sindaca a valutare con immediatezza la revoca delle deleghe assessorili all’Assessore Alessandra Mantuano, nell’interesse della città, della credibilità dell’Amministrazione e dell’efficacia dell’azione politica in materia di servizi sociali».
Il documento porta la firma anche dei consiglieri Daniela Ballico, Gianfranco Di Luca, Mirella Attori e Massimo Balmas.
