Dalle zucche ai fiori sulle tombe: i Castelli Romani tra Halloween e il ricordo dei Defunti

Dalle pagine del mensile di ottobre di Castelli Notizie, riproponiamo una riflessione del Direttore Daniel Lstini sulle tre ricorrenze che accompagnano il passaggio tra ottobre e novembre. Tra le nuove abitudini legate a Halloween e le tradizioni di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, anche ai Castelli Romani convivono modi diversi di vivere la festa, il ricordo e la memoria.

La fine di ottobre e l’inizio di novembre portano con sé un curioso incontro tra allegria e raccoglimento, tra il desiderio di festeggiare e il bisogno di ricordare. Le zucche illuminate, i travestimenti e i bambini che chiedono «Dolcetto o scherzetto?» lasciano spazio, nel giro di poche ore, ai fiori sulle tombe, alle candele accese e al pensiero rivolto a chi non c’è più.

È il passaggio da Halloween a Ognissanti e alla Commemorazione dei Defunti: tre ricorrenze profondamente diverse, che raccontano però qualcosa del nostro rapporto con la vita, la morte e la memoria.


Tra nuove abitudini e antiche tradizioni anche il nostro territorio si prepara a vivere la tre giorni tra il 31 ottobre e il 2 novembre
I Castelli tra Halloween, Santi e Defunti

La fine di ottobre porta con sé un curioso incontro tra allegria e raccoglimento, tra il desiderio di festeggiare e il bisogno di ricordare. Le zucche illuminate, i travestimenti e i bambini che chiedono «Dolcetto o scherzetto?» lasciano spazio, nel giro di poche ore, ai fiori sulle tombe, alle candele accese e al pensiero rivolto a chi non c’è più. È il passaggio da Halloween a Ognissanti e alla Commemorazione dei Defunti: tre ricorrenze profondamente diverse, che raccontano però qualcosa del nostro rapporto con la vita, la morte e la memoria.
Quest’anno il calendario le accompagna in una successione particolare: sabato 31 ottobre si festeggia Halloween, domenica 1° novembre si celebra Ognissanti e lunedì 2 novembre è il giorno dedicato alla Commemorazione dei Defunti.
Se fino a pochi anni fa quella di Halloween era considerata una festa prevalentemente americana (pur avendo origini celtiche), conosciuta soprattutto attraverso il cinema e la tv, oggi è entrata stabilmente nelle abitudini delle nuove generazioni. Negozi addobbati, feste in maschera, iniziative per bambini e famiglie: anche ai Castelli Romani la notte più spaventosa dell’anno è diventata un’occasione di aggregazione, tanto che persino le amministrazioni comunali promuovono manifestazioni dedicate.
Un esempio significativo arriva da Albano Laziale, dove il Parco di Villa Doria ospiterà, dal 30 ottobre al 1° novembre, “Doria Oscura – Halloween Festival 2026”. Tre giornate tra mistero, animazione, spettacoli, mercatini artigianali e divertimento per tutte le età. Un appuntamento che testimonia come Halloween sia ormai diventato anche un fenomeno sociale e culturale, capace di animare i nostri territori.
Eppure sarebbe un errore pensare che questa nuova consuetudine debba necessariamente entrare in competizione con le tradizioni più antiche.
Il 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, la Chiesa celebra non soltanto i santi più conosciuti, ma anche quella moltitudine di uomini e donne che, spesso nel silenzio della quotidianità, hanno testimoniato la propria fede. Il giorno successivo, il 2 novembre, il pensiero si rivolge invece ai defunti. Una tradizione profondamente radicata nelle nostre comunità, che si rinnova attraverso gesti semplici e carichi di significato.
Sono giorni in cui i cimiteri tornano a riempirsi di persone. C’è chi raggiunge la tomba dei genitori, chi accompagna i figli a salutare i nonni, chi ritrova un amico o un parente. E spesso, tra un ricordo e una confidenza, riaffiorano storie familiari che rischierebbero di andare perdute. Perché ricordare i defunti significa anche trasmettere la memoria da una generazione all’altra, raccontando ai più giovani chi erano le persone che li hanno preceduti e quanto del nostro presente dobbiamo proprio a loro.

Del resto, la stessa parola Halloween deriva da All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti. Nel corso dei secoli antiche usanze popolari e tradizioni cristiane si sono intrecciate, pur mantenendo significati differenti.

Non è dunque necessario contrapporre le due dimensioni. Si può sorridere davanti a un bambino travestito da fantasma e, il giorno dopo, raccogliersi nel ricordo di chi abbiamo amato. Si può partecipare a una festa senza dimenticare il valore del silenzio e della memoria. Forse è proprio questo il messaggio più bello da affidare a queste tre ricorrenze: la capacità di tenere insieme il presente e il passato, la leggerezza e la profondità, la gioia dello stare insieme e la delicatezza del ricordo.

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

Da