Dalle pagine del mensile di ottobre di Castelli Notizie, riproponiamo una riflessione del Direttore Daniel Lstini sulle tre ricorrenze che accompagnano il passaggio tra ottobre e novembre. Tra le nuove abitudini legate a Halloween e le tradizioni di Ognissanti e della Commemorazione dei Defunti, anche ai Castelli Romani convivono modi diversi di vivere la festa, il ricordo e la memoria.
La fine di ottobre e l’inizio di novembre portano con sé un curioso incontro tra allegria e raccoglimento, tra il desiderio di festeggiare e il bisogno di ricordare. Le zucche illuminate, i travestimenti e i bambini che chiedono «Dolcetto o scherzetto?» lasciano spazio, nel giro di poche ore, ai fiori sulle tombe, alle candele accese e al pensiero rivolto a chi non c’è più.
È il passaggio da Halloween a Ognissanti e alla Commemorazione dei Defunti: tre ricorrenze profondamente diverse, che raccontano però qualcosa del nostro rapporto con la vita, la morte e la memoria.
La fine di ottobre porta con sé un curioso incontro tra allegria e raccoglimento, tra il desiderio di festeggiare e il bisogno di ricordare. Le zucche illuminate, i travestimenti e i bambini che chiedono «Dolcetto o scherzetto?» lasciano spazio, nel giro di poche ore, ai fiori sulle tombe, alle candele accese e al pensiero rivolto a chi non c’è più. È il passaggio da Halloween a Ognissanti e alla Commemorazione dei Defunti: tre ricorrenze profondamente diverse, che raccontano però qualcosa del nostro rapporto con la vita, la morte e la memoria.
Il 1° novembre, solennità di Tutti i Santi, la Chiesa celebra non soltanto i santi più conosciuti, ma anche quella moltitudine di uomini e donne che, spesso nel silenzio della quotidianità, hanno testimoniato la propria fede. Il giorno successivo, il 2 novembre, il pensiero si rivolge invece ai defunti. Una tradizione profondamente radicata nelle nostre comunità, che si rinnova attraverso gesti semplici e carichi di significato.
Del resto, la stessa parola Halloween deriva da All Hallows’ Eve, la vigilia di Ognissanti. Nel corso dei secoli antiche usanze popolari e tradizioni cristiane si sono intrecciate, pur mantenendo significati differenti.
Non è dunque necessario contrapporre le due dimensioni. Si può sorridere davanti a un bambino travestito da fantasma e, il giorno dopo, raccogliersi nel ricordo di chi abbiamo amato. Si può partecipare a una festa senza dimenticare il valore del silenzio e della memoria. Forse è proprio questo il messaggio più bello da affidare a queste tre ricorrenze: la capacità di tenere insieme il presente e il passato, la leggerezza e la profondità, la gioia dello stare insieme e la delicatezza del ricordo.
