Frascati rende omaggio alla memoria, al tempo, all’identità e alla simbologia femminile con un serrato dialogo tra due visioni artistiche, quello di Daria Mùhina, artista russa residente a Lisbona e Silvia Scaringella, romana, classe 1986. La mostra, ospitata alle Scuderie Aldobrandini, è stata inaugurata sabato 31 ottobre e rimarrà visibile al pubblico fino all’8 novembre prossimo.
‘A Doppio Filo’, questo il titolo dell’esposizione, vuole richiamare alcune delle più antiche narrazioni in cui il filo diviene metafora di destino, memoria e connessione: Penelope e la tela funebre, le Moire e le Parche che tengono il filo della vita e il filo di Arianna attraverso il labirinto. In queste narrazioni, il filo è al tempo stesso materia e simbolo: connette, guida, conserva e traccia il passaggio del tempo. Le installazioni delle due artiste utilizzano entrambe il tessile come veicolo di memoria e significato, sebbene con metodi e approcci differenti e nelle loro opere il filo, il tessuto e la materia diventano qualcosa di più di semplici oggetti: si trasformano in strumenti per raccontare storie, conservare tracce dell’esperienza e creare connessioni tra memoria individuale e collettiva.
Senza Titolo, opera di Scaringella del 2021, è una installazione composta da otto antichi teli tessuti a mano, con lunghezze variabili dai sei ai dieci metri, dove la giovane artista interviene direttamente sulla stoffa attraverso l’utilizzo di inchiostro giapponese, trasformando le lunghe superfici tessili in campi di gesto, traccia e memoria. La storia e l’età della materia, la trama, il lavoro artigianale e le tracce inscritte nel tessuto, diventano così parte integrante dell’intervento. Presentata per la prima volta nel 2021 presso il Museo d’Arte Contemporanea Belmonte Riso di Palermo, l’opera è stata successivamente esposta presso la Chiesa di San Domenico – sempre nel capoluogo siciliano – successivamente alla Marble Week di Carrara presso la Chiesa delle Lacrime e al Parco Archeologico di Segesta. Per Mùhina due saranno le opere esposte, due dittici ricamati su tela dal titolo Vivere, del 2026 e Transmissione. La sua ricerca esplora la memoria, il folklore, l’identità, il senso di appartenenza e la trasmissione culturale, trasformando forme tradizionali e personali di artigianato in narrazioni visive contemporanee.
Tra le sue più recenti mostre personali figurano Imagined Language presso Art Gallery Nika a Málaga nel 2025, un progetto dedicato ai temi della memoria, del folklore e dell’identità; Assembled in Red presso Toro Arte Contemporanea a Caserta nel 2026; e Legàmi presso il Castello di Fumone nel 2026. La mostra che si aprirà domani alle Scuderie Aldobrandini è organizzata Castello di Fumone & Antiqua Futura in collaborazione con Agarte-Fucina delle Arti dell’art director Alessandro Giansanti, con il patrocinio del Comune di Frascati e la collaborazione del Museo Tuscolano-Scuderie Aldobrandini.
I curatori dell’esposizione, oltre il già citato Giansanti, sono gli art director Giulio De Paolis e Irina Machneva Mota.
Gli orari della mostra: da martedì a domenica ore 10 – 19; chiuso il lunedì.
