Grottaferrata – “Le ombre del lago di Nemi” di Ezio Scattolini al Festival del Libro dei Castelli Romani

All’Hotel Villa Ferrata una serata tra archeologia, amore e memoria. Protagonista il mistero delle
navi di Caligola

Si è tenuta giovedì 29 ottobre, nella suggestiva cornice dell’Hotel Villa Ferrata di Grottaferrata, la presentazione de “Le ombre del lago di Nemi” di Ezio Scattolini, ospitata nell’ambito del Festival Internazionale del Libro dei Castelli Romani. A condurre la serata il giornalista Gianluca Croce, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio letterario tra le rive di uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi dei Castelli, dove archeologia, leggenda e vicende del Novecento si intrecciano.

Al centro del romanzo, il lago di Nemi non è semplice sfondo, ma vero protagonista. Specchio d’acqua carico di suggestioni, diventa il palcoscenico dell’incredibile vicenda delle navi romane
dell’imperatore Caligola, maestose imbarcazioni-palazzo affondate e poi recuperate dalle acque del lago, simbolo della grandezza dell’Impero e oggetto di una delle imprese archeologiche più affascinanti del secolo scorso.

Un archeologo tra storia e sentimento

Protagonista del libro è Ugo Altobelli, archeologo animato da una passione autentica per il passato. La sua vicenda umana si intreccia indissolubilmente con l’impresa del recupero delle navi imperiali, in un’Italia attraversata dalle fratture e dalle contraddizioni del XX secolo. Ugo è un uomo chiamato a scelte difficili, a dilemmi morali che vanno oltre la ricerca scientifica: come custodire un patrimonio inestimabile quando la storia stessa – tra retorica della romanità e propaganda fascista – rischia di strumentalizzarlo? Scattolini costruisce così un romanzo che è allo stesso tempo ricostruzione storica e riflessione sulla memoria, sull’identità e sulla responsabilità di chi conserva le tracce del passato.

Accanto alla grande Storia, c’è quella più intima e tormentata dell’amore tra Ugo e Marcella,
una passione fatta di slanci, tradimenti e riconciliazioni, che riflette le inquietudini di un’epoca in trasformazione e dona al racconto una profonda umanità. Temi universali come la resilienza, il valore del ricordo e il coraggio di misurarsi con il proprio tempo emergono dalle vite dei protagonisti.

I Castelli Romani come narrazione

Uno dei punti di forza del romanzo è il legame viscerale con il territorio. I Castelli Romani non
sono una cartolina, ma una materia viva dove natura, storia e memoria si fondono. Il lago di Nemi, con la sua bellezza quasi incantata, diventa luogo simbolico in cui si incontrano il passato glorioso di Roma, le ombre del Novecento e i destini individuali. Le navi di Caligola, con la loro imponenza perduta e il mistero che ancora le avvolge nell’immaginario collettivo, sono il filo rosso che tiene insieme ricerca storica e tensione narrativa. Con Le ombre del lago di Nemi, Ezio Scattolini conferma la letteratura come strumento di memoria: un invito a guardare oltre la superficie degli eventi, a interrogare quelle “ombre” che il passato proietta sul presente e che solo la conoscenza e il racconto possono contribuire a illuminare.

Una serata che ha centrato in pieno lo spirito del Festival Internazionale del Libro dei Castelli
Romani: promuovere la lettura valorizzando autori e storie capaci di restituire ricchezza e
identità a un territorio che ha ancora molto da raccontare

Fonte: www.castellinotizie.it — Castelli Romani

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