Trump, Milei e Meloni fra eccesso di visibilità e credibilità politica zoppicante

Trump, Milei e Meloni fra eccesso di visibilità e credibilità politica zoppicante: la ricerca della Sapienza ROMA – Essere più visibili nel sistema dell’informazione rende un leader politico più credibile? Non necessariamente: un’elevata esposizione mediatica aumenta la riconoscibilità di una figura pubblica, ma allo stesso tempo ne moltiplica le occasioni di verifica, il confronto con […]

Trump, Milei e Meloni fra eccesso di visibilità e credibilità politica zoppicante: la ricerca della Sapienza

ROMA – Essere più visibili nel sistema dell’informazione rende un leader politico più credibile? Non necessariamente: un’elevata esposizione mediatica aumenta la riconoscibilità di una figura pubblica, ma allo stesso tempo ne moltiplica le occasioni di verifica, il confronto con le dichiarazioni passate e l’esposizione alla contestazione. È il principale risultato emerso dallo studio intitolato “Dall’eccesso alla credibilità: Trump, Milei e Meloni. Analisi della leadership populista nell’era delle piattaforme”, condotto dal giornalista e sociologo Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte nell’ambito del corso di laurea magistrale in Media, Digital Communication and Journalism e discusso presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) della Sapienza Università di Roma.

L’indagine ha preso in esame un corpus complessivo di 343.216 articoli pubblicati tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026 tramite le National Collection di Media Cloud per Stati Uniti, Argentina e Italia – nello specifico 181.766 pezzi dedicati a Donald Trump, 135.633 a Javier Milei e 25.817 a Giorgia Meloni –, affiancando all’analisi quantitativa e lessicale un approfondimento qualitativo e semiotico su 36 articoli campione. Dalla ricerca emergono tre distinte configurazioni di leadership: per Donald Trump una centralità “persistente” trasversale a economia, istituzioni e politica estera fondata sui concetti di forza e restaurazione; per Javier Milei una centralità “antagonistica” legata alla promessa di rottura trasformativa e alla riduzione della spesa; per Giorgia Meloni una centralità “relazionale”, focalizzata sulla capacità di negoziare posizioni rispetto ad alleati e opposizioni.

Il lavoro evidenzia come la sovraesposizione aumenti l’archivio di memoria a disposizione del pubblico, sottoponendo costantemente le scelte dei leader alla prova dei fatti. Come ha osservato l’autore Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, fondatore dell’International Center for Social Research (ICSR) e direttore dell’European Journal of Media and Digital Communication Studies, “la visibilità espone il leader tanto alla sedimentazione quanto alla contraddizione”, delineando una sequenza comunicativa in cui la credibilità non è una conseguenza automatica della presenza sui media ma il frutto di una continua negoziazione. I risultati dello studio accademico, discusso il 16 ottobre, sono stati successivamente presentati a Roma nel corso dell’incontro pubblico “Il potere della visibilità — Trump, Milei e Meloni: leadership, informazione e credibilità politica”, promosso dall’ICSR presso il Circolo della Pipa – Parioli per approfondire il paradosso della personalizzazione politica nell’ecosistema mediatico contemporaneo.ise) 

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