La Studentska Lista ha vinto le elezioni in Serbia ma il suo bellissimo programma è difficilmente applicabile Le origini del movimento Una pensilina della stazione ferroviaria, a Novi Sad franò il 1 novembre 2024. Morirono sedici persone. Da quel giorno iniziarono innumerevoli proteste in piazza, soprattutto alle 11:52, ossia all’orario dell’incidente. Al centro delle manifestazioni c’era […]
La Studentska Lista ha vinto le elezioni in Serbia ma il suo bellissimo programma è difficilmente applicabile
Le origini del movimento
Una pensilina della stazione ferroviaria, a Novi Sad franò il 1 novembre 2024. Morirono sedici persone. Da quel giorno iniziarono innumerevoli proteste in piazza, soprattutto alle 11:52, ossia all’orario dell’incidente. Al centro delle manifestazioni c’era la volontà di capire quanta responsabilità politica ci fosse dietro all’accaduto e se l’appalto della stazione fosse legato ad una storia di corruzione. Durante una di queste manifestazioni, il 22 novembre 2024, un gruppo organizzato attaccò la folla. A causa di questo attacco, gli studenti decisero di occupare numerose facoltà in tutta la Serbia, anche perché il Governo non aveva reagito in modo significativo. Questi studenti condannavano la corruzione interna alla politica fino a che nel maggio 2025 chiesero elezioni anticipate e decisero di presentarsi con una lista proposta da loro. Questa lista era stata votata dagli studenti ma non conteneva nomi di studenti, conteneva invece nomi di tecnici che non arrivavano dalla politica. Il Premier Aleksandar Vučić decise così di non svolgere le elezioni nel dicembre 2027 come previsto ma di anticiparle ad ottobre 2026. Con stupore, Vučić perse queste elezioni e la Studentska Lista le vinse. Ora il nuovo partito al Governo deve formare il Governo stesso, deve scegliere i ministri, forte della sua maggioranza assoluta con 140 seggi su 250.
L’eredità di Vučić
Vučić non risulta indagato in nessun processo, nonostante i manifestanti lo accusino di corruzione negli appalti pubblici e nei progetti infrastrutturali e lo ritengano implicato in affari con la criminalità. Fino a prova contraria, Vučić gode della presunzione di innocenza. La corruzione però, insieme alla mancanza di indipendenza della magistratura e alle restrizioni della libertà di espressione e dei media, è uno dei quattro nodi che l’UE vuole che la Serbia risolva per permetterle l’ingresso nell’UE. Gli altri tre nodi riguardano la decisione di non sanzionare la Russia, il mancato riconoscimento dello Stato del Kosovo e il mancato sostegno della maggior parte della popolazione serba all’ipotesi di integrarsi nell’UE. Quel che di Vučić è certo è che sotto il suo Governo, la disoccupazione è diminuita dal 23-25% al 7,2% e il salario medio si è alzato da 380 euro a 1.000 euro. La questione dell’inflazione è invece opinabile perché nel 2023 si impennò fino al 16,2% ma nel 2025/2026 è scesa notevolmente e si è mantenuta tra il 2% e il 4%. Chissà se la Studentska Lista sarà capace di mantenere bassi i tassi di disoccupazione e di inflazione e se saprà mantenere o aumentare il livello salariale raggiunto da Vučić.
Novi Sad indelebile
Novi Sad è indelebile nella memoria della Studentska Lista. Sul sito ufficiale studenti.org.rs, nella prima pagina, anziché del programma si parla proprio di Novi Sad e delle esigenze degli studenti riguardo a quell’accaduto. Vogliono la pubblicazione di tutti i documenti della ricostruzione della stazione. Vogliono sapere l’identità degli appartenenti al gruppo organizzato che li attaccò nel novembre 2024 e ottenere il licenziamento di eventuali appartenenti alle forze dell’ordine che fossero in quel gruppo. Esigono l’archiviazione degli studenti arrestati durante le manifestazioni. Pretendono un’indagine sulle responsabilità di un episodio che creò paura e panico il 15 marzo 2025 durante un raduno pacifico.
I tagli
Sul sito ufficiale è pubblicato in versione estesa il programma elettorale della Studentska Lista. Man mano che lo si legge, appare ovvio il primo grosso problema: sono previsti finanziamenti di ogni sorta in quasi tutti i settori, ma da dove vogliono prendere i soldi per attuarli? Il partito ritiene che i grandi appalti pubblici siano stati soggetti a rigonfiamenti, a causa della corruzione, vuole dunque annullarli o rinegoziarli. Questa azione potrebbe non essere legale in quanto retroattiva, se proprio volessero renderla legale richiederebbe tempistiche lunghissime e non permetterebbe di recuperare presto i soldi sperati. Il partito, inoltre, vuole portare a conclusione delle indagini patrimoniali retroattive sui funzionari pubblici e confiscare i beni ricevuti illegalmente. Anche questa manovra richiede tempistiche molto lunghe e non permette di avere presto dei fondi da investire nei finanziamenti desiderati. Sempre che sia facile che dia esito positivo e che individui davvero dei beni da sequestrare. Anche se li individuasse, se non fossero liquidi ma legati ad immobili, servirebbe ulteriore tempo per mettere gli immobili all’asta. Non è certo che per queste due manovre basti una legislatura di quattro anni. L’unico proposito fattibile è quello non retroattivo: la pubblicazione trasparente dei documenti relativi ai bandi futuri per evitare corruzioni future. Questo già avviene in Ucraina, Romania, Ungheria ed Estonia, oltre che nei paesi del Nord come Svezia e Norvegia, dove il fine però è scisso dall’anti-corruzione ed è maggiormente previsto per evitare scelte improprie o discriminatorie dei candidati. La trasparenza però non fa direttamente diminuire i costi che le imprese richiedono per l’assegnazione dell’appalto, ciò si verifica solo nell’ipotesi di rigonfiamenti corruttivi. Di certo da quest’ultima manovra si può recuperare qualcosa ma non abbastanza per finanziare la pioggia di spese previste dalla Studentska Lista. Aumenteranno quindi le tasse o il debito? O forse non potranno tenere fede alle promesse elettorali?
I finanziamenti
Il finanziamento più particolare è quello relativo alla distribuzione gratuita di libri di testo agli studenti. Si parla, poi, di finanziare la ricerca e l’innovazione. Il partito vuole, inoltre, creare agevolazioni fiscali e abitative per le giovani famiglie e per i dipendenti scolastici e sanitari. Vuole anche aumentare i fondi per la tutela delle risorse naturali e per l’ampliamento dei servizi sanitari, in particolare nelle aree rurali. Vuole altresì mettere in campo sussidi, bandi e incentivi mirati per l’agricoltura innovativa e per le start up nel settore tecnologico. Vuole abbassare anche i costi dei medicinali e degli affitti (a scapito delle case farmaceutiche e dei proprietari immobiliari già tassati o con ennesimi finanziamenti?). Non chiarisce in che modo vuole adeguare il salario minimo all’inflazione: se volesse che le aziende impiegassero i loro fondi a tal fine, molte fallirebbero non potendoselo permettere e molte altre per riuscirci aumenterebbero considerevolmente il costo dei beni e dei servizi che producono per rientrare delle spese, alzando enormemente l’inflazione. Se invece la Studentska Lista volesse aiutare le imprese al fine di alzare i salari, si tratterebbe di ulteriori finanziamenti da effettuare con soldi che al momento non ci sono; a meno che si decida di aumentare il debito statale o le tasse.
L’entrata nell’UE
Studentska Lista vuole accrescere l’indipendenza della magistratura e dei media e azzerare la corruzione. Su questo ammirabile punto è totalmente in linea con la richiesta dell’UE. Sugli altri punti però non cede ed è in linea col Governo precedente: non vuole sanzionare la Russia né accettare il Kosovo come Stato. Studentska Lista sarebbe favorevole astrattamente ad entrare in UE ma al lato pratico non si vuole adeguare a queste due richieste. Di conseguenza risulta difficile anche il quarto punto, ossia l’aumento del sostengo della popolazione alla scelta di entrare in UE. Ci sono però dei punti in cui l’aderenza all’agire dell’UE è molto più evidente: Studentska Lista vuole maggiorazioni del 50% per chi fa i turni notturni e del 30% per chi fa gli straordinari o lavora nei festivi; inoltre il monte settimanale degli straordinari non deve superare le otto ore e, se questa manovra venisse effettivamente fatta, in un giorno non si potrebbero lavorare più di dodici ore. Come col nostro Decreto Dignità, dopo un anno di determinato, la Studentska Lista vuole obbligare il passaggio all’indeterminato. Il desiderio del rispetto dei diritti umani è notevole. Anche in un altro settore è evidente l’adeguamento: per Studentska Lista è molto importante la transizione energetica, con incremento di solare ed eolico e rispetto di rigidi standard ambientali.
Sintesi
Encomiabili il rispetto dei diritti dei lavoratori, la transizione energetica, la lotta alla corruzione, la volontà di accrescere l’indipendenza di magistratura e media, ma rimane sospetta la capacità di gestione dei bilanci di questo partito, proprio perché nuovo ed inesperto, lo si evince anche dall’utopia del salario minimo, che è inconciliabile con una minima conoscenza degli andamenti economici. Si spera che le loro belle intenzioni e i loro ammirevoli propositi non facciano crollare l’economia e non facciano aumentare troppo inflazione, debito e disoccupazione. D’altronde i buoni propositi non si possono mangiare, ci vogliono i soldi per comprarsi il cibo da mettere a tavola e i soldi ci sono quando inflazione, debito e disoccupazione sono contenuti. I migliori auguri a questo nuovo partito, con la speranza che si possa aprire un dialogo europeo anche su Russia e soprattutto Kosovo.
Non redatto con l’ausilio dell’AI
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