L’ondata di furti che ha interessato in questi giorni il Reatino ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla sicurezza. Malviventi che hanno imperversato indisturbati da Casette, alla Piana Reatina fino a Poggio Fidoni. Abitazioni svaligiate, in alcuni casi con i proprietari all’interno, e segnalazioni di episodi analoghi o presenze sospette hanno contribuito ad accrescere la paura […]
L’articolo La sicurezza delle città passa anche attraverso la vivibilità e la gestione del territorio – L’EDITORIALE DI LUIGI SPAGHETTI proviene da RietiLife – L'informazione della tua città.
L’ondata di furti che ha interessato in questi giorni il Reatino ha inevitabilmente riacceso il dibattito sulla sicurezza. Malviventi che hanno imperversato indisturbati da Casette, alla Piana Reatina fino a Poggio Fidoni.
Abitazioni svaligiate, in alcuni casi con i proprietari all’interno, e segnalazioni di episodi analoghi o presenze sospette hanno contribuito ad accrescere la paura tra i residenti e quindi il disagio.
Tuttavia nonostante questi episodi soprattutto nelle frazioni e zone periferiche del capoluogo la situazione dei furti nel Reatino, ad oggi, presenta un quadro contrastante con i dati ufficiali che indicano, invece, una diminuzione di questo reato.
I dati diffusi dalla Prefettura di Rieti relativi a gennaio-agosto 2026 mostrano un calo sia in provincia (649 furti rispetto ai 782 del 2025), così come nel solo capoluogo (240 contro i 346 dell’anno prima). Addirittura i soli colpi negli appartamenti in provincia sono calati da 245 del 2025 ai 176 di questi primi otto mesi dell’anno. Nel solo capoluogo in particolare si sono registrati 47 furti contro i 75 del 2025.
Quindi, riepilogando, il trend è in sensibile diminuzione: in provincia del 15% che arriva al 31% nel capoluogo. Questi sono i dati “certificati” e diffusi dal Palazzo del Governo che non rispecchiano quanto invece sta emergendo dalle cronache dei media locali soprattutto degli ultimi giorni.
Un dato statistico positivo, ma che non sta a significare che il problema non esista o sia in via di risoluzione. Anzi, le segnalazioni degli ultimi giorni obbligano a prestare una particolare attenzione alle frazioni e alle abitazioni più isolate.
Tenere alta l’attenzione ma anche saper distinguere tra una vera ondata criminale e una concentrazione di episodi ravvicinati. Proprio per questo non basta contare le segnalazioni (soprattutto sui social) ma quanti furti sono stati effettivamente compiuti o denunciati. Anche per evitare facili allarmismi.
Un tema particolarmente sentito non solo dalla popolazione ma anche dalla politica pronta a cavalcare la crescente percezione d’insicurezza nelle città per ottenerne un tornaconto elettorale. E’ accaduto in passato e sta accadendo anche in queste ore.
Con amministratori che si agitano sui social, che organizzano passeggiate-ronde serali e pronti a rispolverare il classico cavallo di battaglia – valido per ogni stagione – del “controllo di vicinato”.
Sfide quotidiane che le amministrazioni locali devono affrontare in un contesto di rapide trasformazioni urbane dove criminalità, degrado e marginalità sociale continuano a minare la qualità della vita nelle città.
Tuttavia, la sicurezza non può essere ridotta alla sola repressione della criminalità (compito che spetta alle forze dell’ordine impegnate quotidianamente sul territorio), ma deve essere un concetto più ampio che include la coesione sociale, la vivibilità e la gestione del territorio.
La presenza di migranti, l’indebolimento delle reti sociali e il cambiamento socio-economico hanno accelerato il degrado urbano. Nonostante un calo statistico dei reati gravi, la percezione d’insicurezza è alta, soprattutto nelle periferie. Le amministrazioni locali sono spesso chiamate ad affrontare sfide che esulano dalle loro competenze, dovendo gestire problematiche complesse senza risorse adeguate.
Mentre la sicurezza primaria è esclusiva dello Stato, la responsabilità per la sicurezza secondaria ricade sui Comuni. I sindaci, infatti, sono i principali responsabili della gestione del territorio, della riqualificazione delle aree degradate e del mantenimento del decoro pubblico. Tuttavia, molte amministrazioni si trovano a dover affrontare compiti che vanno oltre le loro competenze istituzionali.
Secondo un’indagine Censis-Confcommercio su commercio di prossimità, sicurezza e vivibilità delle città presentata di recente circa quattro italiani su dieci ritengono che microcriminalità (42,8%), insicurezza (39%) e degrado (38,8%) nella zona di residenza siano in aumento e la quota sale nei comuni con oltre 30mila abitanti.
A rendere sicuro un quartiere contribuiscono soprattutto una buona illuminazione (72%), la presenza delle forze dell’ordine (62,4%), i negozi aperti (40,7%), le telecamere e i sistemi di videosorveglianza (39,1%). Per l’83,9% dei cittadini i commercianti contribuiscono già oggi al decoro e alla sicurezza del territorio e l’88,7% considera fondamentale rafforzare la collaborazione tra istituzioni locali, forze dell’ordine e associazioni attraverso protocolli di sicurezza condivisi.
Per questo è necessario rafforzare la presenza dello Stato sul territorio, garantire interventi efficaci di prevenzione e contrasto alla criminalità e consolidare la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, amministrazioni locali e associazioni di categoria.
In questi ultimi anni, grazie alla pioggia di fondi pubblici, a Rieti ci si è concentrati soprattutto ad abbellire il centro storico a renderlo appetibile per commercianti (tamponare la desertificazione dei negozi), residenti e turisti “dimenticando” i quartieri più periferici e le frazioni oggetto in questi giorni di scorribande di malviventi che hanno fatto razzia nelle abitazioni.
Ecco perché sicurezza pubblica (che si riferisce prevalentemente all’incolumità dei cittadini e alla tutela della proprietà) e la sicurezza urbana (fondamentale nell’ambito delle politiche pubbliche locali) devono camminare di pari passo perché finalizzate a garantire una buona qualità della vita ai cittadini.
E Rieti – come testimoniato dalle classifiche su sicurezza e ecosistema urbano di Legambiente e Ambiente Italia pubblicata da Il Sole 24Ore – ne ha assolutamente bisogno.
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