“Nei giorni scorsi la stampa locale ha riportato una notizia che non può lasciare indifferenti: Ariccia ha perso 45.000 euro di fondi pubblici destinati al settore rifiuti, revocati dalla Città Metropolitana dopo sei anni di richieste rimaste senza risposta. Una vicenda che parla da sola e che non può essere liquidata con un post social, una perdita che non può essere derubricata a semplice “scelta tecnica”, come tenta di fare il Sindaco”. Inizia così la nota dei consiglieri comunali opposizione ad Ariccia: Fabrizio Profico, Francesca Monosilio e Daniele Ricca
“Il Sindaco ha provato a spiegare la rinuncia sostenendo che il progetto del 2019 – un impianto di compostaggio nel plesso scolastico di via Strada Nuova – sarebbe stato “non idoneo” e potenzialmente fonte di cattivi odori per gli alunni. Una narrazione suggestiva, certo, ma che non trova alcun riscontro né negli atti né nella tecnologia attuale. Non disponiamo della documentazione tecnica del progetto originario, ma una cosa è certa: gli impianti di prossimità oggi in uso, sia aerobici che elettromeccanici, non producono emissioni odorigene. Sono sistemi chiusi, controllati, certificati, utilizzati in scuole, condomìni e comunità in tutta Italia. Sono strumenti essenziali per una vera economia circolare, perché trasformano l’umido in compost direttamente dove viene prodotto, riducendo trasporti, costi e impatti ambientali. Evocare “odori vicino ai bambini” nel 2026 significa ignorare completamente l’evoluzione tecnologica del settore.
Ma il punto non è nemmeno questo. La Città Metropolitana non ha revocato il finanziamento perché l’impianto non era idoneo: lo ha revocato perché il Comune non ha mai completato la documentazione richiesta, nonostante solleciti nel 2020, 2021 e 2022. E perché nel 2026 l’Amministrazione ha comunicato la rinuncia formale. Se davvero il progetto non era più ritenuto adeguato, c’erano sei anni per proporre una variante, una rimodulazione, un’alternativa. Non è stato fatto. Il resto è solo un tentativo di spostare l’attenzione.
E mentre si perdono fondi già assegnati, si rivendicano come “risultati” cose che esistono da un decennio. La Tariffazione Puntuale, ad esempio, viene presentata come una grande novità dell’attuale amministrazione. Peccato che ad Ariccia sia stata introdotta nel 2015. Il vero problema è che in questi dieci anni è stata progressivamente svuotata, resa inefficace, dimenticata. E oggi ci si accorge improvvisamente che esiste, come se fosse un’invenzione dell’ultima ora. Un po’ di memoria amministrativa aiuterebbe.
Nel frattempo, come già evidenziato ad aprile, la diffusione dei cosiddetti “cassonetti intelligenti” indica chiaramente la direzione intrapresa: superare il porta a porta e tornare alla raccolta stradale, cioè al modello di vent’anni fa. Un modello che riduce la qualità della differenziata, aumenta l’indifferenziato, peggiora il decoro urbano e rende impossibile una TARIP equa e realmente misurata. È difficile parlare di “modernizzazione” quando si torna indietro.
La verità è semplice: Ariccia ha perso un’occasione concreta, e i cittadini hanno perso un beneficio reale. Un finanziamento già assegnato è stato lasciato evaporare senza che venisse proposta alcuna alternativa. E questo non può essere nascosto dietro un post social che parla di “trasparenza” e “buona amministrazione”.
Per questo chiediamo che l’Amministrazione renda pubblica l’intera corrispondenza con la Città Metropolitana, spieghi perché non è stata presentata alcuna variante progettuale e chiarisca quali altri finanziamenti rischiano la stessa sorte. Ariccia merita serietà, responsabilità e una gestione rigorosa dei fondi pubblici. Non giustificazioni postume. Pertanto ci riserviamo di depositare formale richiesta di accesso agli atti, non appena il consiglio comunale sarà insediato e pienamente operativo”.
