Dopo un secolo di storia, una parte del castello di Ernesto De Farro, a Rocca di Papa, viene destinata all’ospitalità turistica riportando alla luce una delle vicende più singolari dei Castelli Romani
Ha attraversato quasi un secolo di storia accogliendo vedove di guerra, orfani e famiglie in difficoltà. Ha ospitato un avanguardistico ambulatorio chirurgico e una cucina che distribuiva pasti ai più poveri. Oggi il Castello De Farro di Rocca di Papa – il monumentale edificio che domina la strada verso il santuario della Madonna del Tufo – svela una parte dei suoi segreti e si appresta a scrivere una nuova pagina della sua biografia.
All’interno della struttura, infatti, ha trovato posto un appartamento indipendente – “Al Castello De Farro”, del circuito Castelli Romani Living – , che offrirà a viaggiatori e turisti l’opportunità di soggiornare in uno degli edifici più singolari, ricchi di fascino e meno conosciuti dei Castelli Romani.
Questa nuova apertura – come comunicato dai promotori – non altera l’integrità della dimora storica, ma ne riallaccia i fili col passato per farne rivivere l’originaria vocazione all’accoglienza.
La storia del Castello De Farro
La storia del Castello De Farro affonda le sue radici oltre cent’anni fa, nell’Egitto dei primi del Novecento. Il suo fondatore, Ernesto De Farro, era un ingegnere piemontese che costruì le proprie fortune partecipando ad alcune delle più imponenti opere infrastrutturali lungo il Nilo. Tra queste, la ciclopica prima diga di Assuan – eretta tra il 1900 e il 1904 con il contributo fondamentale di 7mila scalpellini italiani – e la realizzazione di complessi ospedalieri, alberghi ed edifici pubblici che segnarono la modernizzazione del Paese nordafricano. Fu proprio nel momento del massimo successo internazionale che l’ingegner De Farro – spinto da un voto solenne espresso durante la Prima Guerra Mondiale, dopo essere rimasto ferito al fronte e assistito dalle Suore Elisabettine di Padova – decise di investire i propri beni in un grande progetto a Rocca di Papa.
Il castello, edificato nel 1925, nacque come una sintesi perfetta delle esperienze del fondatore: una struttura a linee gotico-orientali arricchita da elementi arabi, veroni e terrazze panoramiche. Le cronache dell’epoca ricordano lo stupore dei residenti nel vedere all’opera nel cantiere maestranze specializzate ed egiziane che De Farro aveva portato con sé dalle sue imprese africane. L’edificio venne adibito dapprima a ‘rifugio’ estivo dell’ingegnere, poi ad asilo di pace per le madri, gli orfani e le vedove dei soldati caduti, senza alcuna distinzione di credo religioso o appartenenza politica. Gestito dalle stesse Suore Elisabettine, il complesso divenne rapidamente il fiore all’occhiello della solidarietà locale, guadagnandosi il plauso delle istituzioni d’epoca – tra cui l’allora Presidente del Senato Luigi Federzoni – e comparendo stabilmente nelle guide storiche degli anni Trenta come una delle opere più significative ed elevate della città. Sulle pareti di roccia e nei marmi interni dell’edificio si leggono ancora oggi le epigrafi fatte incidere dal fondatore per accogliere gli ospiti, prima tra tutte il celebre verso: «Dal Martirio a questa Pace».
A distanza di un secolo il castello continua dunque ad accogliere, seppur in una forma diversa dal passato: oggi chi vi soggiorna può attraversare gli stessi ambienti che videro nascere una delle più originali opere di solidarietà dei Castelli Romani; una storia che parte dalle rive del Nilo, passa per le trincee della Prima guerra mondiale e arriva fino a Rocca di Papa, dove continua ancora a lasciare tracce visibili tra le mura del castello. “Al Castello De Farro” rappresenta quindi l’anello di congiunzione tra il glorioso passato della dimora e il futuro del turismo esperienziale nel Lazio. Una realtà che cambia lo standard della ricettività locale dimostrando come la grande storia possa tradursi in un’accoglienza esclusiva, capace di incantare anche i viaggiatori contemporanei.
