Genzano ha salutato don Claudio Vitelli: in tanti alla ‘Chiesa Nova’ per l’ultimo abbraccio all’amato parroco di San Salvatore

Un lungo e commosso abbraccio della sua comunità. Si sono svolti nel pomeriggio di oggi, nella chiesa della Santissima Trinità di Genzano di Roma, i funerali di don Claudio Vitelli, storico sacerdote della Diocesi di Albano, scomparso domenica 7 giugno all’età di 84 anni, presso la Clinica Madonna delle Grazie di Velletri.

La celebrazione delle esequie ha richiamato numerosi fedeli, sacerdoti, amici e cittadini che hanno voluto rendere omaggio a una figura che per decenni ha rappresentato un punto di riferimento umano e spirituale per intere generazioni. Parroco emerito della parrocchia del Santissimo Salvatore di Genzano, don Claudio lascia un ricordo profondo non soltanto nella città che lo ha accolto per tanti anni, ma anche nelle altre comunità nelle quali ha svolto il proprio ministero sacerdotale.

A piangerlo è infatti anche la comunità parrocchiale di San Giovanni Battista a Nettuno, dove fu viceparroco tra gli anni Sessanta e Settanta, lasciando un segno indelebile nel cuore di tanti fedeli che ancora oggi ne conservano un ricordo affettuoso. Non è un caso che, alla notizia della sua scomparsa, sia arrivato anche il messaggio di cordoglio dell’Amministrazione comunale di Nettuno.

“La città di Nettuno piange don Claudio Vitelli, per tanti anni presenza importante a Nettuno e, ancora oggi, guida spirituale per tanti cittadini che lo andavano a trovare anche a Genzano. L’Amministrazione comunale aveva l’intenzione di nominarlo cittadino onorario di Nettuno, dispiace di non essere riusciti in tempo a riconoscergli questo tributo. Ci stringiamo tutti ed io personalmente ai parenti e a chi gli è stato accanto fino all’ultimo”, ha dichiarato il sindaco di Nettuno Nicola Burrini.

A presiedere la celebrazione è stato il vescovo della Diocesi di Albano, monsignor Vincenzo Viva, affiancato da un nutrito gruppo di sacerdoti della diocesi. Tra questi don Pietro Massari, don Alessandro Saputo, don Adriano Gibellini e numerosi altri confratelli che hanno condiviso con don Claudio anni di ministero e di servizio pastorale.

Nel corso della cerimonia funebre non sono mancati momenti di intensa emozione e raccoglimento. Tantissimi i fedeli presenti per accompagnare don Claudio nel suo ultimo viaggio terreno, a testimonianza dell’affetto e della stima costruiti in una vita interamente dedicata al servizio della Chiesa e delle persone.

Nel corso dell’omelia e nei ricordi condivisi da chi lo ha conosciuto, sono state spese parole di grande stima e affetto. Don Claudio è stato ricordato come un “genzanese genuino”, profondamente legato alla propria città, riconoscibile nel cuore, nel carattere e persino nel dialetto. Un sacerdote cordiale, disponibile, capace di stare tra la gente, attento al sociale e particolarmente vicino ai giovani, ai quali ha dedicato gran parte del suo ministero pastorale.

Presenti anche le autorità civili e militari. Tra queste il comandante della Stazione dei Carabinieri di Genzano, Luogotenente Giuseppe Esposito La Rossa, rappresentanti del Commissariato di Polizia e del Comando della Polizia Locale.

Alla cerimonia ha preso parte anche il neo sindaco di Genzano, Fabio Papalia, alla sua prima uscita pubblica dopo la vittoria ottenuta ieri al ballottaggio che lo ha eletto alla guida della città. Una presenza che ha voluto testimoniare la vicinanza dell’intera comunità genzanese a una figura che ha segnato profondamente la storia religiosa e sociale del territorio. La chiesa era gremita in ogni ordine di posto. Presenti anche la vicesindaca di Nettuno Cristina De Carolis,  l’ex sindaco di Genzano Flavio Gabbarini e alcuni protagonisti dell’ultima tornata elettorale come Arnaldo Melaranci, Michele Savini e Josè Amici.

Domenica, annunciandone la scomparsa, il vescovo di Albano, monsignor Vincenzo Viva, aveva invitato la comunità a ricordare il sacerdote “con affetto e gratitudine nella preghiera di suffragio, rendendo grazie a Dio per il dono della sua vita e del suo ministero”.

Parole che oggi hanno trovato piena conferma nell’abbraccio della sua gente. Un saluto composto ma carico di emozione per un sacerdote che ha saputo farsi vicino alle persone, accompagnandole nei momenti più importanti della vita e lasciando una testimonianza che continuerà a vivere nella memoria delle comunità di Genzano, Nettuno e dell’intera Diocesi di Albano.

La figura di don Claudio Vitelli resterà indissolubilmente legata alla storia recente della parrocchia del Santissimo Salvatore di Genzano. Nel maggio del 2016, dopo aver raggiunto i 75 anni di età, presentò infatti la rinuncia al ministero pastorale, come previsto dal diritto canonico per i parroci che raggiungono il limite d’età. L’anno successivo, nel luglio del 2017, la comunità genzanese visse uno dei momenti più significativi della propria storia recente con il passaggio di consegne tra don Claudio e don Pino Continisio.

Fu il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, ad annunciare ufficialmente gli avvicendamenti dei parroci della diocesi attraverso una lettera inviata al clero il 29 giugno, giorno dei Santi Pietro e Paolo. Il pomeriggio del 22 luglio 2017, alla presenza dello stesso vescovo, don Pino Continisio si insediò ufficialmente alla guida della parrocchia del Santissimo Salvatore, mantenendo contestualmente anche l’incarico presso la Santissima Trinità.

Al termine della funzione religiosa la salma, curata dall’Agenzia Funebre Martinelli, è stata accompagnata nel luogo della sepoltura presso la tomba della Diocesi nel cimitero di Genzano, dove don Claudio riposerà accanto ad altri sacerdoti che hanno servito la Chiesa locale.

Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha segnato profondamente la storia religiosa e sociale di Genzano, Nettuno e dell’intera Diocesi di Albano, lasciando un’eredità fatta di fede, umanità e vicinanza alle persone che continuerà a vivere nel ricordo di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Il suo nome resterà però legato per sempre al Santissimo Salvatore soprattutto per un motivo: fu lui il promotore della nascita stessa della parrocchia. Don Claudio Vitelli ne seguì infatti la realizzazione e la crescita, fino all’erezione canonica avvenuta nell’ottobre del 1995. Un’opera pastorale e materiale che rappresenta ancora oggi una delle eredità più importanti lasciate dal sacerdote alla comunità genzanese.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

Da

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *