Aveva approfittato del colloquio in carcere per consegnare al figlio detenuto droga e telefoni cellulari, ma il suo piano è stato scoperto dagli agenti del Nucleo Investigativo della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Velletri. Al termine di un’attività investigativa durata alcuni giorni, un 65enne residente a Rocca di Papa è stato arrestato.
Tutto è iniziato quando gli agenti hanno notato un involucro sospetto, avvolto in una busta nera sigillata con nastro isolante, che il detenuto, un 28enne anch’egli di Rocca di Papa, stava cercando di portare nella propria cella al termine del colloquio con il padre.
Il giovane era già ristretto da diversi mesi per reati legati alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti immediatamente avviati hanno consentito di scoprire che all’interno della busta, accuratamente schermata con materiale isolante per eludere i controlli, erano nascosti circa un chilo e mezzo di hashish suddiviso in panetti, alcune dosi di marijuana già confezionate per la vendita e diversi smartphone.
Secondo quanto emerso, il pacco era riuscito a superare i controlli effettuati tramite metal detector prima dell’accesso alla sala colloqui. La droga e i telefoni sono stati immediatamente sequestrati e la Polizia Penitenziaria ha trasmesso un’informativa di reato alle autorità giudiziarie competenti.
Per il detenuto è scattata una nuova contestazione per detenzione di sostanze stupefacenti all’interno di un istituto penitenziario, circostanza che comporta un aggravamento della sua posizione giudiziaria. Il 28enne avrebbe tentato di giustificarsi sostenendo di aver trovato la busta lungo il corridoio che conduceva alla sua cella, una versione che non ha convinto gli investigatori.
Per il ragazzo già detenuto ci sarà l’inasprimento della pena, per il reato di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, aggravata dal fatto che è avvenuto in carcere.
L’analisi delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza interno ha infatti consentito di ricostruire con precisione quanto accaduto. Dalle riprese sarebbe emerso chiaramente che il padre, durante il colloquio, avrebbe passato rapidamente il pacco al figlio sotto il tavolo.
Sulla base degli elementi raccolti, il Tribunale di Sorveglianza di Roma e la Procura della Repubblica di Velletri hanno disposto l’arresto del padre. Quest’ultimo è stato prelevato dalla propria abitazione e trasferito nel carcere veliterno nelle prime ore della mattinata di lunedì.
L’operazione rappresenta l’ennesimo intervento antidroga portato a termine dalla Polizia Penitenziaria all’interno della Casa Circondariale di via Cisternense. Solo il mese scorso gli agenti avevano intercettato un involucro contenente droga lanciato dall’esterno verso una cella del primo piano, arrestando il presunto responsabile, un giovane magrebino residente a Nettuno che avrebbe tentato di rifornire un detenuto ristretto per reati di spaccio.
Numerose sono state le operazioni condotte negli ultimi anni dal Corpo di Polizia Penitenziaria di Velletri. Tra quelle più rilevanti figurano gli arresti in flagranza di un sacerdote salesiano di Genzano e di un infermiere della Asl Roma 6, entrambi accusati di aver tentato di introdurre sostanze stupefacenti e telefoni cellulari all’interno dell’istituto penitenziario.
Recentemente l’organico della Polizia Penitenziaria di Velletri è stato inoltre rafforzato con l’arrivo di numerosi giovani agenti, uomini e donne, grazie all’impegno della direttrice della Casa Circondariale, Anna Rita Gentile, e all’azione delle organizzazioni sindacali.
Il carcere di Velletri è conosciuto a livello nazionale anche per i numerosi progetti di recupero e reinserimento sociale rivolti ai detenuti, coinvolti in attività lavorative, culturali e formative. All’interno della struttura vengono organizzati corsi scolastici e universitari, mentre nelle aree agricole circostanti si producono ortaggi, vino, miele e altri prodotti, nell’ambito di percorsi finalizzati al recupero e alla preparazione al reinserimento nella società.
