Alla vigilia della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, che la Chiesa celebra il 15 agosto, arriva da Ariccia una riflessione che unisce fede, comunità e il profondo legame tra la città e uno dei suoi luoghi di culto più rappresentativi.
A rivolgersi ai fedeli è don Antonio Salimbeni, parroco della Collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo di Ariccia, la chiesa madre che domina Piazza di Corte e che la Diocesi di Albano indica come opera di Gian Lorenzo Bernini. Don Antonio è parroco della comunità ariccina dal 2023 e il suo incarico risulta confermato anche nelle più recenti comunicazioni istituzionali del Comune di Ariccia.
Una ricorrenza che assume quindi un significato particolare proprio nella comunità che porta nell’intitolazione della propria chiesa il mistero celebrato a Ferragosto: Santa Maria Assunta in Cielo.
Nel suo messaggio don Antonio parte proprio dalla bellezza della Collegiata e dall’affresco dell’abside raffigurante l’Assunzione della Madonna, trasformando quell’immagine in occasione di riflessione sul significato cristiano della vita, della fede e della speranza.
Il sacerdote richiama il “sì” di Maria, la sua completa disponibilità alla volontà di Dio e la presenta come esempio per ogni cristiano. Ma il suo pensiero guarda anche alle fragilità del presente: a chi soffre l’esclusione, la povertà, la solitudine, la mancanza di prospettive e quella che definisce «aridità spirituale».
Un messaggio rivolto alla comunità in questi giorni estivi, con l’augurio che la festa dell’Assunta possa diventare non soltanto una ricorrenza religiosa, ma un invito a riscoprire il senso più profondo della propria fede e della vicinanza agli altri.
Di seguito pubblichiamo integralmente il pensiero di don Antonio Salimbeni.
Carissimi,
vi raggiungo, in questo tempo di riposo e ristoro, per riflettere con voi sulla Festa dell’Assunzione al Cielo della Beata Maria Vergine, a cui è dedicata la nostra casa Comune, la nostra bellissima Chiesa parrocchiale.
Proprio nella nostra chiesa è conservato il bellissimo affresco dell’abside, dove si può ammirare l’episodio della salita al cielo della Madonna, che viene accolta tra le schiere degli angeli.
Maria viene elevata al Cielo senza perdere il Suo corpo perché è stata interamente, con tutta sé stessa, docile alla volontà di Dio. Con il suo sì, Ella ha cambiato la storia dell’umanità ed ha aperto le porte della Nuova Alleanza tra Dio e l’umanità, con il Suo corpo che è stato lo strumento tramite il quale Gesù è diventato uomo per riconciliarci al Padre.
Questo mirabile segno, che coglie di sorpresa anche gli Apostoli accorsi presso di Lei, che, come vediamo nell’affresco, sono spaesati di fronte a questo straordinario avvenimento, ci richiama fortemente al fatto che in Dio nulla, neanche la morte, può cancellare la nostra vita e che in Lui siamo davvero salvi e siamo chiamati a vivere la nostra esistenza, il dono più grande che Egli ci ha fatto, sapendo di essere destinati, se conserviamo e rafforziamo la nostra fede, a realizzare cose veramente grandi perché radicate nell’Amore.
In questo Maria è il nostro esempio, la nostra guida, il nostro conforto. Lei non si è tirata indietro quando ha sentito la Sua chiamata, ma ha messo la Sua vita nelle mani di Colui che l’aveva scelta già prima della Creazione del mondo per essere fonte sublime di Amore eterno.
Cari amici, Maria Assunta in Cielo ci richiama ad essere fedeli e perseveranti nel vivere il Vangelo, nell’essere discepoli di Suo Figlio senza risparmiarci, ad essere tralci di quella unica Vite che è Cristo Gesù; in Lui e con Lui la nostra vita fiorisce davvero, oltre il male e la morte, e possiamo diventare pienamente cooperatori della salvezza per tutti i fratelli che incontriamo, soprattutto coloro i quali soffrono l’esclusione, la povertà, la mancanza di prospettive, la solitudine e l’aridità spirituale.
Possa Maria Assunta darci la forza di essere segni visibili e testimoni credibili del Regno dei Cieli che comincia già qui su questa Terra e che assaporeremo compiutamente, come Lei, per l’eternità.
Affidando ognuno di Voi alla materna protezione della Beata Vergine, di cuore vi benedico.
Il vostro parroco
Don Antonio