Due testimoni raccontano una formazione circolare di luci bianche e rosse osservata nella notte del 26 settembre. Daniele Cataldi analizza l’episodio
Nuova segnalazione per la rubrica Fenomeno UFO di Castelli Notizie: due testimoni raccontano insolite luci osservate nel cielo di Albano Laziale nella notte del 26 settembre.
Dopo svariati mesi torna sulle pagine di Castelli Notizie la rubrica “Fenomeno UFO”, curata attraverso i contributi di Daniele Cataldi, che da anni raccoglie, approfondisce e ci segnala episodi relativi a presunti avvistamenti anomali nei cieli dei Castelli Romani e non solo.
Questa volta la segnalazione è arrivata da Albano Laziale e riguarda quanto sarebbe accaduto nella notte di sabato 26 settembre 2026, indicativamente tra le 3.30 e le 4 del mattino.
Secondo il materiale raccolto da Cataldi, due persone, situate in punti differenti, avrebbero osservato e testimoniato una particolare formazione luminosa composta da luci bianche e rosse, apparentemente disposte in maniera circolare. Il fenomeno, sempre secondo le testimonianze, avrebbe compiuto alcuni movimenti laterali prima di allontanarsi progressivamente verso l’alto.
Non esistono, tuttavia, immagini o video sufficientemente definiti che permettano di identificare quanto osservato, né dati strumentali attraverso i quali ricostruirne distanza, altezza, dimensioni o velocità. Proprio per questo è importante mantenere distinto ciò che è stato riferito dai testimoni dalle possibili interpretazioni.
Lo stesso Cataldi, nel contributo che pubblichiamo di seguito, prende in considerazione anche spiegazioni convenzionali, a partire dall’ipotesi di droni, precisando correttamente come la definizione UFO/UAP non significhi affatto attribuire al fenomeno un’origine extraterrestre: indica semplicemente, in assenza di elementi sufficienti, qualcosa che non è stato identificato.
Con questo spirito – documentare una testimonianza curiosa senza trasformare un’ipotesi in una certezza – lasciamo spazio al nuovo contributo di Daniele Cataldi.
Giova precisare che le immagini che accompagnano l’articolo non documentano direttamente l’avvistamento segnalato, ma sono ricostruzioni illustrative realizzate da Cataldi con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, sulla base della descrizione del fenomeno osservato.
Albano Laziale, insolita formazione luminosa osservata nella notte del 26 settembre
di Daniele Cataldi
Nella notte del 26 settembre 2026, tra le ore 03:30 e le 04:00 circa, ad Albano Laziale si è verificato un insolito avvistamento nel cielo, osservato da due testimoni da posizioni differenti e caratterizzato da una particolare formazione circolare composta da luci bianche e rosse.
Il fenomeno è stato inizialmente notato da una sola persona, che osservando il cielo in direzione ovest ha individuato una formazione luminosa nettamente distinguibile nell’oscurità. Secondo quanto riferito dalla testimone, la sua dimensione apparente era significativa: tenendo il braccio nella normale posizione di osservazione, la formazione occupava indicativamente uno spazio corrispondente a circa due dita disposte verticalmente.
Non si sarebbe quindi trattato, almeno dal punto di vista percettivo, di un piccolo punto luminoso lontano, ma di una configurazione sufficientemente estesa da permettere alla testimone di distinguerne chiaramente la forma.
Un particolare interessante riguarda proprio l’aspetto della formazione: le luci sembravano disposte lungo una struttura circolare, mentre la zona interna appariva scura. La testimone ha infatti precisato che il fenomeno risultava ben delineato e che all’interno del cerchio era possibile vedere il nero del cielo.
La configurazione comprendeva luci bianche e rosse e manteneva una disposizione apparentemente ordinata durante il movimento. In una prima fase la formazione si è spostata lateralmente da destra verso sinistra, mantenendo sostanzialmente la stessa altezza apparente. Successivamente ha invertito la direzione, tornando da sinistra verso destra e ripercorrendo, almeno in parte, il tratto precedentemente seguito.
Questo comportamento ha attirato ulteriormente l’attenzione della testimone, proprio perché non appariva compatibile con un semplice movimento lineare di attraversamento del cielo.
Durante l’avvistamento è stato contattato un secondo testimone, situato a circa venti metri di distanza. Quest’ultimo, da una posizione differente, ha potuto osservare contemporaneamente lo stesso fenomeno mentre era ancora in corso.
La presenza di due osservatori separati nello spazio rappresenta un elemento importante nella ricostruzione dell’episodio, poiché consente di escludere con maggiore ragionevolezza fenomeni strettamente locali legati a un singolo punto di osservazione, come riflessi o particolari effetti percettivi individuali.
La fase successiva dell’avvistamento è risultata ancora più singolare. A un certo momento le luci rosse non erano più visibili, mentre quelle bianche continuavano a delineare la formazione. La testimone ha riferito chiaramente di aver notato che il fenomeno «non aveva più le luci rosse», pur continuando a risultare ben definito.
La formazione composta dalle luci bianche ha quindi iniziato apparentemente a salire e ad allontanarsi. La testimone l’ha osservata diventare progressivamente più piccola mentre si dirigeva verso l’alto, continuando però a mantenere una configurazione riconoscibile e ben delineata.
Il fenomeno è rimasto visibile fino a quando, diventato sempre più piccolo e distante, è stato definitivamente perso di vista.
Da un punto di vista strettamente osservativo è opportuno precisare che, in assenza di riferimenti tridimensionali e di misurazioni strumentali, non è possibile stabilire con certezza la distanza effettiva del fenomeno, la sua quota reale, le dimensioni fisiche o la velocità raggiunta durante l’allontanamento.
Si può quindi parlare con sicurezza di un aumento apparente dell’altezza e di una progressiva riduzione delle dimensioni angolari, mentre qualsiasi valutazione quantitativa della quota o della velocità resterebbe necessariamente ipotetica.
La testimone ha tentato anche di documentare fotograficamente l’avvistamento. Dopo aver osservato il fenomeno per alcuni istanti, si è recata rapidamente a prendere il proprio telefono cellulare, ma non è riuscita a ottenere un’immagine utile. Attraverso il dispositivo sarebbe risultata visibile soltanto una luce bianca indistinta, senza la definizione necessaria per riprodurre ciò che era percepibile direttamente a occhio nudo.
La stessa testimone, nel tentativo di trovare una possibile spiegazione convenzionale, ha preso in considerazione anche l’ipotesi di un drone, interrogandosi però sulle dimensioni apparenti del fenomeno e sulla particolare dinamica osservata.
L’impiego di droni rappresenta certamente una delle ipotesi che devono essere considerate nell’analisi di un avvistamento di questo tipo. Le moderne formazioni di droni possono produrre configurazioni geometriche complesse, luci di differenti colori, movimenti sincronizzati e variazioni della disposizione luminosa.
Tuttavia, sulla base delle sole testimonianze disponibili, non è attualmente possibile stabilire se il fenomeno osservato ad Albano Laziale possa essere effettivamente ricondotto a una formazione di questo genere.
Allo stesso modo, la dinamica descritta non appare immediatamente riconducibile ai più comuni fenomeni astronomici. Stelle, pianeti e satelliti artificiali non possono normalmente effettuare inversioni apparenti di traiettoria del tipo riferito dai testimoni, mentre la disposizione circolare delle luci e la successiva scomparsa selettiva della componente rossa rappresentano elementi che richiedono particolare attenzione.
L’assenza di documentazione fotografica o video, di dati radar e di misurazioni strumentali non permette tuttavia di giungere a conclusioni definitive sulla natura dell’evento.
Alla luce degli elementi attualmente disponibili, il fenomeno può pertanto essere indicato provvisoriamente come UFO-UAP, vale a dire come un fenomeno osservato nello spazio aereo la cui natura non è stata identificata.
La definizione UFO, Unidentified Flying Object, o UAP, Unidentified Anomalous Phenomena, non implica di per sé un’origine extraterrestre, né costituisce una prova della presenza di tecnologie non umane. Indica semplicemente che, allo stato attuale delle informazioni raccolte, non è disponibile una spiegazione sufficientemente verificabile in grado di identificare con certezza ciò che i due testimoni hanno osservato.
L’episodio del 26 settembre 2026 rimane comunque particolarmente interessante per la combinazione di diversi elementi: la configurazione circolare delle luci, la dimensione apparente non trascurabile, la zona centrale scura, il movimento laterale seguito da un’inversione della direzione, la successiva scomparsa delle luci rosse, l’allontanamento verso l’alto della formazione ancora ben definita e, soprattutto, la presenza contemporanea di due osservatori collocati in punti differenti.
Per queste caratteristiche, l’avvistamento di Albano Laziale rappresenta una delle segnalazioni più particolari giunte negli ultimi anni dal territorio dei Castelli Romani e merita di essere documentato con attenzione, mantenendo sempre distinta la descrizione di quanto riferito dai testimoni dalle possibili interpretazioni sulla sua origine”.
E’ bene precisare che le immagini che accompagnano l’articolo non documentano direttamente l’avvistamento segnalato, ma sono ricostruzioni illustrative realizzate da Cataldi con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, sulla base della descrizione del fenomeno osservato.
