Bona Sforza la donna di potere celebrata con successo al Teatro Petruzzelli

Bona Sforza la donna di potere del ‘500 torna nella “sua” città! Celebrata con successo al Teatro Petruzzelli   Nunzia Bernardini BARI – Finalmente la duchessa Bona Sforza torna a casa grazie al Teatro Petruzzelli che riapre la sua stagione della lirica con l’opera contemporanea in due atti di Zygmunt Krauze, su libretto di Vincenzo […]

Bona Sforza la donna di potere del ‘500 torna nella “sua” città! Celebrata con successo al Teatro Petruzzelli

 

Nunzia Bernardini

BARI – Finalmente la duchessa Bona Sforza torna a casa grazie al Teatro Petruzzelli che riapre la sua stagione della lirica con l’opera contemporanea in due atti di Zygmunt Krauze, su libretto di Vincenzo De Vivo. Si tratta di un gesto coraggioso prima che musicale: il teatro si riprende la sua Regina e le restituisce l’onore che merita.

L’opera è un nuovo allestimento della Fondazione in coproduzione con l’Opera Krakowska: un progetto concepito a Cracovia dove l’opera ha debuttato nel novembre 2024, e che ora torna simbolicamente a Bari, a pochi passi dalla Basilica di San Nicola dove Bona Sforza è sepolta nel mausoleo che si trova sull’altare dietro il Ciborio.

Vengono dalla Polonia per omaggiare la “loro” regina mentre probabilmente solo un numero ristretto di baresi conosce il significato di quel monumento con la regina posta al centro con i santi Nicola e Stanislao ai due lati.

Ed è proprio questo simbolico e storico omaggio a risultare vincente: il Petruzzelli ha “osato” inserendo in repertorio un’opera polacca contemporanea del XXI secolo. Si tratta di un evento raro sul panorama internazionale ma che ha riscosso un successo di pubblico almeno a giudicare dagli applausi tributati.

Una donna rappresentata in tre età e con tre voci: l’idea vincente di Michał Znaniecki, regista e drammaturgo, è quella di  raccontare Bona scomponendola. Infatti, in scena ci sono contemporaneamente tre Bona: la Duchessina, giovane e ambiziosa, la Regina nel pieno dell’esercizio del suo potere e, infine, la Regina Vedova, tradita e sola.

Tre età, tre voci – soprano, soprano drammatico, mezzosoprano-che dialogano e si raccontano: un espediente che trasforma la biografia in uno spettacolo efficace.

Il libretto di De Vivo, trilingue in italiano, polacco e latino, restituisce lo spirito di una donna vissuta a cavallo tra due mondi, forse mai completamente accettata né a Bari né a Cracovia.

La musica sobria e tagliente di Krauze, figura di riferimento dell’avanguardia polacca, è valorizzata dalla scenografia grandiosa e sempre in movimento affidata a Luigi Scoglio, dalla scelta dei colori dei costumi, in particolare un rosso che letteralmente accende il palcoscenico e per le coreografie con una “affollata” presenza del coro e delle comparse.

Quello che colpisce lo spettatore è la scelta di raccontare Bona non come la santa madre di Polonia né la tiranna avvelenatrice della leggenda barese: è una donna di potere in un mondo di uomini, che sbaglia, che trama, che ama il figlio Sigismondo Augusto fino al sacrificio finale di allontanarsi dalla Polonia per tornare a Bari a….morire.

L’opera è un ponte diplomatico in musica con la Polonia dedicata anche a tutti i numerosi turisti polacchi che affollano la città.

Finalmente la “presenza” di Bona Sforza al Petruzzelli ha il merito di costringere Bari a guardarsi allo specchio: lei rappresenta l’alternativa laica a  San Nicola venuto dall’Oriente, la cui figura va rivalutata e fatta conoscere per riscoprire l’orgoglio della storia che ha visto la Corte di origine milanese risiedere nel castello di Bari ed essere con onore al centro della grande storia del 1500 .

Vederla celebrare sul palco più grande della città, è un atto di giustizia teatrale che meriterebbe di essere ripreso magari con un docufilm per far rinascere nella nostra memoria collettiva la storia di una grande e “imperfetta” donna e di una potente regina.

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