Presentato sul Lago Albano di Castel Gandolfo il Distretto del Cibo del Vulcano Laziale promosso dal Parco dei Castelli Romani: Comuni, aziende e istituzioni insieme per valorizzare agricoltura, turismo ed eccellenze locali
Sotto un sole limpido e generoso, di quelli che a ottobre sembrano voler trattenere ancora gli echi dell’estate, in mattinata, a Castel Gandolfo, sulle acque del Lago Albano, è andata in scena la presentazione del Distretto del Cibo del Vulcano Laziale, un progetto che mette in rete le eccellenze agricole, produttive, culturali e ambientali del territorio, favorendo nuove opportunità di crescita condivisa.
Una luce piena, quasi dorata, degna della migliore tradizione dell’Ottobrata romana, ha avvolto Castel Gandolfo e le acque del bacino lacustre castellano, trasformando la presentazione del progetto in una mattinata dal forte valore simbolico, sospesa tra paesaggio, identità e futuro del territorio.
È in questa meravigliosa cornice che in questo venerdì 16 ottobre il Parco regionale dei Castelli Romani ha scelto di presentare ufficialmente il nuovo Distretto, salendo a bordo del Battello Falco insieme ad amministratori, rappresentanti istituzionali, operatori e addetti ai lavori.
Il progetto promosso dall’Ente Parco mettere in rete amministrazioni, imprese agricole, produttori, associazioni e realtà economiche di un territorio che condivide storia, paesaggio, tradizioni e la comune matrice dell’antico Vulcano Laziale.
Per raccontare un progetto che nasce proprio dall’identità profonda del territorio non poteva esserci cornice più suggestiva delle acque del Lago Albano di Castel Gandolfo.
La conferenza stampa si è infatti svolta a bordo del Battello Falco, salpato poco dopo mezzogiorno, mentre sulle sponde del lago si alternavano i colori dell’autunno e il sole illuminava uno degli scenari più belli dei Castelli Romani. La navigazione è diventata l’occasione per presentare pubblicamente un progetto sul quale il Parco lavora ormai da mesi.
Al timone, ancora una volta il comandante Federico Bronzi, già protagonista, proprio sulla stessa imbarcazione, di un appuntamento storico per Castel Gandolfo e per l’intero territorio, il 29 agosto scorso, quando ha traghettato Papa Leone XIV durante la cerimonia della Madonna del Lago.
Un progetto che unisce il Vulcano Laziale
Ad aprire gli interventi è stato il Direttore del Parco dei Castelli Romani, Francesco Ciferri, che ha spiegato la genesi e soprattutto le ragioni del progetto (GUARDA IL VIDEO).
«Perché fare un Distretto del Cibo del Vulcano Laziale?», si è chiesto Ciferri introducendo la conferenza. La risposta sta nella possibilità di trasformare il Distretto in un vero e proprio volano per il territorio, capace di unire più amministrazioni, attrarre risorse, sostenere le aziende e costruire una progettualità condivisa che superi i confini dei singoli Comuni.
L’idea è quella di riunire sotto un’unica identità un territorio molto più ampio rispetto ai soli confini del Parco, facendo riferimento a quella matrice geologica, storica e produttiva rappresentata dal Vulcano Laziale.
Non soltanto, quindi, i Castelli Romani in senso stretto, ma un sistema territoriale capace di estendersi verso altre aree che condividono vocazioni agricole, produzioni e paesaggi. Ciferri ha ricordato come il progetto sia ormai entrato in una fase concreta, dopo mesi di incontri, confronti e atti amministrativi approvati dai Comuni aderenti.
Il Distretto nasce infatti con l’obiettivo di mettere a sistema realtà che, singolarmente, avrebbero inevitabilmente una capacità più limitata di accesso ai finanziamenti e ai mercati.
Boccali: «La protezione passa attraverso una promozione di livello»
È stato poi il Presidente del Parco, Ivan Boccali, a entrare nel cuore politico e strategico dell’iniziativa (GUARDA IL VIDEO). Nel suo intervento ha voluto innanzitutto condividere il merito del progetto con la struttura amministrativa dell’Ente, ricordando il ruolo svolto dal direttore Francesco Ciferri e dagli uffici nel trasformare un’intuizione in un percorso concreto. «Le idee, se non c’è qualcuno che le mette a terra, restano in aria», ha sottolineato il Presidente, prima di ringraziare le amministrazioni che hanno deciso di aderire. Il passaggio centrale del suo intervento è stato però quello dedicato al concetto stesso di tutela: «Noi riteniamo che la vera protezione si faccia attraverso una promozione di livello», ha dichiarato Boccali.
Una frase che sintetizza la linea sulla quale il Parco dei Castelli Romani sta cercando di muoversi: superare l’immagine di un Ente percepito soltanto come soggetto chiamato a imporre limiti e autorizzazioni e costruire invece un ruolo più ampio, nel quale protezione, promozione e sviluppo sostenibile possano convivere.
Boccali ha quindi ribadito che la tutela «non si fa con i lucchetti», ma anche attraverso la capacità di spiegare, promuovere e valorizzare il patrimonio di un territorio. Un’impostazione che si collega direttamente al progetto del “Parco fuori dal Parco”, attraverso il quale l’Ente sta intensificando rapporti e collaborazioni anche fuori dai confini locali.
Enogastronomia come storia e identità
Il Presidente Boccali ha poi affrontato un altro dei punti centrali del progetto: il rapporto tra territorio ed enogastronomia. «Per noi l’enogastronomia non è solamente il cibo, il prodotto che va sul tavolo. È la storia, è la nostra cultura, è la nostra identità». Un concetto sul quale Boccali ha insistito con forza, ricordando come il territorio dei Castelli Romani possa contare su denominazioni, produzioni tipiche e filiere agroalimentari di altissimo livello, che però hanno bisogno di essere messe in rete e presentate attraverso una strategia comune.
Il Distretto, d’altronde, nasce precisamente con questa funzione. Non un semplice marchio e neppure un contenitore promozionale, ma uno strumento capace di mettere insieme aziende agricole, amministrazioni e operatori economici, costruendo economie di scala e aumentando la capacità del territorio di intercettare risorse.
Il Parco, ha spiegato Boccali, fungerà da collante. Non sarà direttamente il soggetto produttore, ma avrà una funzione di coordinamento e accompagnamento della rete.
Fondi, innovazione e nuove opportunità
Il Distretto del Cibo del Vulcano Laziale punta infatti a diventare uno strumento operativo attraverso il quale accedere a finanziamenti regionali e nazionali. Le risorse potranno essere utilizzate per sostenere l’innovazione delle aziende, migliorare i processi produttivi, favorire investimenti nella tecnologia e nella sostenibilità e creare nuove opportunità occupazionali. Ma non solo. Uno degli obiettivi è integrare sempre più strettamente agricoltura, turismo ed enogastronomia, costruendo un’offerta territoriale capace di presentarsi in maniera unitaria.
Per un territorio come quello dei Castelli Romani questo significa collegare le produzioni tipiche ai luoghi nei quali nascono, alle cantine, ai frantoi, alle aziende agricole, ai ristoranti, alle strutture ricettive e alle manifestazioni che ogni anno attirano migliaia di visitatori.
Proprio Boccali ha sottolineato come il Distretto possa consentire di «richiedere fondi sviluppando economie di scala» e utilizzare quelle risorse per innovazione, sostenibilità, occupazione e promozione turistica.
I Comuni che hanno aderito
Il progetto ha già raccolto le adesioni di Rocca di Papa, Ariccia, Nemi, Lariano, Lanuvio, Pomezia e Ardea. A questi si è aggiunto nelle ultime ore Albano Laziale, che ha concluso proprio alla vigilia della conferenza stampa il proprio iter amministrativo. Nel suo intervento Boccali ha scherzosamente parlato dei primi «magnifici sette» Comuni, diventati ora otto con l’ingresso di Albano.
Altre amministrazioni stanno lavorando agli atti necessari per completare l’adesione, tra cui Genzano di Roma, nell’obiettivo di ampliare ulteriormente una rete che, nelle intenzioni del Comitato promotore, dovrà essere il più possibile rappresentativa dell’intero sistema territoriale.
L’iter per il riconoscimento
La fase successiva di quanto è stato presentato sul Lago Albano sarà il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Lazio, passaggio indispensabile affinché il Distretto possa entrare pienamente nella fase operativa. Il percorso dovrà quindi proseguire secondo quanto previsto dalla normativa regionale e successivamente approdare agli organismi nazionali competenti.
Boccali ha espresso l’auspicio che l’iter possa essere completato in tempi relativamente rapidi, così da consentire al Distretto di iniziare concretamente la propria attività nei prossimi mesi.
«Una buona amministrazione lascia qualcosa a chi viene dopo»
Il Presidente del Parco ha voluto concludere il suo intervento con una riflessione sul valore istituzionale del progetto: «Una buona amministrazione è quella che lascia un patrimonio a chi arriva dopo». Per Boccali il Distretto deve avere proprio questa caratteristica: essere uno strumento che non appartiene a una singola amministrazione o a una stagione politica, ma rimane a disposizione del territorio.
Righini: «I Parchi anche motore economico del territorio»
Dopo Boccali ha preso la parola Giancarlo Righini, assessore regionale al Bilancio, Programmazione economica, Agricoltura e Sovranità alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste. Righini ha definito quella del Parco una iniziativa perfettamente coerente con la linea della Regione Lazio sulle aree naturali protette.
La sfida, secondo l’assessore, è fare in modo che i Parchi continuino naturalmente ad assolvere alla loro funzione primaria di tutela e conservazione ambientale, ma che diventino contemporaneamente strumenti di crescita e valorizzazione economica.
«Voglio ringraziare il Parco dei Castelli Romani per questa bella iniziativa, che va esattamente nella direzione in cui l’amministrazione regionale e la Giunta Rocca hanno dato mandato ai nostri Parchi di andare», ha esordito Righini.
L’assessore ha quindi sottolineato come il ruolo delle aree protette non possa esaurirsi nella conservazione ambientale: «Dobbiamo uscire dal solo perimetro della conservazione delle nostre aree naturali protette e trasformare i Parchi anche in un volano economico per il territorio, creando condizioni di crescita e opportunità di valorizzazione per i Comuni che insistono al loro interno».
Righini ha legato direttamente il Distretto del Cibo a questa impostazione: «Questa idea si incastona perfettamente tra le attività che auspicavamo, perché la promozione agroalimentare deve diventare un elemento fondamentale nella valorizzazione del territorio».
Poi il passaggio sul sostegno alle aziende agricole: «È un bellissimo progetto territoriale che sono sicuro darà grandi opportunità ai Comuni, al territorio e alle nostre aziende agricole. Uno degli obiettivi che ci siamo dati è sostenere il comparto primario e riconoscere il giusto reddito ai nostri agricoltori, che lavorano con grande impegno e passione».
Righini ha anche lodato il lavoro svolto quotidianamente dai Guardiaparco, ringraziandoli pubblicamente, prima di rimarcare la massima attenzione sul percorso amministrativo e sulla documentazione che dovrà essere trasmessa alla Regione, lasciando intendere la volontà di accompagnare rapidamente il progetto verso il riconoscimento.
Ha inoltre richiamato l’azione della Regione Lazio a sostegno del settore primario e delle aziende agricole, sottolineando la necessità di garantire maggiore redditività a un comparto che continua a confrontarsi con l’aumento dei costi e con una fase economica complessa.
Silvestroni: «Mettere insieme le nostre eccellenze significa creare economia»
Il senatore Marco Silvestroni ha insistito soprattutto sulla forza della filiera territoriale e sulla necessità di trasformare il “fare rete” da slogan a strumento concreto.
«Questi Distretti del Cibo sono una cosa fondamentale e importante», ha spiegato, richiamando il valore della filiera corta e citando direttamente alcune delle eccellenze simbolo dei Castelli Romani.
«La bellezza sta proprio in questo: utilizzare la porchetta di Ariccia, il pane di Lariano, l’olio e tutte le altre realtà importanti del territorio, mettere insieme prodotti buonissimi che caratterizzano le nostre comunità».
Silvestroni ha quindi sottolineato come il Distretto rappresenti uno degli strumenti più concreti per dare sostanza al concetto di rete: «Si parla sempre di fare rete: ecco, quale modo migliore di fare rete se non attraverso iniziative come questa?».
Molto netto anche il giudizio sul ruolo assunto dal Parco: «Va fatto un plauso al Presidente del Parco e al Direttore, perché non stanno semplicemente seduti a gestire il Parco, ma con passione e amore per il ruolo che svolgono fanno qualcosa che va anche oltre, diventando ente promotore e cinghia di trasmissione tra le amministrazioni locali». «Per troppo tempo – ha aggiunto Silvestroni – il Parco è stato visto soltanto come l’ente “rompiscatole” che doveva dare autorizzazioni. In questo caso, invece, assume un ruolo importantissimo: è un dato di cambiamento e di controtendenza rispetto a quello che avveniva in passato».
Il senatore ha così concluso: «Abbiamo zone bellissime, aria pulita, territori straordinari. Se tutto questo viene inserito dentro un discorso agroalimentare, l’impatto economico può essere davvero importante. Il punto è rilanciare dal punto di vista economico territori stupendi come questi».
Una rappresentanza istituzionale ampia
Numerosi i sindaci e gli amministratori che hanno partecipato alla presentazione. Naturalmente presente il sindaco di Castel Gandolfo Alberto De Angelis, Comune che ha ospitato l’iniziativa, affiancato dal personale della Polizia Locale.
A bordo anche il sindaco di Albano Laziale Massimo Ferrarini, accompagnato dal vicesindaco Sauro Sinapi, in una giornata particolarmente significativa vista la recentissima adesione del Comune al Distretto.
Presenti inoltre il sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli, il sindaco di Ardea Maurizio Cremonini, il sindaco di Lariano Francesco Montecuollo e l’assessore del Comune di Lanuvio Simone Santilli.
Tra gli esponenti politici presenti anche il consigliere comunale di Grottaferrata Federico Pompili, e la consigliera comunale di Ciampino Mirella Atzori, a conferma dell’interesse che l’iniziativa sta suscitando anche al di là dei Comuni che hanno già formalizzato la propria adesione.
Nutrita anche la rappresentanza del personale dell’Ente Parco, con diversi Guardiaparco e, tra loro, il comandante Vittorio Castellana.
Una presenza significativa proprio perché il Distretto nasce nell’ambito di un Ente la cui missione principale resta la tutela ambientale, ma che oggi vuole collegare sempre più quella funzione alla capacità di sostenere le comunità che vivono e lavorano nel territorio.
FOTOGALLERY – Castel Gandolfo, sul Lago Albano la presentazione del Distretto del Cibo del Vulcano Laziale
Dalla tutela del paesaggio alla tutela dell’agricoltura
Uno dei messaggi emersi con maggiore forza durante la navigazione è che sostenere l’agricoltura significa, indirettamente, anche proteggere il paesaggio, secondo il principio che un territorio coltivato è un territorio curato. Le aziende agricole – hanno ribadito i presenti – mantengono vivi terreni che diversamente rischierebbero l’abbandono, custodiscono saperi e tradizioni, preservano produzioni locali e costituiscono anche un presidio contro il degrado ambientale.
È proprio qui che si incontrano due missioni apparentemente diverse: quella ambientale del Parco e quella economica del Distretto.
La crescita che il progetto vuole promuovere non dovrà infatti avvenire a discapito della tutela, ma proprio facendo della qualità ambientale uno degli elementi competitivi delle produzioni locali.
Il Vulcano Laziale come elemento comune
Approfondendo il progetto abbiamo appurato che la scelta del nome non è casuale. Il Vulcano Laziale rappresenta l’origine geologica dei Castelli Romani e ancora oggi determina le caratteristiche di buona parte del paesaggio e dei terreni sui quali vengono coltivati vigneti, oliveti, ortaggi e numerose produzioni agricole.
Quella matrice comune supera i confini amministrativi. Ed è proprio su questa identità che il Distretto vuole costruire un racconto territoriale unitario.
Non più singole eccellenze isolate, ma un territorio in grado di presentare contemporaneamente il proprio vino, il proprio olio, i prodotti ortofrutticoli, i prodotti da forno, la gastronomia, le aziende e i luoghi nei quali quelle produzioni nascono.
FOTOGALLERY – Castel Gandolfo, sul Lago Albano la presentazione del Distretto del Cibo del Vulcano Laziale
Un percorso che Castelli Notizie aveva raccontato già a settembre
Castelli Notizie aveva dedicato un ampio approfondimento al progetto già nel numero cartaceo di agosto 2026, quando il Distretto era ancora nel pieno del percorso di costruzione. Nell’occasione abbiamo raccontato l’idea alla base dell’iniziativa, le prime adesioni dei Comuni e soprattutto le prospettive legate alla possibilità di accedere a fondi nazionali e regionali.
Il concetto centrale era già allora quello di trasformare la straordinaria ricchezza agricola e agroalimentare del territorio in una strategia comune di crescita.
La presentazione di Castel Gandolfo rappresenta quindi un ulteriore passaggio di quel cammino.
La diretta di Castelli Notizie dal battello
Gli interventi di Ciferri, Boccali, Righini e Silvestroni sono stati seguiti in tempo reale anche dai lettori di Castelli Notizie, attraverso le due dirette Facebook realizzate durante la navigazione sul Lago Albano.
- L’intervento di Francesco Ciferri
- Gli interventi di Ivan Boccali, Giancarlo Righini e Marco Silvestroni.
Un modo per portare anche chi non era fisicamente presente a bordo dentro una presentazione decisamente insolita, con il lago, le sue sponde e il profilo dei Castelli Romani a fare da sfondo alle parole dei protagonisti.
[IL LINK DELLA DIRETTA FACEBOOK DI CASTELLI NOTIZIE]
Il ritorno a terra e la degustazione
Al termine della navigazione la mattinata è proseguita al Ristorante I Quadri di Castel Gandolfo, in via dei Pescatori 21, che aveva già ospitato il ritrovo dei partecipanti prima della partenza del battello. Qui istituzioni, amministratori e ospiti si sono ritrovati per un rinfresco, una degustazione dei prodotti del territorio e il brindisi che ha suggellato simbolicamente la presentazione del Distretto del Cibo del Vulcano Laziale.
Una location particolarmente suggestiva, affacciata su uno degli scenari più riconoscibili dei Castelli Romani, che ha finito per rappresentare perfettamente lo spirito stesso dell’iniziativa: mettere insieme paesaggio, prodotti tipici, agricoltura, turismo, convivialità e identità locale. Dopo le parole pronunciate a bordo del Falco, il ritorno a terra ha così offerto una dimostrazione concreta di ciò che il Distretto intende valorizzare e promuovere.
È esattamente questa la filosofia sulla quale il Distretto del Cibo del Vulcano Laziale vuole costruire il proprio futuro. Perché, come ha sottolineato Boccali, non c’è sviluppo senza promozione.
E promuovere un territorio non significa soltanto raccontarne i luoghi, ma riuscire a mettere insieme ciò che quel territorio produce, la storia che custodisce, le persone che lo lavorano e le comunità che continuano a viverlo.
Sul Lago Albano, a Castel Gandolfo, in una luminosa giornata d’ottobre, il Distretto del Cibo del Vulcano Laziale ha iniziato a mostrarsi pubblicamente proprio così: come una rete ancora da completare, ma già abbastanza ampia da immaginare una nuova strategia comune per i Castelli Romani e per l’intera area che porta dentro di sé l’eredità dell’antico vulcano.
FOTOGALLERY – Castel Gandolfo, sul Lago Albano la presentazione del Distretto del Cibo del Vulcano Laziale
