Nella Cattedrale di Catania, ieri sera, un concerto straordinario nel ricordo di Vincenzo Bellini, a 225 anni dalla sua nascita Le maestose volte barocche della Cattedrale di Catania, ieri sera, si sono fuse con la musica, regalando al folto pubblico presente emozioni indimenticabili. E ciò grazie, soprattutto alla bravura degli interpreti che, in una perfetta […]
Nella Cattedrale di Catania, ieri sera, un concerto straordinario nel ricordo di Vincenzo Bellini, a 225 anni dalla sua nascita
Le maestose volte barocche della Cattedrale di Catania, ieri sera, si sono fuse con la musica, regalando al folto pubblico presente emozioni indimenticabili. E ciò grazie, soprattutto alla bravura degli interpreti che, in una perfetta armonia, hanno dato vita e vigore alla preghiera.
Una preghiera che si è trasformata in voce dell’anima nella struggente interpretazione del mezzosoprano Lucia Mastromarino che, con la sua vocalità dolce e potente ad un tempo, ha dato una luce ed un significato ancor più profondo a brani immortali.
L’evento
C’era attesa ieri a Catania per un evento che, inserito nel XVIII Bellini Festival, ha rappresentato la sublimazione di un ricordo, di una memoria in cui la musica si è fatta narrazione. E il ricordo di Bellini si è tramutato in vita. Al di là del tempo e dello spazio. Narrazione emotiva, quindi, sentita, vissuta dai presenti che hanno tributato applausi scroscianti agli interpreti.
Ancora una volta il M° Enrico Castiglione, fondatore di questo Festival, ha regalato all’esigente pubblico di Catania una perla preziosa che sarà custodita dai presenti nello scrigno dei ricordi.
Momenti musicali ed emozioni
Tutto perfetto ieri sera, tutto vibrante di musica ed emozioni. Dal repertorio, complesso e vasto, che ha spaziato da Mozart ad Händel, da Bach a Franck, da Fauré e Bellini, all’interpretazione straordinaria di un’artista di fama internazionale, quale la Mastromarino. Dalle vocalità armonicamente fuse del Coro lirico Vincenzo Bellini alla ottima direzione del M° Pietro Valguarnera, senza dimenticare lo straordinario Alastair Sorley, che ha impresso al suo pianoforte una forza espressiva sconvolgente, nonché la bravura dell’Ensemble belliniana.
Tutto è stato musica, emozione pura, che ha fatto vibrare le alte volte della Cattedrale, dedicata al culto di Sant’Agata, di sonorità uniche, capaci di evocare anche i sogni e le speranze sopite o volutamente dimenticate di ciascuno di noi.
Panis angelicus fit panis hominum
Con queste parole San Tommaso D’Aquino volle rendere ancor più chiaro il momento solenne dell’Eucarestia, indicando sostanzialmente il carattere rivoluzionario del Cristianesimo e le sue parole furono successivamente consegnate all’eternità ed ai popoli dalla musica di César Franck.
Nella sua messa a tre voci, infatti, Franck racchiuse in uno scrigno prezioso le parole di un Santo, ma anche la lettura della nostra esistenza. Una lettura che, ieri sera, è stata data in maniera sublime dalla Mastromarino.
Voce dalle mille tonalità, capace di assumere toni grevi e di straordinaria profondità sino ad elevarsi a registri sorprendentemente alti per un mezzosoprano, la Mastromarino ieri ha vissuto e ha fatto vivere al pubblico quel contatto col divino che, con la complicità di quelle alte e maestose volte, si è tramutato in emozione. Volando in alto, lontano, sino a farsi eco. Nel vasto programma presentato infatti quest’artista ci ha regalato momenti unici.
Ma, indubbiamente, quando nell’interpretazione struggente di panis angelicus il coro ha fatto il suo ingresso, la pluralità di quelle voci si è fusa insieme alla vocalità della Mastromarino, perfettamente, simbioticamente. E la preghiera, il significato di questa religiosità, che ci avrebbe dovuto insegnare ad amare, è stata lacerazione di quel silenzio omertoso dell’anima, offuscata dal torpore di sentimenti repressi.
La reazione del pubblico è stata immediata, sentita. Quasi un’esplosione liberatoria della sfera emozionale. E gli applausi hanno reso tangibile tale emozione.
Conclusioni
Ancora una volta, dunque, la musica ha lenito, sopito quei demoni che creano la nostra inquietudine.
Ancora una volta una stella del firmamento musicale, quale la Mastromarino, ha illuminato, insieme agli altri, il buio di una quotidianità non sempre facile.
E il ricordo di Bellini è stato solenne e sferzante promessa, quasi certezza di un domani dominato dall’amore. Quello vero, quello rivolto a tutti, ma anche a quel Dio che oggi sembra essere volutamente calpestato, dimenticato.
Articolo non redatto con l’ausilio dell’AI
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