Con l’esecuzione di un concerto di musiche popolari del Paese da lui rappresentato e con balletti tipici azerbaigiani l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, S.E. Elchin Huseynli, ha celebrato a Roma il 35mo anniversario dalla Restaurazione dell’Indipendenza che ricorda il percorso attraverso il quale la Repubblica azerbaigiana ha recuperato la propria sovranità, il 18 ottobre […]
Con l’esecuzione di un concerto di musiche popolari del Paese da lui rappresentato e con balletti tipici azerbaigiani l’Ambasciatore della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia, S.E. Elchin Huseynli, ha celebrato a Roma il 35mo anniversario dalla Restaurazione dell’Indipendenza che ricorda il percorso attraverso il quale la Repubblica azerbaigiana ha recuperato la propria sovranità, il 18 ottobre 1991, dopo oltre settant’anni all’interno dell’Unione Sovietica; il successivo 28 maggio 1918 il Paese si costituì in repubblica democratica, la prima dell’oriente musulmano.
Nel suo discorso a carattere istituzionale l’Ambasciatore ha evidenziato come la ricorrenza rivesta anche un’occasione per riaffermare l’identità nazionale attraverso la cultura e le tradizioni e, in omaggio della importante data il Centro Culturale dell’Azerbaigian e l’Ambasciata della Repubblica dell’Azerbaigian in Italia hanno organizzato l’evento denominato “Il Suono di una Nazione”.
“Il cammino verso l’indipendenza”, ha ricordato l’amb. Huseynli, “non è stato né breve né facile”.
La natura culturale della serata è stata sottolineata dall’intervento di saluto della direttrice del Centro Culturale, Gulnar Taghizada, che ha messo in rilievo come suoni e danze riescano a veicolare le date storiche di una nazione, portandone la conoscenza a un più vasto pubblico.
Ad esibirsi agli strumenti tradizionali azerbaigiani Madina Shahgeldiyeva per la kamancha, Ismayil Zulfugarov, suonatore di tar e Jafar Hasanov al nagara, accompagnati da sei talentuosi danzatori dell’Accademia Coreografica di Baku. Il programma ha previsto brani classici e popolari azerbaigiani, tra cui hanno spiccato le composizioni di Uzeyir Hajibeyli, Bahram Nasibov e Hasan Rzayev.
L’ampia partecipazione del mondo diplomatico, istituzionale, culturale e dei media italiani all’evento ha confermato un dialogo tra Azerbaigian e Italia ormai consolidato, e sempre interessato alla scoperta della storia e della cultura dell’altro.
