Cesacastina, il paese d’origine di tante famiglie dei Castelli Romani, si accende per l’Estate 2026

«Il risultato più bello – sottolinea il presidente Nico Baldassarre – è vedere un paese che torna a vivere dalla mattina alla notte, con persone di tutte le età, famiglie che rientrano dai Castelli Romani, giovani e visitatori che condividono insieme attività, tradizioni e momenti di comunità»

Da Pavona a Cava dei Selci, da Santa Maria delle Mole a Frattocchie, da Albano a Genzano, Lanuvio e tanti altri centri dei Castelli Romani: sono moltissime le famiglie che conservano un legame profondo con Cesacastina. Famiglie che magari vivono qui ormai da generazioni, ma che continuano ad avere nel piccolo borgo della Laga, in Abruzzo, le proprie radici, una casa, i ricordi, gli affetti e il desiderio di tornare.

Ed è anche grazie a questo legame che ogni estate Cesacastina torna a riempirsi di vita.

Si è conclusa con grande soddisfazione la terza edizione di “In Lumine Stellae 2026”, una manifestazione capace di unire territorio, comunità ed emozioni sotto il cielo della Laga. Ma In Lumine Stellae è soltanto uno dei momenti simbolo di un progetto molto più grande. Dalle 8 del mattino fino a notte fonda, durante l’estate Cesacastina vive attraverso un programma continuo di escursioni, fitness e attività sportive, appuntamenti culturali e storici, iniziative ludiche e sociali, momenti di aggregazione ed eventi serali.

Un vero e proprio villaggio vacanze” di montagna, dove residenti, famiglie che tornano al paese, giovani, bambini e visitatori possono ritrovarsi e vivere insieme giornate fatte di natura, sport, cultura, divertimento e socialità. È questa continuità, insieme alla varietà delle iniziative e alla partecipazione della comunità, che rende speciale la nostra estate.

Dopo anni di crescita, impegno e sperimentazione, crediamo che Cesacastina sia diventata una realtà unica nel suo genere: un piccolo borgo di montagna capace di riempire le giornate dall’alba alla notte e di trasformare l’estate in una grande occasione di incontro, riscoperta e valorizzazione del territorio.

Un percorso che nel 2026 ha ottenuto anche un riconoscimento particolarmente significativo: gli eventi di Cesacastina sono stati riconosciuti nell’ambito delle iniziative FAO per l’Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori 2026. Un riconoscimento che parla direttamente della nostra storia: della montagna, dei pascoli, della pastorizia e di quella cultura rurale che per generazioni ha segnato la vita delle nostre famiglie e modellato il territorio della Laga.

E se vogliamo raccontare l’estate di Cesacastina attraverso un’immagine concreta, basta ricordare il 16 agosto e la tradizionale Festa del Socio: quattro pecore alla callara e un quintale di gnocchi, preparati per una grande giornata di festa e convivialità. Numeri che raccontano più di tante parole la partecipazione raggiunta dai nostri appuntamenti e, soprattutto, il piacere di stare insieme e ritrovarsi attorno alle tradizioni di sempre. Una festa nella festa, simbolo di un’estate vissuta insieme.

«Il risultato più bello – sottolinea il presidente Nico Baldassarre è vedere un paese che torna a vivere dalla mattina alla notte, con persone di tutte le età, famiglie che rientrano dai Castelli Romani, giovani e visitatori che condividono insieme attività, tradizioni e momenti di comunità. È la dimostrazione che anche un piccolo borgo di montagna può costruire qualcosa di importante quando riesce a unire le proprie radici con la voglia di guardare al futuro.»

Il ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questa estate: volontari, collaboratori, sponsor, realtà istituzionali e associative, residenti e tutte le persone che continuano a scegliere Cesacastina, a viverla e a sentirla propria. Ci rivolgiamo inoltre al main sponsor SIEL impianti elettrici di Pietro Toppi, alla Scuola di ballo Country di Laura Toppi e alla personal trainer Catia Fioriti.

Un pensiero particolare va proprio alle tante famiglie cesacastinesi che oggi vivono a Pavona, Cava dei Selci, Santa Maria delle Mole, Frattocchie, Albano, Genzano, Lanuvio e in tutto il territorio dei Castelli Romani e che, tornando ogni estate, mantengono vivo quel filo che unisce le generazioni di oggi al paese dei propri genitori e dei propri nonni.

Perché mantenere vivo un piccolo paese di montagna significa anche questo: non dimenticare da dove veniamo e fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti abbiano ancora un luogo nel quale riconoscere le proprie radici e desiderare di tornare.

A Cesacastina l’estate non è soltanto un evento: è un paese che si accende, dalla mattina alla notte.

Fonte: www.castellinotizie.itCastelli Romani

Da