Una città ferma, «disorganizzata e priva di una reale visione amministrativa». I commenti a caldo dei partiti di opposizione, in risposta all’incontro organizzato in biblioteca dalla giunta di Ciampino per ripercorrere i quattro anni di sindacatura Colella, non si sono fatti attendere. Dure e impietose come non mai, le reazioni di FdI, Lega, Cinque Stelle e Diritti in Comune riflettono per certo lo stato d’animo di una parte della città, ad un anno esatto dalle prossime elezioni.
Con sfumature ed accenti diversi ma con un denominatore comune: dimostrare il fallimento dell’amministrazione, raggiunto grazie – secondo il loro parere – ad una profonda mancanza di programmazione unita alla totale assenza di una strategia di sviluppo del territorio. «Oggi abbiamo assistito all’ennesimo esercizio di autocelebrazione dell’amministrazione Colella, pronta a raccontare quattro anni di presunti successi», ha dichiarato Anna Rita Contestabile, rappresentante di Ciampino Merita di Più.
«Ci hanno presentato una città diversa da quella che i cittadini vivono ogni giorno», ha aggiunto per poi rincarare: «Nella Ciampino ‘reale’ le strade continuano a essere in condizioni inaccettabili, la piscina comunale resta chiusa e sul futuro dell’Igdo regnano incertezza e silenzio. Un teatrino che dura ormai da troppo tempo, con i grandi progetti per il rilancio della città rimasti nel cassetto delle promesse elettorali».
«Ripetuti annunci – prosegue Contestabile – tra mille conferenze e dichiarazioni oltre il dovuto; numerosi cambi di assessori, ma pochi risultati concreti». Per la consigliera, il caso più eclatante di una mancata ‘visione’ della città sono le piste ciclabili: «Ci vengono continuamente propinate come simbolo del cambiamento, ma quando un’opera divide la città più di quanto la migliori, forse sarebbe opportuno interrogarsi sulla qualità della progettazione». «Ciampino non ha ancora una visione chiara del proprio futuro – conclude – e quando mancano visione e programmazione, si finisce per scambiare la propaganda per i risultati».
Stesso spartito per il capogruppo leghista Massimo Balmas: «Abbiamo finalmente visto e sentito come siano riusciti a mascherare la loro incapacità e il loro fallimento di questi quattro anni: assenza di infrastrutture, se non quelle inutili e inutilizzate come le ciclovie; aumento della pressione fiscale, una su tutte la Tari, che aumenta inspiegabilmente ogni anno, ma soprattutto quattro anni di ulteriore cementificazione del territorio». «C’è un unico lato positivo in questa faccenda – ironizza Balmas – : manca un solo anno a quelle elezioni che manderanno a casa la peggiore amministrazione della storia di Ciampino».
Raggiunta alla Festa della Città Ribelle, in corso in questi giorni al Parco Aldo Moro, la capogruppo di Diritti In Comune Francesca De Rosa esprime un’amara considerazione: «Quello che abbiamo visto e sentito, nell’iniziativa autocelebrativa della sindaca, non è la Ciampino che conosciamo: è un’altra narrazione. Si è raccontata un’esperienza amministrativa che non è stata in grado di assumersi le sue responsabilità e che sa solo nascondere i problemi sotto il tappeto». «La città continua ad affogare nel cemento – dice De Rosa – mentre le fragilità sociali non vengono affrontate». E su urbanistica, aziende partecipate e servizi pubblici, «questa giunta non ha voluto invertire la rotta: basti pensare che l’unico record che detiene è quello di essere l’unica amministrazione di Ciampino che si sia vista fare contro un ricorso al Tar da cittadini e associazioni».
E «la città non merita davvero le ennesime passerelle vuote, funzionali solo alla campagna elettorale», conclude. Di «amministrazione incapace di pianificare» parlano, a due voci, il capogruppo Gianfranco Di Luca e la consigliera Mirella Atzori di FdI. Per il primo, è «incapace anche e soprattutto di prevenire i problemi, persino incapace di gestire l’ordinario. Una maggioranza che ha vissuto esclusivamente di annunci, propaganda e operazioni d’immagine, mentre la città accumulava ritardi, disservizi e degrado».
«Lo avevamo denunciato già tempo fa parlando della totale assenza di programmazione. Oggi, a distanza di anni, quella denuncia trova conferma nella realtà quotidiana vissuta dai cittadini di Ciampino». Elenca Atzori: «Opere pubbliche lente o bloccate, manutenzione insufficiente, traffico e viabilità senza soluzioni concrete. Inoltre, decoro urbano sempre più trascurato, un’assenza di ascolto verso cittadini e commercianti e infine una totale mancanza di una strategia di sviluppo per la città». Per FdI «il giudizio politico su questa amministrazione non può che essere netto: il modello Pd a Ciampino ha fallito: il paese merita molto di più di questi quattro anni di occasioni perse».
Di «racconto immaginifico» e di «formula autoassolutoria collettiva» parla infine il consigliere pentastellato Mauro Del Tutto e la sua analisi non si discosta da quelle dei capogruppo che l’hanno preceduto: «Hanno avuto quattro anni per ben amministrare, e con un convegno volevano spiegare perché non ci sono riusciti. Oltre ad aver perso un’occasione storica, come il Pnrr, che non ha prodotto quel salto di qualità che era stato promesso ai cittadini, c’è un nodo ancor più delicato che è quello della trasparenza amministrativa», afferma.
«In questi anni – asserisce – il diritto di accesso agli atti è stato esercitato da noi con continuità, come prevede la legge. Ma troppo spesso si è scontrato con richieste ferme per mesi e pratiche che aspettano risposte da anni; con ritardi sistematici e silenzi difficilmente giustificabili. Vi sono segnalazioni su possibili irregolarità edilizie su nuovi immobili per cui si attendono ancora i sopralluoghi. Questa, a nostro avviso, non è “buona amministrazione” ma un modo di gestire il potere». Mancano, per Del Tutto, «risposte su atti amministrativi, chiarimenti su scelte politiche interne, soluzioni sui problemi strutturali della città, la piena trasparenza». Ma ieri, in quella sala, «sono mancati i cittadini» che, annota il consigliere, «al momento opportuno confronteranno le promesse e i risultati».
